La giornata parlamentare del 7 aprile 2021

La giornata parlamentare del 7 aprile 2021

La Lega insiste per aprire un confronto sulle riaperture 

Un calendario che definisca modalità e tempi delle riaperture, con date sicure affinché si possano dare certezze ai settori e agli operatori economici più in crisi: Lega e centrodestra insistono per far ripartire le attività prima del 30 aprile, quando scadrà il decreto in vigore dalle prossime ore che ha confermato la sospensione delle zone gialle e lo stop agli spostamenti tra le Regioni. Il  pressing però si scontra con la realtà attuale del Paese, con 9 regioni in zona rossa, e con quanto ribadiscono fonti di Governo: è sulla base dei dati e solo su quella che verrà valutata qualsiasi decisione inerente le misure e i tempi necessari per allentare la stretta. Si va avanti così, dunque. Matteo Salvini però insiste e anzi alza la posta: non solo il calendario delle riaperture, ma anche la modifica dei protocolli che regolano le attività ormai da un anno; bisogna riaprire “in sicurezza”, dice, annunciando che presto porterà le proposte leghiste, “concrete e ragionevoli”, al presidente del Consiglio Mario Draghi. Per riaprire servono “nuovi protocolli per rivedere il numero di accessi in teatri e impianti sportivi, senza dimenticare palestre, bar, ristoranti e negozi”. 

Le proposte di cui parla Salvini sarebbero quelle che i governatori leghisti stanno perfezionando in queste ore: ristoranti aperti anche a cena nelle regioni con dati da zona gialla e fino alle 18.00 in quelle arancioni, a patto di avere tavoli distanziati, cinema e teatri con ingressi contingentati; sugli spettacoli sta lavorando il Ministro dei beni Culturali Dario Franceschini, che ha chiesto un incontro al Comitato tecnico scientifico per sottoporre agli esperti il nuovo protocollo per gli show dal vivo. La questione riaperture, con Forza Italia che insiste per un tagliando a metà mese, potrebbe finire già domani sul tavolo della riunione tra le Regioni e il premier Mario Draghi, nonostante l’argomento centrale dell’incontro sia il Recovery plan e la richiesta di chiarimento arrivata dagli stessi presidenti sul ruolo dei territori. Non è all’ordine del giorno, ma nessuno esclude che qualche presidente possa tirare fuori l’argomento, come ha fatto capire Luca Zaia rilanciando una vecchia battaglia, la modifica dei 21 parametri che compongono il monitoraggio e che determinano l’assegnazione del colore alle regioni. In ogni caso il dato certo è che al momento non è stata convocata la cabina di regia politica nella quale potrebbe essere affrontata la questione:  nulla cambierà almeno fino al monitoraggio del 16 aprile. 

Il Copasir è ancora in stallo. Per Fico e Casellati la scelta è dei partiti

La soluzione sulla presidenza del Copasir è politica ed è in mano ai partiti. Sta a loro cercare un accordo e sbloccare l’impasse, nulla possono fare, invece, i presidenti di Camera e Senato: nessun atto d’imperio per cambiare in corso d’opera il presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, né, tantomeno, la seconda e terza carica dello Stato possono sciogliere il Comitato stesso. Insomma, l’unica strada è che si mettano d’accordo le forze politiche, con le conseguenti dimissioni dell’attuale presidente, il leghista Raffaele Volpi, per poi procedere all’elezione di un presidente di FdI (in pole c’è Adolfo Urso, ora vicepresidente), come rivendica il partito guidato da Giorgia Meloni sulla base della legge che dispone appunto che la presidenza del Copasir vada all’opposizione. È in sostanza la risposta che Roberto Fico ed Elisabetta Casellati mettono nero su bianco nella lettera di risposta a Volpi. Non solo: i due presidenti richiamano anche il precedente Massimo D’Alema del 2011, e spiegano che “non sussistono, oggi come allora, i presupposti per un riequilibrio della composizione del Copasir, nonostante la legge preveda che debbano farne parte per il 50% le forze di maggioranza e per il restante 50% quelle di opposizione”. 

Tuttavia, essendo FdI in sostanza l’unica forza che si oppone al governo Draghi, “un’eventuale revisione della composizione del Comitato, finalizzata a garantire la pariteticità tra maggioranza e opposizioni, determinerebbe una palese sovra-rappresentazione dei gruppi Fratelli d’Italia”, osservano Fico e Casellati, rifacendosi appunto a quanto avvenuto durante il governo Monti, quando all’opposizione c’era la sola Lega. La posizione dei presidenti dei due rami del Parlamento fa insorgere FdI, i cui capigruppo non usano mezze parole e attaccano Fico e Casellati dicendosi “scandalizzati” e invocando l’intervento di Sergio Mattarella. Il commento della Lega si limita a uno scarno comunicato, in cui il partito si limita a prendere atto del parere di Fico e Casellati, soprattutto per le analogie con il 2011. Il punto, infatti, è che un accordo politico, finora, non è stato raggiunto proprio tra alleati, seppur divisi dall’appoggio al Governo, FdI e Lega: i leghisti se in un primo momento avevano espresso la disponibilità a fare un passo indietro a favore di FdI, hanno poi frenato. L’impasse ha comportato lo stallo totale, con il Copasir che non si riunisce dal giorno della nascita dell’esecutivo Draghi. A favore della presidenza del Copasir a FdI si è schierato il Pd, con il segretario Enrico Letta che ha annunciato un’iniziativa proprio per sbloccare l’impasse così come promesso alla stessa Meloni in occasione del loro faccia a faccia. Nessuna preclusione da parte di Forza Italia, così come di M5s, Iv e Leu. Ora la palla è nel campo dei partiti e una soluzione arriverà solamente dal braccio di ferro tra FdI e Lega.

