La Giornata Parlamentare del 27 aprile 2021

La Giornata Parlamentare del 27 aprile 2021

Draghi ha presentato alla Camera il Piano nazionale di ripresa e resilienza

Mario Draghi affronta la prova del Parlamento sul Piano nazionale di ripresa e resilienza, ieri alla Camera, oggi al Senato, e scandisce la fiducia che ha nell’Italia, nel suo Paese, quella stessa fiducia che ha espresso sabato scorso nel colloquio telefonico con Ursula Von der Leyen superando le resistenze sul Recovery plan messo a punto dall’Italia. La seduta si apre tra qualche polemica politica sui tempi stretti concessi all’esame del documento, oltre 300 pagine per riscrivere il futuro del Paese, modificato appena due ore prima dell’intervento del presidente del Consiglio in Aula. Draghi inizia le comunicazioni con qualche minuto di ritardo, sguardo fermo, ricorda che dietro numeri, timing, tabelle e missioni del Pnrr c’è molto altro, c’è la vita degli italiani, il futuro del Paese. L’ex numero uno della Bce, chiamato a guidare l’Italia poco più di due mesi fa, si rivolge al Parlamento, allo “spirito repubblicano”, e invita a superare interessi di parte e miopie. Il Premier sa bene che le Camere saranno decisive per realizzare le riforme e per ottenere quei 222 miliardi che Bruxelles sbloccherà poco la volta ma solo se l’Italia avrà fatto i compiti a casa. 

Ecco perché, in apertura, Mario Draghi richiama il senso di responsabilità. Nel Pnrr, invita a “metteteci dentro le vite degli italiani, le nostre ma soprattutto quelle dei giovani, delle donne, dei cittadini che verranno. Ma, nell’insieme dei programmi che oggi presento alla vostra attenzione, c’è anche e soprattutto il destino del Paese. Il Pnrr non è dunque solo una questione di reddito, lavoro, benessere, ma anche di valori civili, di sentimenti della nostra comunità nazionale che nessun numero, nessuna tabella potranno mai rappresentare. Dico questo perché sia chiaro che, nel realizzare i progetti, ritardi, inefficienze, miopi visioni di parte anteposte al bene comune peseranno direttamente sulle nostre vite”. Ora o mai più, esorta dunque il Premier, conscio delle fibrillazioni che muovono la sua maggioranza. Poi cita Alcide De Gasperi, che nel 1943 rimarcava come “il funzionamento della democrazia economica esige disinteresse, come quello della democrazia politica suppone la virtù del carattere. L’opera di rinnovamento fallirà, se in tutte le categorie, in tutti i centri non sorgeranno degli uomini disinteressati pronti a faticare e a sacrificarsi per il bene comune”. “La buona riuscita del Piano richiede uno sforzo corale delle diverse istituzioni” afferma, e si pone degli obiettivi che l’Italia dovrà centrare, innanzitutto “riparare i danni economici e sociali della crisi pandemica”: quasi 120.000 morti per il Covid-19, il Pil crollato dell’8,9% nel 2020, l’occupazione scesa del 2,8%. L’Italia che ne esce impoverita, drammaticamente: “Tra il 2005 e il 2019 il numero di persone sotto la soglia di povertà assoluta è salito dal 3,3 al 7,7%, per poi aumentare fino al 9,4% nel 2020”. Il Recovery plan offre un’opportunità, affrontare “alcune debolezze che affliggono la nostra economia e la nostra società da decenni: i perduranti divari territoriali, le disparità di genere, la debole crescita della produttività e il basso investimento in capitale umano e fisico. Infine, le risorse del Piano contribuiscono a dare impulso a una compiuta transizione ecologica”. 

