Manovra 2016: Anci invoca lo sblocco del “turn over”

Manovra 2016: Anci invoca lo sblocco del “turn over”

Le previsioni del “Ddl. stabilità 2016” sono in contraddizione con quelle del “Decreto P.A.”, impediscono il ricambio generazionale e determinano nuovo precariato. A dichiararlo, invocando il ripristino del “regime di progressivo sblocco del turn over del personale degli Enti Locali, affermato solo pochi mesi fa e oggi rimesso in discussione”, è l’Anci.

Con una Nota pubblicata il 3 dicembre 2015 sul proprio sito istituzionale, l’Associazione ha informato di aver lanciato un appello a questo proposito al Parlamento e al Governo evidenziando che queste misure devono essere corrette, per garantire l’assolvimento dei servizi essenziali ai cittadini ed evitare una nuova precarizzazione del pubblico impiego.

La disposizione che ha suscitato la reazione dell’Anci è il comma 126 dell’art. 1 del “Ddl. stabilità”, che prevede la drastica riduzione del “turn over” di personale per gli Enti Locali, fissato per il triennio 2016-2018 al 25% della spesa del personale cessato nell’anno precedente.

L’Anci ha evidenziato come questa scelta sia in totale controtendenza rispetto alle scelte operate solo un anno fa, quando – con il Dl. n. 90/14 – si era scelto di andare verso un ampliamento del “turn over” nei Comuni fino all’80% delle cessazioni nel 2016, per arrivare poi al 100% dal 2018.

L’esigenza di ricambio generazionale – si legge nella Nota – è fortemente sentita nei Comuni, dove solo il 12% dei dipendenti, e solo il 2% dei dirigenti, ha meno di 40 anni di età, mentre il 60% dei dipendenti, e il 70% dei dirigenti, supera i 50 anni. A ciò deve aggiungersi come la Corte dei conti nell’audizione sul ‘Ddl Stabilità’, ha sottolineato ‘gli effetti negativi della introduzione di reiterati vincoli assunzionali sull’efficienza e la capacità operativa delle singole Amministrazioni e sulla qualità dei servizi’, ribadendo che ‘i nuovi limiti alle assunzioni sembrano destinati ad accentuare ulteriormente il progressivo elevamento dell’età media dei pubblici dipendenti’. Inoltre la Corte, nella sua Relazione al Parlamento sulla spesa per il personale degli Enti territoriali, ha riconosciuto l’importante contributo agli andamenti complessivi di finanza pubblica che i Comuni hanno già reso negli ultimi anni attraverso il contenimento delle dinamiche occupazionali retributive”.


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