“Legge europea 2017”: pubblicazione in Gazzetta Ufficiale

“Legge europea 2017”: pubblicazione in Gazzetta Ufficiale

E’ stata pubblicata in G.U. la Legge 20 novembre 2017, n. 167, concernente “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2017, che entrerà in vigore il 12 dicembre 2017.

La Legge n. 167/17, composta di 30 articoli, interessa varie tematiche che introducono modifiche o integrazione dell’ordinamento interno alla normativa europea.

Di particolare interesse, le disposizioni in materia di fiscalità di cui al Capo III. In tale ambito, l’art. 7 (“Disposizioni in materia di rimborsi dell’Imposta sul valore aggiunto”) prevede che, ai soggetti passivi Iva che richiedono un rimborso prestando la garanzia richiesta dall’art. 38-bis, comma 4, del Dpr. n. 633/72, è riconosciuta, a titolo di ristoro forfetario dei costi sostenuti per il rilascio della garanzia stessa, una somma pari alla 0,15% dell’importo garantito per ogni anno di durata della garanzia. La somma è versata alla scadenza del termine per l’emissione dell’avviso di rettifica o di accertamento ovvero, in caso di emissione di tale avviso, quando sia stato definitivamente accertato che al contribuente spettava il rimborso dell’Imposta. Tali disposizioni si applicano a decorrere dalle richieste di rimborso fatte con la Dichiarazione annuale Iva relativa all’anno 2017 e dalle Istanze di rimborso infrannuale afferenti al primo trimestre dell’anno 2018.

Il successivo art. 8 (“Modifiche alla disciplina delle restituzioni dell’Iva non dovuta”), introduce l’art. 30-ter (“Restituzione dell’Imposta non dovuta”) all’interno del Dpr. n. 633/72, in base al quale “1. Il soggetto passivo presenta la domanda di restituzione dell’Imposta non dovuta, a pena di decadenza, entro il termine di due anni dalla data del versamento della medesima ovvero, se successivo, dal giorno in cui si è verificato il presupposto per la restituzione. 2. Nel caso di applicazione di un’Imposta non dovuta ad una cessione di beni o ad una prestazione di servizi, accertata in via definitiva dall’Amministrazione finanziaria, la domanda di restituzione può essere presentata dal cedente o prestatore entro il termine di due anni dall’avvenuta restituzione al cessionario o committente dell’importo pagato a titolo di rivalsa. 3. La restituzione dell’imposta è esclusa qualora il versamento sia avvenuto in un contesto di frode fiscale”.

Si segnalano, inoltre, alcune modifiche introdotte al codice della privacy. In particolare l’articolo 28 della Legge è intervenuto a modificare il Dlgs. n. 196/03, cd. “Codice della privacy” attualmente vigente, con l’introduzione di modifiche all’articolo 29 inerente il responsabile del trattamento dei dati. La norma ha previsto che il titolare può avvalersi, per il trattamento di dati anche sensibili, di soggetti pubblici o privati con i quali, nominati “responsabili del trattamento”, stipula atti giuridici in forma scritta, che specificano la finalità perseguita, la tipologia dei dati, la durata del trattamento, gli obblighi e i diritti del responsabile e le modalità di trattamento.


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