“Legge di stabilità”: fissato per domani l’incontro tra Governo e Anci  

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha accolto le richieste dell’Anci, fissando – per domani mattina a Palazzo Chigi– un incontro che avrà per tema la “Legge di stabilità”.

Il Presidente dell’Anci Piero Fassino avrà dunque modo di farsi portavoce di quelle istanze e proposte che sono state elaborate ieri nel corso della riunione dell’Ufficio di presidenza e che sono state “condensate” in una Risoluzione pubblicata sul sito istituzionale dell’Associazione.

La richiesta dell’incontro è nata – si legge in un Comunicato pubblicato ieri sul sito istituzionale dell’Anci – dalla volontà dell’Associazione di “rivedere i carichi della manovra”.

Per i Comuni però – ha detto Piero Fassino – sono previsti tagli per 1,2 miliardi di Euro a cui vanno aggiunti 300 milioni di riduzioni di spese derivanti da provvedimenti del 2013 e 2014 che ricadranno sull’esercizio 2015. C’è poi l’introduzione del nuovo sistema di contabilità che partirà dal 1º gennaio 2015 e che finirà per irrigidire ancora di più i bilanci già in difficoltà degli enti. Questo, unitamente ai tagli e al fondo di spesa per i crediti poco esigibili, produrrà un peso ancora più oneroso rispetto ai tagli. Inoltre il calo di 4 miliardi alle Regioni può tradursi in una nuova scure sui servizi dei Comuni, a cominciare dal trasporto pubblico locale e dal welfare”.

Rispetto invece all’allentamento del Patto di stabilità per un miliardo – che era stato accolto con favore all’indomani della presentazione alla stampa delle principali misure della manovra finanziaria – Fassino ha ora assunto posizioni più “tiepide”. “Apprezziamo, certo – ha detto – la decisione che è una rivendicazione da anni portata avanti dall’Anci. Voglio però ricordare che l’istituzione del fondo per i crediti difficilmente esigibili, calcolato a spesa corrente, e il miliardo e duecento milioni di tagli rischiano di vanificare l’allentamento del patto con conseguente rischio di saldo zero per i Comuni”.

 

Riportiamo qui di seguito il testo della Risoluzione Anci , con le istanze che saranno portate domani mattina sul tavolo del Governo.

 

Risoluzione Anci 21 ottobre 2014

Si è riunita la Presidenza dell’Anci per esaminare la Legge di Stabilità. Al termine è stata adottata la seguente risoluzione. L’Anci esprime forte disagio per lo sforzo finanziario richiesto ai Comuni.

Pur condividendo  l’obiettivo indicato dal Governo di una Legge di Stabilità finalizzata a sbloccare il Paese, rimettere in moto capitali e investimenti, creare lavoro e apprezzando che la Legge di Stabilità preveda una significativa riduzione del Patto di Stabilità – per il quale è  auspicabile un superamento definitivo  – l’Anci ricorda che in questi anni i Comuni italiani hanno dato un contributo rilevante al risanamento dei conti pubblici, pari a oltre 16 miliardi di euro dal 2007 al 2014. Talchè  su spesa pubblica globale e su debito pubblico globale la quota imputabile ai Comuni si è ridotta  al 2.5% del debito e al 7.6% della spesa, a fronte di una spesa dello Stato e di un debito in costante aumento. E il comparto degli Enti Locali è   già oggi contributore attivo  della finanza pubblica.

Per questo l’Anci chiede  al Governo di valutare attentamente l’impatto della Legge di Stabilità sui Comuni  e, in particolare,

–                   sottolinea la particolare onerosità del  contenimento di spesa richiesto ai Comuni, che  ammonta   a 1.5 mld, dovendosi sommare all’1.2 della Legge di Stabilità anche  0.3 di riduzioni conseguenti a  provvedimenti precedenti;
–                   evidenzia  che l’introduzione dal 1° gennaio 2015 del nuovo sistema di contabilità determinerà un ulteriore  restrizione della spesa destinata ad  erogare servizi ai cittadini;
–                   rileva  che l’istituzione del Fondo per i crediti di incerta esigibilità – da includere in bilancio di parte corrente – introdurrà ulteriori elementi di rigidità;
–                   evidenzia il rischio molto concreto che in tal modo si vanifichino i positivi esiti della riduzione del Patto di Stabilità e, dunque, i Comuni vedano ulteriormente ristretti i loro  margini di azione   sia per il bilancio di parte corrente,  sia per gli investimenti;
–                   ribadisce la assoluta esigenza – che in sede di esame parlamentare – siano rimossi i tanti vincoli ordinamentali assunti con precedenti provvedimenti legislativi e che aggravano ulteriormente la fatica quotidiana degli Amministratori locali;
–                   evidenzia che il taglio di 1 miliardo sulla spesa  di Città metropolitane e Province mette una forte ipoteca sulla possibilità stessa di far decollare quelle nuove istituzioni;
–                   sottolinea il forte rischio che i contenimenti di spesa richiesti alle Regioni si traducano a loro volta  in  riduzione dei trasferimenti dalle Regioni ai Comuni, con ulteriore penalizzazione di servizi essenziali quali trasporto pubblico locale e servizi socio-assistenziali;
–                   considera un significativo passo avanti il complesso delle  norme per la riorganizzazione e la razionalizzazione delle società partecipate e conferma l’impegno dell’ANCI ad accompagnare i Comuni in tali percorsi;
–                   valuta  positivamente la decisione di trasferire a carico dello Stato le spese per il finanziamento degli Uffici giudiziari, che tuttavia deve decorrere da 1° gennaio 2015;
–                   sollecita l’adozione di un sistema fiscale locale immobiliare che consenta a ogni Comune di essere titolare pieno e in esclusiva  dei propri tributi;
–                   esprime solidarietà ai cittadini di Genova e chiede al Governo di tenere conto della criticità  in cui sono costretti ad operare gli amministratori di Genova ed altri Comuni investiti da calamità naturali;
–                   ribadisce,  in conclusione la piena disponibilità dei Comuni italiani a concorrere ad ogni sforzo utile  alla crescita del Paese,  purchè siano salvaguardati i servizi erogati ai cittadini  e i Comuni non siano costretti  a ricorrere a prelievi fiscali supplementari,  in coerenza con l’obiettivo posto dal Governo di riduzione della pressione fiscale;
–                   chiede al Governo un confronto immediato   per individuare le migliori soluzioni sui temi soprarichiamati  e convenire  le modifiche indispensabili  a rendere compatibile lo sforzo richiesto ai Comuni con i doveri che i Comuni hanno verso  i loro cittadini.
Roma, 21 ottobre 2014

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