Mancato accantonamento e corresponsione delle pregresse indennità di fine mandato

Mancato accantonamento e corresponsione delle pregresse indennità di fine mandato

Nella Delibera n. 64 del 18 marzo 2021 della Corte dei conti Abruzzo, viene chiesto un parere sulla corresponsione delle pregresse indennità di fine mandato ex art. 82, comma 8, lett. f), del Dlgs. n. 267/2000 (Tuel), non erogate ma neppure previste in bilancio, in favore dell’ex Sindaco in carica dal 2009 al 17 maggio 2019. L’istituto ha trovato espressa regolamentazione nell’art. 10 del Dm. n. 119/2000, che ne ha stabilito la misura in un’indennità mensile spettante per ogni 12 mesi di mandato, proporzionalmente ridotta per periodi inferiori all’anno. Successivamente il comma 719 dell’art. 1 della Legge n. 296/2006 ha previsto che, dal 1° gennaio 2007, l’indennità di fine mandato del Sindaco spetti solamente “nel caso in cui il mandato elettivo abbia avuto una durata superiore a 30 mesi”. Tuttavia, la mancata assunzione preventiva di un formale atto di impegno delle somme relative alla differenza tra i valori delle indennità corrisposte e quelle complessivamente dovute negli esercizi finanziari in cui il mandato è stato espletato determinano, alla fine dei singoli esercizi, la costituzione di economie di bilancio che concorrono a formare il risultato contabile di amministrazione di cui è vietata la conservazione nel conto dei residui di somme non impegnate entro il termine dell’esercizio ai sensi dell’art. 183, comma 2. Al riguardo la Sezione richiama anche quanto previsto all’Allegato 1, punto 16, del Dlgs. n. 118/2011, nella parte in cui stabilisce che “non possono essere riferite a un determinato esercizio finanziario, le spese per le quali non sia venuta a scadere nello stesso esercizio, la relativa obbligazione giuridica”. Pertanto, in difetto di idoneo preventivo accantonamento, deve negarsi l’imputazione al bilancio dell’esercizio corrente di una integrazione dello stanziamento al fine di garantire la copertura finanziaria dell’onere emerso a seguito di richiesta intervenuta successivamente.

Il mancato accantonamento può determinare tuttavia la sussistenza degli elementi costitutivi per il riconoscimento di un debito fuori bilancio, ai sensi dell’art. 194, comma 1, lett. e), del Tuel, qualora l’Ente si sia giovato delle prestazioni del Sindaco pro-tempore, con utilità in favore dell’Ente Locale nell’espletamento di funzioni pubbliche, seppur in violazione delle procedure sancite nell’art. 191, comma 1, del Tuel. La Sezione precisa al riguardo che l’intimazione o richiesta scritta fatta dagli aventi diritto ai sensi dell’art. 1219 del Cc. potrebbe dar luogo invece al riconoscimento del debito in questione, che presenta, ad avviso della Sezione, tutti i caratteri del debito fuori bilancio, in quanto contratto in presenza di titolo giuridico ed in assenza di atto di impegno contabile assunto negli esercizi di provenienza del debito stesso. Infatti, la relativa fattispecie è in astratto riconducibile ad una delle ipotesi tipiche previste dall’art. 194, comma 1, lett. e), del Tuel, e precisamente alla acquisizione di un servizio di evidente utilità reso all’Ente “nell’espletamento di pubbliche funzioni e servizi di competenza”. È appena il caso di ricordare che nel Sistema Siope la spesa per indennità di funzione degli Amministratori comunali è considerata come “spesa per prestazione di servizi”. Valuterà l’Amministrazione se nel caso concreto ricorrono le condizioni oggettive (certezza, liquidità, esigibilità) per il riconoscimento dei debiti maturati nei confronti degli istanti e considerati anche gli effetti della possibile prescrizione quinquennale ex art. 2948 del Cc.. Non rientra tuttavia nella funzione consultiva di questa Corte la valutazione circa l’attivazione delle procedure di riconoscimento di un debito fuori bilancio nella specifica fattispecie. In ogni caso, la definizione del parere nei termini sopra descritti non esime l’Ente dall’obbligo di effettuare, in concreto, tutti gli apprezzamenti di merito inerenti alla posizione tenuta dall’ex Sindaco. Infatti, rientra nell’esclusiva responsabilità dell’Amministrazione ogni valutazione riguardante la qualificazione del comportamento tenuto al riguardo dal Sindaco nel periodo tra l’inizio del mandato e la data di presentazione della richiesta di pagamento delle indennità ed in particolare, se detto comportamento possa integrare gli estremi di una tacita acquiescenza o di una rinuncia alle pretese, come pure la valutazione di una avvenuta prescrizione, anche parziale.


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