Letta vede Renzi, inizia il disgelo ma sulle alleanze le posizioni restano distanti

Sette anni dopo Enrico Letta e Matteo Renzi si sono incontrati di nuovo, un incontro non semplice, dopo quel traumatico passaggio di consegne a palazzo Chigi, un colloquio tra due personalità molto diverse che certo non poteva d’un tratto cancellare anni d’incomunicabilità. Le distanze restano, anche se ovviamente non riguardano l’approccio nei confronti del governo Draghi: il punto è la prospettiva che i due leader immaginano per i propri partiti e per il sistema politico nel suo complesso: Letta punta a un nuovo bipolarismo, di fatto, tra centrodestra “normalizzato” da un lato e centrosinistra allargato a M5S e guidato dal Pd, Matteo Renzi ha in mente altro, continua a immaginare uno spazio centrale a metà tra Lega e Fdi da un lato e M5S dall’altro, dove collocare Italia Viva, un’area aperta agli altri moderati, compresi quelli di Forza Italia. Renzi, parlando in tv, lo dice chiaramente: “Sui 5 stelle io e Letta abbiamo un’opinione diversa, ma era noto, lo abbiamo confermato oggi”. Ma non si tratta semplicemente di una diversità di valutazioni sul M5S, appunto, sono di fronte proprio due idee molto differenti del futuro assetto politico del Paese. Il leader di Iv è chiaro: “Io credo che da qui al 2023 non voglio stare né con Salvini e Meloni ma nemmeno con grillini e populisti a sinistra, questo è il posizionamento di Italia viva”. 

Il segretario Pd, invece, ha già spiegato che considera cruciale l’alleanza con i 5 stelle per puntare a vincere le elezioni, sia le prossime amministrative che le politiche del 2023. Certo, con un “Pd leader”, ha chiarito. E, in ogni caso, “la leadership la decideremo quando capiremo come si organizzerà l’alleanza. Chi prenderà più voti avrà il diritto di esercitare la leadership”. Insomma, nessuna intenzione di riconoscere a Giuseppe Conte quel ruolo di “federatore” del centrosinistra che era stato immaginato dai vertici Pd prima dell’arrivo di Letta. Renzi riconosce che il segretario Pd sta cambiando rotta rispetto al suo predecessore: “Letta sta cercando di fare un lavoro molto serio nel Pd ed io gli faccio di cuore e sinceramente gli auguri, è un disegno complicato, difficile”. Di sicuro, “sono molto contento perché il Pd ha cambiato posizione: prima diceva o Conte o morte, oggi con Letta è un grande sostenitore del governo Draghi che penso sia un bene per l’Italia”. Sul resto, cioè sull’alleanza, “vedremo”, dice il leader Iv. Ma anche Letta conferma che oggi è stato solo un incontro interlocutorio: “Quello con Renzi è stato un incontro franco, cordiale, utile, un incontro tra due persone molto diverse. Su alcune cose siamo d’accordo, su altre in disaccordo. Sono qui cercando di mettere da parte le mie considerazioni di carattere personale, altrimenti non sarei tornato”. 

L’Aula del Senato

L’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi alle 10.30 per l’esame del decreto relativo alle consultazioni elettorali del 2021, della mozione sul cashback e di quella sul potenziamento delle cure domiciliari per i pazienti affetti da COVID-19

Le Commissioni del Senato

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali esaminerà il decreto relativo alle consultazioni elettorali del 2021, il ddl relativo al vincolo per il legislatore a seguito di un referendum abrogativo. La Difesa dibatterà sull’affare assegnato relativo ai profili della sicurezza cibernetica attinenti alla difesa nazionale. La Bilancio, con la Finanze, svolgerà diverse audizioni sul decreto sostegni. Nello specifico oggi a partire dalle 9.00 ascolterà Anci, Conferenza Regioni, Upi, Uncem e Ancim, Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Cisal, Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil. La Istruzione si confronterà sull’affare assegnato su volontariato e professioni nei beni culturali. La Lavori Pubblici si confronterà sul decreto trasporti e per la disciplina del traffico crocieristico e del trasporto marittimo delle merci nella laguna di Venezia. La Agricoltura svolgerà delle audizioni sul disegno di legge relativo alla disciplina del settore florovivaistico, esaminerà il disegno di legge sull’agricoltura con metodo biologico e svolgerà alcune audizioni sull’affare assegnato sulla problematica inerente alla flavescenza dorata della vite. 

