Limiti alla localizzazione degli impianti di telefonia mobile: rinvio alla Corte di giustizia

Limiti alla localizzazione degli impianti di telefonia mobile: rinvio alla Corte di giustizia

Nella Sentenza n. 2033 del 27 marzo 2019 del Consiglio di Stato, i Giudici rimettono alla Corte di Giustizia Ue la questione se il diritto dell’Unione europea osti ad una normativa nazionale, come quella di cui all’art. 8, comma 6, della Legge n. 36/2001, intesa ed applicata nel senso di consentire alle singole Amministrazioni locali criteri localizzativi degli impianti di telefonia mobile, anche espressi sotto forma di divieto, quali il divieto di collocare antenne in determinate aree ovvero ad una determinata distanza da edifici appartenenti ad una data tipologia. Peraltro, i Giudici chiariscono che la disciplina europea ha contribuito a far emergere un duplice elemento che, seppur già ricavabile dalle norme interne (a partire dagli artt. 15 e 21 della Costituzione), appare di fondamentale importanza nel predetto bilanciamento. Il diritto all’informazione dei cittadini e quello del cittadino di effettuare e ricevere chiamate telefoniche (e comunicazioni di dati) in ogni luogo, senza quindi limitazioni di carattere spaziale-territoriale. In tale diritto è ricompresa, anche se come contenuto accessorio, la facoltà di poter chiamare gratuitamente i numeri d’emergenza e in particolare il numero d’emergenza unico europeo a partire da qualsiasi apparecchio telefonico e di essere localizzati, anche senza comunicare, in situazioni in cui fosse necessario per la tutela della propria vita o della sicurezza anche altrui. Per rendere effettivo tale diritto, la disciplina europea ha imposto specifici obblighi a coloro i quali gestiscono i servizi, prevedendo che gli operatori del “servizio universale” mantengano l’integrità della rete, come pure la continuità e la qualità del servizio, in modo tale da assicurare l’effettività del diritto in capo a tutti gli utenti omogeneamente su tutto il territorio dell’Unione europea. Sotto questo profilo, secondo una impostazione dottrinale di origine europea, il diritto dell’utente a poter chiamare, essere chiamato e trasmettere dati sempre e dovunque, costituisce un diritto a soddisfazione necessaria che non può essere compresso o limitato arbitrariamente, né da normazioni di livello statale, né tanto meno da normazioni di livello inferiore.


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