Legittimità del licenziamento del pubblico dipendente iscritto all’Albo degli Avvocati

Legittimità del licenziamento del pubblico dipendente iscritto all’Albo degli Avvocati

E’ legittimo il licenziamento disciplinare del Funzionario comunale che svolge contemporaneamente l’attività di Avvocato. Detta sanzione può essere irrogata anche a colui che sia soltanto iscritto all’Albo degli Avvocati, potendosi presumere lo svolgimento in concreto della professione forense.

E’ quanto ha affermato la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con la Sentenza n. 32156/18. Nel caso di specie, un dipendente comunale aveva presentato ricorso avverso la Sentenza di Appello avente ad oggetto l’impugnativa del licenziamento disciplinare comminato nei sui confronti per incompatibilità della funzione di pubblico dipendente con la professione forense.

Il lavoratore agiva in Cassazione, evidenziando che egli non esercitava concretamente la professione forense, pur continuando a rimanere iscritto all’Albo del Consiglio dell’Ordine, al quale ultimo doveva essere imputato il ritardo della cancellazione e che comunque la sola iscrizione ad un Albo professionale non risultava precluso, essendo vietato il solo concreto esercizio della professione forense.

La Cassazione, richiamato l’art. 53 del Dlgs. n. 165/2001 – secondo cui resta ferma per tutti i dipendenti pubblici la disciplina delle incompatibilità dettata dagli artt. 60 e seguenti del Dpr. n. 3/1957, salvo le deroghe espressamente previste – ha affermato che il Legislatore “ha sancito una vera e propria estensione a tutti i dipendenti pubblici, contrattualizzati e non, compresi quelli per i quali vigeva in precedenza una disciplina speciale (quali i dipendenti degli Enti del Parastato Legge n. 70/1975, ex art. 8), della disciplina delle incompatibilità dettata dal Testo unico degli impiegati civili dello Stato agli artt. 60 e seguenti. La stessa norma, poi, ha fatto salve le disposizioni speciali in materia di incompatibilità già vigenti per il personale docente, direttivo e ispettivo della Scuola, per il personale docente dei Conservatori di musica, per il personale degli Enti lirici e del Servizio sanitario nazionale, nonché per i dipendenti pubblici con rapporto di lavoro a tempo parziale”.

In altre parole, “l’art. 53 cit. ha ribadito il generale principio dell’incompatibilità, sancito per i dipendenti statali (e degli Enti pubblici non economici), con riferimento a tutti i pubblici dipendenti», il cui mancato rispetto, nel caso di specie, giustificava la comminazione della sanzione espulsiva.

 

Corte di Cassazione – Sentenza n. 32156 2018


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