Ma se l’Italia la spunterà, se farà le riforme, se dunque otterrà le risorse per affrontare gli investimenti che il Pnrr disegna, “nel 2026 il Pil sarà di circa 3,6 punti percentuali superiore rispetto a uno scenario di riferimento che non tiene conto dell’attuazione del Piano”; l’occupazione crescerà di “3,2 punti percentuali rispetto allo scenario base nel triennio 2024-2026” e “l’accelerazione della crescita può essere superiore a quanto riportato nel PNRR se riusciamo ad attuare riforme efficaci e mirate a migliorare la competitività della nostra economia”. Draghi fa il punto anche sulla delicata questione della governance: “È strutturato su diversi livelli. L’attuazione delle iniziative e delle riforme, nonché la gestione delle risorse finanziarie, sono responsabilità dei Ministeri e delle autorità locali, che sono chiamati a uno straordinario impegno in termini di organizzazione, programmazione e gestione. Le funzioni di monitoraggio, controllo e rendicontazione e i contatti con la Commissione Europea sono affidati al Ministero dell’Economia e delle Finanze. Infine, è prevista una cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio, con il compito tra l’altro di interloquire con le amministrazioni responsabili in caso di riscontrate criticità nell’attuazione”. Il presidente del Consiglio entra poi nel vivo del Piano e ne illustra una per una le missioni: la digitalizzazione, con le aule cablate, la telemedicina, le imprese smart; la rivoluzione green, con un’Italia finalmente attenta al suo equilibrio fragile, la spinta alle energie rinnovabili, l’efficientemente energetico degli edifici pubblici e privati. E, su questo, lancia il segnale che il M5S, ma anche Fi, gli hanno chiesto: sul superbonus al 110% “non c’è alcun taglio”, rassicura. Poi si sofferma sul capitolo infrastrutture, con un occhio attento alla rete ferroviaria, soprattutto al sud e sulle tratte regionali; sull’istruzione e la ricerca, con ben 32 miliardi da investire; sulle politiche attive sul lavoro; e poi la salute, con quasi 19 miliardi per cambiare il passo della sanità e fermare politiche miopi che hanno portato negli anni allo smantellamento progressivo del Ssn. 

E poi il Sud con la necessità di colmare un divario territoriale: “Non è una questione di campanili, se cresce il sud cresce anche l’Italia. Più del 50% del totale degli investimenti in infrastrutture, soprattutto l’alta velocità ferroviaria e il sistema portuale, è diretto al sud”. Per realizzare l’Italia che Mario Draghi e il suo Governo hanno immaginato bisogna realizzare le riforme. A partire dalla Pubblica amministrazione, passando da quella potenzialmente divisiva come quella della giustizia cui pone obiettivi ambiziosi da centrare: “Ridurre i tempi dei processi del 40 per cento per il settore civile e almeno del 25 per cento per il penale”, attuare “una continuativa e sistematica opera”, non meno complessa, “di abrogazione e modifica delle norme che frenano la concorrenza, creano rendite di posizione e incidono negativamente sul benessere dei cittadini. Questi principi sono essenziali per la buona riuscita del Piano: dobbiamo impedire che i fondi che ci accingiamo a investire finiscano soltanto ai monopolisti”, mette in chiaro il premier. Per riuscire in tutto questo, occorre una maggioranza che remi nella stessa direzione, Draghi lo sa bene e mostra fiducia: “Sono certo che riusciremo ad attuare questo Piano. Sono certo che l’onestà, l’intelligenza, il gusto del futuro prevarranno sulla corruzione, la stupidità, gli interessi costituiti. È con la fiducia che questo appello allo spirito repubblicano verrà ascoltato e che si tradurrà nella costruzione del nostro futuro, che presento oggi questo Piano al Parlamento”.

L’Aula del Senato

L’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi alle 15.00 per comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi in vista della trasmissione alla Commissione europea del Piano nazionale di ripresa e resilienza.  

Le Commissioni del Senato

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali esaminerà il ddl d’intesa con l’Associazione Chiesa d’Inghilterra e ascolterà il Ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta sul decreto sulle misure di contenimento del COVID-19. La Difesa proseguirà il ciclo di audizioni sull’affare assegnato relativo alle prospettive strategiche della politica di sicurezza e difesa comune dell’Unione europea. La Bilancio, con la Finanze, proseguirà l’esame degli emendamenti presenti al decreto sostegni ed esaminerà lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri per l’adozione della nota metodologica relativa all’aggiornamento e alla revisione della metodologia dei fabbisogni dei comuni per il 2021 e il fabbisogno standard per ciascun comune delle Regioni a statuto ordinario. La Istruzione, assieme alla Sanità, ascolterà l’Autorità garante per la protezione dei dati personali sull’impatto della didattica digitale integrata (DDI) sui processi di apprendimento e sul benessere psicofisico degli studenti. A seguire discuterà lo schema di decreto ministeriale recante la tabella delle istituzioni culturali da ammettere al contributo ordinario annuale dello Stato per il triennio 2021-2023. La Lavori Pubblici si confronterà sul decreto in materia di trasporti e per la disciplina del traffico crocieristico e del trasporto marittimo delle merci nella laguna di Venezia. La Agricoltura svolgerà delle audizioni sull’affare assegnato relativo alle problematiche connesse al tema dei cambiamenti climatici con particolare riferimento al loro impatto sul settore agricolo e si confronterà sull’affare assegnato sui danni causati all’agricoltura dall’eccessiva presenza della fauna selvatica. 

