“Legge di stabilità”: continua la “battaglia” per i correttivi, oggi il nuovo confronto Anci-Governo

“Legge di stabilità”: continua la “battaglia” per i correttivi, oggi il nuovo confronto Anci-Governo

Oggi pomeriggio alle 15.00 Palazzo Chigi sarà nuovamente teatro del confronto tra Governo e Comuni che ha per oggetto la quota della “Spending review” (pari a 1,2 miliardi di Euro) che – stando al disegno di Legge di stabilità – dovrebbe ricadere sui Comuni.

Con un Comunicato pubblicato il 30 ottobre 2014 sul portale istituzionale Anci, il Presidente Fassino ha ribadito che alla citata riduzione della spesa per 1,2 miliardi “vanno aggiunti 300 milioni che derivano da provvedimenti 2013 e 2014 che hanno ricadute sugli esercizi 2015. La manovra, poi, prevede l’istituzione di un fondo per i crediti di difficile esigibilità, inserito nella spesa corrente e quindi soggetto al Patto di stabilità, che significa ridurre ulteriormente le risorse per la spesa. Ci sono poi il miliardo in meno su Città metropolitane e nuove Province e le regole del nuovo sistema di contabilità, per un saldo negativo che oscilla tra i 3,5 e i 3,7 miliardi di euro; tagli che rischiano di vanificare gli spazi aperti con l’allentamento per un miliardo del Patto di stabilità. Questi sono i calcoli del nostro istituto per la Finanza locale”.

Le misure della “Legge di stabilità” che interessano gli Enti Locali erano già stato oggetto di un precedente vertice, tenutosi il 29 ottobre 2014, che ha visto protagonisti l’Esecutivo e una delegazione di Sindaci composta da: il Presidente Anci e Sindaco di Torino Piero Fassino, il Vicepresidente Anci Alessandro Cattaneo, il Sindaco di Roma Ignazio Marino, il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia, il Sindaco di Firenze Dario Nardella, il Sindaco di Catania Enzo Bianco, il Sindaco di Ascoli Piceno Guido Castelli, il Sindaco di Varese Attilio Fontana, il Sindaco di Pesaro Matteo Ricci e il Sindaco di Vicenza Achille Variati.

Tra le istanze che saranno portate al tavolo della trattativa c’è anche la questione degli oneri per gli Uffici giudiziari. Il Ddl. stabilità ha previsto di far sì che i costi legati ai Tribunali che sono attualmente a carico dei Comuni diventino di competenza statale. La richiesta dei Comuni è che questa misura – che ovviamente è stata accolta con favore – entri in vigore in anticipo.

Dopo 70 anni le spese per gli Uffici giudiziari vanno a carico dello Stato centrale – ha detto Fassino – ma anche qui servono dei correttivi: si parta dal 1 gennaio 2015 e non da settembre altrimenti otto-dodicesimi dei costi graverebbero ancora sui nostri bilanci”.

 


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