La settimana Parlamentare – 22 gennaio 2020

La settimana Parlamentare – 22 gennaio 2020

M5S, Di Maio non sarà più il capo politico

Luigi Di Maio è pronto a rassegnare le proprie dimissioni da capo politico del Movimento 5 Stelle. A pochi giorni dal voto in Emilia e Calabria e a poco meno di due mesi dal congresso pentastellato che si terrà a marzo, il Ministro degli esteri (carica che manterrà) tenta il colpo di mano per uscire dall’angolo. L’ufficialità della decisione dovrebbe arrivare nella giornata di oggi a margine della presentazione dei facilitatori regionali, prevista per le 17 al Tempio di Adriano a Roma. Questa mossa cerca di prevenire una possibile crisi di governo, dovuta ai malumori della frangia più critica verso Luigi Di Maio, nel caso in cui le elezioni in Emilia-Romagna e Calabria non dovessero essere positive per il M5S.  

Certamente non lo ha aiutato il silenzio di Beppe Grillo rispetto ai progetti di rinnovamento proposti dall’attuale capo politico, a partire dalla costituzione di una leadership condivisa del M5S sul modello dei Verdi tedeschi. Così come non ha aiutato il progressivo assottigliarsi della pattuglia parlamentare grillina, che proprio ieri ha visto le defezioni verso il Misto di Michele Nitti e Nadia Aprile alla Camera. Con questo, siamo a 31 parlamentari usciti dal M5S dal 2018 ad oggi. Ora inizia la lotta per successione a Di Maio. Secondo le regole interno del Movimento, in caso di dimissioni, il più anziano del Comitato di garanzia – Vito Crimi – assume le veci del capo politico e indice una consultazione sulla piattaforma Rousseau entro 30 giorni. Al momento, l’uomo forte di Casaleggio a Roma, Stefano Buffagni, dovrebbe guidare il M5S all’assise di marzo, mentre rimane aperta la questione su chi sarà il capo delegazione M5S al governo: oltre ad una conferma di Luigi Di Maio, sono papabili il ministro per lo sviluppo economico, Stefano Patuanelli, e il ministro per la giustizia, Alfonso Bonafede.

Prescrizione, Conte punta a chiudere prima delle Regionali

L’obiettivo del premier, Giuseppe Conte, e del ministro della giustizia, Alfonso Bonafede è di chiudere un accordo di maggioranza sul nuovo testo sulla riforma della giustizia prima delle elezioni regionali di domenica 26 gennaio. I punti cardine della nuova bozza sono i seguenti. Si parte da una riforma dei tempi dei processi (massimo quattro anni per un progetto, tre con la riforma a regime), prescrizione (bloccata dopo il primo grado – solo in caso di condanna – con possibilità di riprenderne il corso se l’imputato è assolto successivamente. La prescrizione resta invece bloccata per due anni – con possibile proroga di altri due anni – quando viene impugnata la sentenza di proscioglimento), notizie di reato (corsia preferenziale per quelle scelte dalle procure), appello (avvocato può presentarlo solo con specifico mandato del cliente), cambio di un componente del collegio (il processo non si ferma) e appello (se non viene fatto entro due anni, il difensore ha diritto di chiedere che venga fissato subito).

Nonostante l’ottimismo professato da Giuseppe Conte: “Confido che si possa trovare finalmente la piena condivisione”, la palla passa ora nelle mani del PD e di Italia Viva. I renziani, al momento, sembrano sempre più intenzionati ad appoggiare Forza Italia e il suo responsabile Giustizia Enrico Costa, che ha appena presentato altri due emendamenti al decreto Milleproroghe con l’obiettivo di bloccare la prescrizione “corta” di Bonafede. Le probabilità che si vada allo scontro sono alte già a partire dal voto sulla proposta di legge Costa, che punta ad abolire la la prescrizione di Bonafede, prevista in Aula della Camera tra il 27 e il 28 gennaio. Come hanno già fatto in Commissione, i renziani potrebbero votare a favore della pdl Costa spaccando la maggioranza. 

Caso Gregoretti, continua lo scontro tra Conte e Salvini

Nuova puntata dello scontro tra il premier, Giuseppe Conte, e l’ex ministro dell’interno della Lega, Matteo Salvini. Intervistato da alcuni giornalisti a Firenze, il premier, sul caso della nave Gregoretti, ha affermato che “non posso che ribadire che la Presidenza del Consiglio è stata senz’altro coinvolta come sempre nella redistribuzione dei migranti” ma che “la decisione specifica, se sbarcare, in quale momento, in quale ora, era competenza del ministro Salvini che l’ha rivendicata pubblicamente. Sono tutti fatti, anche documentali, che verranno valutati senz’altro in sede parlamentare”. Pronta la risposta del segretario federale della Lega che, in un comizio in un comune del bolognese ha rivendicato la sua intenzione di essere processato poiché si tratterebbe non di un processo a un uomo, ma un processo a un’idea di un’Italia bella, sicura, libera”. Dopo che la Giunta per le immunità ha dato il primo via libera all’autorizzazione a procedere grazie ai voti leghisti, il prossimo passaggio sarà il voto in Aula previsto per metà febbraio.

Al Senato

La Commissione Lavori pubblici si riunirà per continuare l’esame del decreto Alitalia. Nella giornata di oggi scadranno alcuni termini per la presentazione di emendamenti: in Commissione Istruzione pubblica, il termine emendamenti al decreto-legge di riorganizzazione del MIUR è fissato alle 14 mentre, in Commissione Agricoltura, alle 13 scadrà il termine emendamenti del ddl sull’agricoltura con metodo biologico e del ddl in materia di tartufi

Alla Camera

Per quanto riguarda le Commissioni, la Commissione Affari sociali in sede riunita con la Giustizia proseguirà le audizioni sulle disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni. Verranno ascoltati alle 9.30 la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (FNOMCeO), la Federazione nazionale Ordine professioni infermieristiche (FNOPI), il Consiglio nazionale Ordine degli assistenti sociali (CNOAS), la Società italiana della medicina di emergenza – urgenza (SIMEU) e alle 11.15 ANAAO ASSOMED-Associazione medici dirigenti, Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (FIASO), Federazione italiana medici di famiglia (FIMMG), Sindacato italiano veterinari medicina pubblica (SIVEMP) e Federazione veterinari e medici (FVM). In Commissione Agricoltura, alle 12 di oggi scadrà il termine per la presentazione di emendamenti sulla pdl recante semplificazione e l’accelerazione dei procedimenti amministrativi nelle materie dell’agricoltura e della pesca.

Nomos

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