La settimana parlamentare – 29 gennaio 2020

La settimana parlamentare – 29 gennaio 2020

Giovedì ci sarà il confronto nella maggioranza. Bonafede capo delegazione M5S

Almeno sino a questo momento, la vittoria del Pd e la relativa sconfitta di Matteo Salvini in Emilia Romagna non hanno rinforzato l’alleanza di Governo, anche e soprattutto in vista della verifica di maggioranza per dare il via alla cosiddetta fase 2 che è prevista per giovedì alle 18.30. Il Partito democratico rivendica un ruolo più centrale, mentre il Movimento 5 Stelle, che nel frattempo ha scelto il Guardasigilli Alfonso Bonafede come nuovo capo delegazione nell’esecutivo, non perde occasione per ricordare che senza i voti dei loro 307 parlamentari non si va da nessuna parte. In questo quadro si infila anche Italia viva, sollecitando un programma di riforme a partire dal passo indietro su Sugar e Plastic tax e la cancellazione di quota 100

Al centro si trova Giuseppe Conte: il premier ha il compito difficilissimo di tenere a galla “gli amici del Cinquestelle” nel momento più difficile della loro storia, aumentando contemporaneamente il peso specifico dei democratici senza irritare gli altri compagni di lavoro. Potrà però contare sull’apporto di Nicola Zingaretti, che ovviamente porta acqua al suo mulino, ma senza esagerare. Dopo la vittoria di Stefano Bonaccini poteva spingere molto di più sull’acceleratore, invece ha preferito contenersi per non alimentare le divisioni in casa dell’alleato numero uno, il M5S. Il progetto di costruire un campo comune nel nome del progressismo o del riformismo che dir si voglia è ancora sul tavolo: varrà fino alle prossime sfide elettorali (Campania, Liguria, Veneto, Puglia, Toscana e Marche) ma senza una risposta positiva non è detto che la mano sarà ancora tesa. Del resto, il reggente, Vito Crimi, all’indomani della débacle in Emilia Romagna ha confermato che il Movimento correrà con i candidati scelti. Prima che le urne si riaprano, comunque, ci sarà tempo per discuterne.  

Conte accelera sulla verifica ma rimane il nodo sulla prescrizione

L’obiettivo del presidente del Consiglio Giuseppe Conte è di arrivare alla definizione di un’agenda di ampio respiro che arrivi fino al 2023. Sul tavolo c’è soprattutto il nodo della concessione ad Autostrade: l’ipotesi è che possa arrivare a una revoca parziale ma M5S continua a frenare, anche se un suo big sottolinea che la vicenda è ormai legata agli aspetti legali e che sarà difficile mantenere la posizione nel caso fosse dimostrato un pesante aggravio finanziario per lo Stato. Altri dossier divisivi sono la revisione del reddito di cittadinanza e di Quota cento, la modifica dei decreti sicurezza, il salario minimo, il Jobs act, il piano shock delle infrastrutture. Al momento tuttavia la discussione è incentrata sulla riforma della prescrizione: Italia viva ha evitato che si arrivasse nell’Aula di Montecitorio con l’immagine plastica di una divisione della maggioranza disertando il voto sul rinvio in Commissione della proposta di legge Costa che punta allo stop alla riforma Bonafede. Fonti parlamentari riferiscono di un duro confronto tra esponenti M5S e Iv. 

I renziani hanno lasciato una settimana al ministro della Giustizia per trovare una soluzione, altrimenti si tornerà alla carica con la Pdl Costa oppure s’insisterà sul “lodo Annibali”, ovvero un rinvio della riforma che i pentastellati non hanno alcuna intenzione di accogliere. Per Matteo Renzi “La legge sulla prescrizione è una follia assoluta voluta da Bonafede. Si può fare un rinvio di una settimana. Poi però Italia Viva presenterà un emendamento per cancellare la legge”. Per il Partito Democratico la riforma della prescrizione dovrà essere subito accompagnata da dei correttivi ma al momento non è stato fissato alcun vertice di maggioranza. L’accordo andrà trovato anche sulla legge elettorale, dove la maggioranza parte dall’impianto base del ‘Brescellum’ (proporzionale puro con sbarramento al 5% e diritto di tribuna) ma deve ancora trovare i punti di caduta sui dettagli. Nella verifica di giovedì, insomma, i nodi da sciogliere saranno tanti. 

Nel centrodestra è iniziata la battaglia sui candidati alle prossime regionali

Si riparte dall’Emilia Romagna, anche se la spallata non c’è stata. Matteo Salvini non si sente sconfitto né tantomeno abbattuto, anzi vuole far pesare il risultato della Lega all’interno della coalizione di centrodestra. E nel mirino ritorna la Puglia, riaprendo una vecchia discussione, che per Giorgia Meloni invece è chiusa da tempo. Il pressing viene dai territori, da quei militanti che guardano all’impresa non centrata con Lucia Borgonzoni, una sorta di vittoria dimezzata che deve avere un riscatto. In aggiunta c’è da dire che Raffaele Fitto, candidato di Fratelli d’Italia, è inviso proprio ai leghisti. Insomma, la faccenda Puglia rischia di diventare una mina pronta ad esplodere, con Meloni che non ha alcuna intenzione di retrocedere, visto anche il peso che ha nella coalizione come secondo partito, e per questo vuole chiudere la faccenda prima ancora di aprirla, invitando l’alleato a rispettare gli accordi.

