Mancata comunicazione di un indirizzo Pec al Ministero della Giustizia: chiesto l’accertamento dell’inottemperanza di un Comune

Mancata comunicazione di un indirizzo Pec al Ministero della Giustizia: chiesto l’accertamento dell’inottemperanza di un Comune

Nella Sentenza n. 1426 dell’11 giugno 2019 del Tar Catania, i Giudici affermano che è inammissibile il ricorso ex artt. 31 e 117 del Cpa con il quale alcune Associazioni di Avvocati amministrativisti hanno chiesto l’accertamento dell’inottemperanza di un Comune rispetto all’obbligo di comunicare al Ministero della Giustizia un valido indirizzo di Posta elettronica certificata ove ricevere le comunicazioni e le notificazioni, al fine di farlo inserire nell’Elenco di cui all’art. 16, comma 12, del Dl. n. 179/2012. Ciò in quanto l’Istanza non ha ad oggetto l’emissione di un provvedimento amministrativo che costituisce espressione di un pubblico potere, ma un comportamento dell’Amministrazione ossia la “comunicazione” della Pec al Ministero della Giustizia.

Tuttavia tale azione, nella sussistenza di tutti i presupposti di legge, può essere convertita in azione ai sensi del Dlgs. n. 198/2009 (azione per l’efficienza delle Pubbliche Amministrazioni, cd. “class action”), atteso che sostanzialmente i ricorrenti hanno contestato la violazione dei termini da parte del Comune nella comunicazione dell’indirizzo Pec al Ministero della Giustizia ai sensi della normativa vigente. Infatti, i Giudici evidenziano che sussiste la legittimazione all’azione delle Associazioni di Avvocati amministrativi ricorrenti, in quanto rappresentative, per Statuto, anche dello specifico interesse asseritamente leso dal Comune con la mancata comunicazione dell’indirizzo Pec. Sussiste anche l’interesse ad agire, in quanto i ricorrenti hanno rappresentato “che il mancato inserimento dell’indirizzo Pec nel suddetto Registro non consente agli Avvocati di procedere alla notifica telematica tramite Pec, ma li obbliga a procedere alla notifica cartacea, ad asseverarne la copia per procedere poi al deposito telematico, con notevole dispendio di tempo e di denaro”. Infine, i Giudici precisano che, ai fini della notifica telematica di un atto processuale ad un’Amministrazione pubblica, possono utilizzarsi esclusivamente gli indirizzi Pec inseriti nell’apposito Registro tenuto dal Ministero della Giustizia al quale, ai sensi dell’art. 16, comma 12, del Dl. n. 179/2012, gli Enti avrebbero dovuto dare comunicazione entro il 30 novembre 2014.

Tar Catania – Sentenza n. 1426 del 2019


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