di Riccardo Compagnino
Un’impostazione normativa che nasce con un equivoco
L’art. 1 del Decreto-legge 30 settembre 2005 ha introdotto la partecipazione dei Comuni all’accertamento dei tributi erariali, attribuendo agli Enti Locali il compito di segnalare situazioni potenzialmente rilevanti ai fini del contrasto all’evasione fiscale. L’obiettivo dichiarato era condivisibile: valorizzare la conoscenza del territorio da parte delle amministrazioni comunali e rafforzare la collaborazione istituzionale nella lotta all’evasione.
A distanza di oltre vent’anni, tuttavia, emerge con chiarezza come questa impostazione presenti limiti strutturali che ne hanno ridotto significativamente l’efficacia.
Il primo errore di concezione consiste nell’aver immaginato che i Comuni potessero svolgere,