Per il Capitano invece la partita è tutta da giocare. Venerdì in via Bellerio ci sarà la riunione del Federale e sarà quella la sede “per fare un’analisi del voto e valutare anche quale quota spetta a ciascun attore della coalizione”. Salvini vuole conquistare una regione del Sud per ribaltare quelle percentuali che lo vedono ancora debole nel mezzogiorno e al posto di Fitto il Carroccio avrebbe un nome da proporre, Nuccio Altieri, presidente Invimit ed ex deputato. Salvini punta però a un altro rimescolamento, non escludendo la Campania. Assodato che la Toscana rappresenta “una sfida difficile, in cui vuole misurarsi”, il Carroccio potrebbe ridiscutere la candidatura di Raffaele Caldoro (Fi) nella regione partenopea, offrirla a Fdi, che ha già indicato autonomamente Edmondo Cirielli, e prendersi la Puglia. Il tutto giocato su quelle percentuali che la domenica elettorale hanno relegato Forza Italia a terzo partito della coalizione. Da Arcore rimandano al mittente qualsiasi tentazione e proposta leghista, con Berlusconi che ha blindato il suo uomo.  

L’Aula del Senato 

L’Aula del Senato tornerà a riunirsi alle 9.30 per l’esame del decreto per la continuità del servizio di Alitalia.

Le Commissioni del Senato 

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali in sede riunita con la Territorio si confronterà sullo schema di decreto legislativo relativo al Codice della protezione civile. La Giustizia proseguirà il dibattito sul ddl sulla diffamazione a mezzo stampa e sul decreto intercettazioni. La Commissione Affari Esteri proseguirà l’esame dell’affare assegnato sul futuro delle relazioni tra l’Italia e la Federazione russa. La Finanze esaminerà il decreto, già approvato dalla Camera, sul sistema creditizio nel Mezzogiorno.  La Commissione Istruzione esaminerà il decreto legge per l’istituzione del Ministero dell’istruzione e del Ministero dell’università e della ricerca. La Commissione Lavoro dibatterà sulla proposta di nomina di Paolo Lazzara a vicepresidente dell’INAIL

L’Aula della Camera 

L’Aula della Camera tornerà a riunirsi alle 11.00 per l’esame della proposta di legge per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del bullismo e le misure rieducative dei minori, e quella di modifica del Codice della strada. Come di consueto alle 15.00 saranno discusse le interrogazioni a risposta immediata.

Le Commissioni della Camera

Per quanto riguarda le Commissioni, la Giustizia, in sede riunita con la Affari Sociali, svolgerà alcune audizioni sulla pdl per la sicurezza degli esercenti delle professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni. La Esteri proseguirà le audizioni sull’indagine conoscitiva sulla politica estera dell’Italia per la pace e la stabilità nel Mediterraneo, e si confronterà sulla ratifica di diversi trattati internazionali. La Finanze ascolterà i rappresentanti dell’Associazione Elettricità Futura nell’ambito dell’esame della proposta in materia di agevolazioni fiscali per favorire la diffusione dei veicoli alimentati a energia elettrica. La Commissione Ambiente proseguirà l’esame e svolgerà diverse audizioni sullo schema di decreto legislativo sul Codice della protezione civile e si confronterà poi sulla pdl per la gestione delle emergenze di rilievo nazionale.

La Trasporti svolgerà diverse audizioni sullo schema di dpr sullo sportello telematico dell’automobilista. A seguire, svolgerà le interrogazioni a risposta immediata su questioni riguardanti il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e si confronterà sulla risoluzione per la circolazione dei dispositivi per la micromobilità elettrica. La Lavoro svolgerà alcune audizioni sulla pdl in materia di rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro in tema di accertamento della rappresentatività delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro privati. 

La Affari Sociali esaminerà, in sede legislativa, i ddl in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica. Nell’ambito del question time dibatterà sulle interrogazioni relative all’esclusione dei preservativi dall’obbligo di autorizzazione ai fini pubblicitari. La Commissione Agricoltura svolgerà audizioni sulle pdl sul settore ittico, esaminerà la pdl per la semplificazione e l’accelerazione dei procedimenti amministrativi in materia di agricoltura e pesca e di delega al Governo per il riordino e la semplificazione della normativa su pesca e acquacoltura. La Politiche dell’UE alle 14.00 ascolterà il professor Enrico Giovannini sulle politiche dell’Unione europea per l’attuazione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. 

Nomos

A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

La settimana parlamentare” è una rubrica a cura di Nomos Centro Studi Parlamentari, partner commerciale dell’Editore di questo Portale di informazione specializzata, Centro Studi Enti Locali S.p.a. .
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