La Industria, con la Territorio, ascolterà i rappresentanti del gruppo ENI in merito all’annunciata chiusura degli impianti del cracking e degli aromatici di Porto Marghera, nonché sulle conseguenze di carattere ambientale per il sito interessato e per lo sviluppo di processi di transizione ecologica, e proseguirà il ciclo di audizioni sull’affare assegnato relativo alle aree di crisi industriale complessa con specifico riferimento a quella di Gela. La Lavoro esaminerà la proposta di direttiva del Parlamento europeo sul principio della parità di retribuzione tra uomini e donne sul lavoro attraverso la trasparenza delle retribuzioni e meccanismi esecutivi. La Salute esaminerà gli Atti europei per il rilascio, la verifica e l’accettazione di certificati interoperabili relativi alla vaccinazione, ai test e alla guarigione per agevolare la libera circolazione durante la pandemia di COVID-19 (certificato verde digitale) e quelli per il rilascio, la verifica e l’accettazione di certificati interoperabili relativi alla vaccinazione, ai test e alla guarigione per i cittadini di paesi terzi regolarmente soggiornanti o regolarmente residenti nel territorio degli Stati membri durante la pandemia di COVID-19. La Territorio esaminerà il ddl per la rigenerazione urbana. Infine la Politiche dell’UE si confronterà sulla Legge europea 2019-2020.

L’Aula della Camera

L’Aula della Camera tornerà a riunirsi alle 9.00 per l’esame del decreto per il differimento di consultazioni elettorali per l’anno 2021, del decreto sulla disciplina sanzionatoria in materia di sicurezza alimentare, della mozione per il rilancio economico e produttivo della Nazione e delle mozioni relative alle iniziative volte al superamento delle barriere architettoniche. Alle 11.00 ascolterà la replica del Presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi sul Piano nazionale di ripresa e resilienza e, al termine delle dichiarazioni di voto, voterà le risoluzioni presentate. A seguire esaminerà il decreto legge sulle misure urgenti per fronteggiare la diffusione del Covid-19, le mozioni sul nuovo quadro normativo in materia d’inadempienza bancaria e crediti deteriorati, la proposta di legge costituzionale in materia di elettorato per l’elezione del Senato della Repubblica, e le mozioni in materia di infrastrutture digitali efficienti e sicure per la conservazione e l’utilizzo dei dati della pubblica amministrazione. Infine dibatterà sulla relazione della Giunta per le autorizzazioni sulla richiesta di deliberazione in materia d’insindacabilità nell’ambito di un procedimento penale nei confronti di Fabio Porta, deputato all’epoca dei fatti.

Le Commissioni della Camera

Per quanto riguarda le CommissioniDifesa svolerà delle audizioni nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla pianificazione dei sistemi di difesa e sulle prospettive della ricerca tecnologica, della produzione e degli investimenti funzionali alle esigenze del comparto difesa. La Cultura esaminerà le proposte di legge sul reclutamento e lo stato giuridico dei ricercatori universitari e degli enti di ricerca, nonché di dottorato e assegni di ricerca, e svolgerà delle audizioni sulle pdl per la riorganizzazione del sistema d’istruzione e formazione tecnica superiore. La Ambiente svolgerà delle audizioni sulla tutela ambientale delle Dolomiti alla luce della prevista realizzazione di infrastrutture per lo svolgimento dei giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026. La Trasporti, con la Attività Produttive, ascolterà il Presidente ing. Francesco Caio e l’Amministratore delegato dott. Fabio Lazzerini di Italia Trasporto Aereo Spa sulla predisposizione del piano industriale della società. La Commissione Attività produttive svolgerà delle audizioni sulla pdl per la rinegoziazione dei contratti di locazione di immobili destinati ad attività commerciali, artigianali e ricettive per l’anno 2021 in conseguenza dell’epidemia di COVID-19 e sulla risoluzione per il sostegno della trasformazione energetica, delle fonti rinnovabili e, in particolare, della filiera dell’idrogeno. La Lavoro ascolterà i rappresentanti di Confesercenti, Confartigianato, CNA e Casartigiani nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle nuove disuguaglianze prodotte dalla pandemia nel mondo del lavoro. La Agricoltura esaminerà la pdl per la valorizzazione delle piccole produzioni agroalimentari di origine locale e svolgerà delle audizioni sulle proposte di legge per la promozione dell’imprenditoria e del lavoro femminile nel settore agricolo, della pesca e dell’acquacoltura. 


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