La Industria si confronterà sul ddl relativo alla produzione e vendita del pane, sull’affare assegnato sui sistemi di sostegno e di promozione dei servizi turistici e delle filiere produttive associate alla valorizzazione del territorio, sull’Atto europeo relativo agli orientamenti per le infrastrutture energetiche trans europee. La Salute esaminerà gli Atti europei per il rilascio, la verifica e l’accettazione di certificati interoperabili relativi alla vaccinazione, ai test e alla guarigione per agevolare la libera circolazione durante la pandemia di COVID-19 (certificato verde digitale) e quelli per i cittadini di paesi terzi regolarmente soggiornanti o regolarmente residenti nel territorio degli Stati membri. Sui medesimi Atti, con la Politica dell’UE, ascolterà gli onorevoli Nicola Procaccini e Annalisa Tardino, membri del Parlamento europeo. La Territorio esaminerà il ddl per la rigenerazione urbana. Infine la Politiche dell’UE si confronterà sulla legge di delegazione europea 2019-2020. 

L’Aula della Camera

L’Aula della Camera tonerà a riunirsi alle 9.30 per l’esame del decreto legge per il riordino delle attribuzioni dei Ministeri, delle mozioni per l’individuazione del deposito nazionale per il combustibile nucleare irraggiato e i rifiuti radioattivi, della mozione per la definizione del Piano nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, delle mozioni sul ruolo del Ministero dell’economia e finanze nell’ambito del processo di vendita della società Borsa Italiana, delle mozioni sulle iniziative a favore dell’occupazione, della formazione e dell’emancipazione giovanile e delle mozioni sulle iniziative volte alla riapertura in sicurezza degli istituti scolastici di ogni ordine e grado. Come si consueto alle 15.00 svolgerà le interrogazioni a risposta immediata.

Le Commissioni della Camera

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali esaminerà le pdl sull’ordinamento e poteri della città di Roma capitale. A seguire, con la Difesa, svolgerà delle audizioni sulla pdl per l’istituzione della Polizia forestale, ambientale e agroalimentare nell’ambito dell’Amministrazione della pubblica sicurezza, ed esaminerà gli Atti europei sul nuovo patto sulla migrazione e l’asilo. La Giustizia esaminerà il decreto per l’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato durante l’emergenza COVID-19 e le pdl per la riforma dell’ordinamento giudiziario e per l’adeguamento dell’ordinamento giudiziario militare, nonché disposizioni in materia ordinamentale, organizzativa e disciplinare, di eleggibilità e ricollocamento in ruolo dei magistrati e di costituzione e funzionamento del CSM. La Finanze ascolterà i rappresentanti dell’Associazione bancaria italiana (ABI) sulle tematiche relative allo squilibrio della struttura finanziaria delle imprese italiane che rischia di essere determinato dalla pandemia da Covid-19; successivamente audirà i rappresentanti del Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (CNCU) nell’ambito dell’esame della proposta di legge sulla trasparenza nel settore dell’assicurazione obbligatoria per i veicoli a motore e per il contrasto dell’evasione dell’obbligo assicurativo. 

Oggi la Ambiente esaminerà le pdl sulle disposizioni in favore dei familiari delle persone decedute a seguito degli eventi sismici del centro Italia e la pdl di modifica del codice del Terzo settore per quanto riguarda la compatibilità urbanistica dell’uso delle sedi e dei locali impiegati dalle associazioni di promozione sociale per le loro attività. La Trasporti dibatterà sulla pdl per l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sulle cause del disastro della nave Moby Prince. La Commissione Attività produttive si confronterà sulla pdl per la rinegoziazione dei contratti di locazione d’immobili destinati ad attività commerciali, artigianali e ricettive per l’anno 2021 in conseguenza dell’epidemia di COVID-19, svolgerà delle audizioni sulla pdl per la promozione delle start-up e delle piccole e medie imprese innovative. La Lavoro svolgerà delle audizioni sulle nuove disuguaglianze prodotte dalla pandemia nel mondo del lavoro e delibererà una un’indagine conoscitiva sui lavoratori che svolgono attività di creazione di contenuti digitali. 

Domani la Affari Sociali svolgerà delle audizioni sulla pdl per l’introduzione sperimentale del metodo del budget di salute per la realizzazione di progetti terapeutici riabilitativi individualizzati, proseguirà l’audizione sulle linee programmatiche della Ministra per le disabilità Erika Stefani anche in relazione ai contenuti della Proposta di Piano Nazionale di ripresa e resilienza, e si confronterà sulla risoluzione per la tutela della salute fisica e mentale dell’infanzia e dell’adolescenza nel quadro delle misure per contrastare l’emergenza epidemiologica da Covid-19. La Agricoltura si confronterà, in sede di comitato ristretto, sulla pdl per favorire interventi di ripristino, recupero, manutenzione e salvaguardia dei castagneti e proseguirà le audizioni sulla pdl per la semplificazione e l’accelerazione dei procedimenti amministrativi nelle materie dell’agricoltura e della pesca nonché delega al Governo per il riordino e la semplificazione della normativa in materia di pesca e acquacoltura.


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A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

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