di Riccardo Compagnino
Negli ultimi anni sia il Dlgs. n. 118/2011, che ha riformato la contabilità degli enti territoriali italiani, sia il progetto europeo di contabilità Accrual per il Settore pubblico sono stati presentati come strumenti indispensabili per rendere i bilanci pubblici più trasparenti, omogenei e soprattutto confrontabili.
L’obiettivo dichiarato appare condivisibile: adottare regole contabili comuni per consentire a Cittadini, Governi e Istituzioni sovranazionali di confrontare le performance finanziarie delle diverse Amministrazioni pubbliche. Tuttavia, dietro questa promessa di comparabilità si nasconde una questione fondamentale che raramente viene affrontata con sufficiente chiarezza.
È davvero possibile confrontare bilanci pubblici appartenenti a realtà


