Il Governo ha aperto alla possibilità di rivedere i tagli a carico degli Enti Locali previsti dal Ddl. Stabilità, alleggerendo il contributo al contenimento della spesa atteso dai Comuni. A riferirlo – attraverso il Comunicato 4 novembre 2014, pubblicato sul sito istituzionale dell’Anci – è Piero Fassino, Primo cittadino di Torino e Presidente dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani.“Consideriamo interessanti le aperture del Governo per ridefinire i tagli della Manovra per quanto riguarda le misure per gli investimenti. Sulla spesa corrente, invece, – ha precisato Fassino – ci sono ancora elementi di sofferenza sui quali continuerà il confronto con Governo. […]Le richieste avanzate nel primo incontro sono state significativamente accolte. Ci è stato assicurato che il valore del Fondo sui crediti difficilmente esigibili sarà di 2,6 miliardi rispetto ai 2,2 iniziali”.
Stando a quanto riferito nella Conferenza-stampa che ha fatto seguito al tavolo tra i rappresentanti dei Comuni e l’Esecutivo, è stata inoltre accolta la richiesta relativa alla rimozione dei“vincoli ordinamentali vigenti fino ad adesso, ad esempio quelli sul personale, che ledono il principio dell’autonomia”.
Altro nodo affrontato è stato inoltre quello dei mutui: da un lato, i Comuni hanno chiesto che la possibilità di rinegoziare con Cassa Depositi e Prestiti sia estesa anche agli Enti che hanno già rinegoziato i mutui. Dall’altro, “è sul tavolo la possibilità per i Comuni di contrarre nuovi mutui per investimenti, con gli interessi, però, a carico dello Stato”.
A fronte delle note positive di cui sopra, il Comunicato diffuso dall’Anci evidenza come “l’incidenza dei tagli della Manovra sulla spesa corrente non si sia esaurita ed è su questo che si baserà il confronto nei prossimi giorni”.
Infine, con riferimento alla “local tax” – riforma della fiscalità locale – Fassino ha riferito che il Governo è ancora alla fase istruttoria e ha posto le condizioni dell’Anci a questo proposito: “Deve essere una fiscalità in competenza esclusiva e il gettito non deve essere inferiore alle dotazioni 2014, altrimenti l’operazione si ridurrebbe ad un ulteriore taglio”.




