Mantenimento partecipazione pubblica: Enti devono valutare sussistenza vincolo di scopo e di attività, a prescindere da qualificazione “in house”

Mantenimento partecipazione pubblica: Enti devono valutare sussistenza vincolo di scopo e di attività, a prescindere da qualificazione “in house”

Nella Delibera n. 77 del 10 giugno 2020 della Corte dei conti Lombardia, viene chiesto un parere in merito all’ammissibilità del mantenimento, ai sensi dell’art. 4 del Dlgs. n. 175/2016 (Tusp), di una partecipazione in Società operante nel campo dei “servizi di interesse economico generale”, laddove la medesima abbia stabilmente perso il requisito della qualifica di “in house”, non rispettando strutturalmente il limite quantitativo dell’attività prevalente a favore degli Enti pubblici soci di cui all’art. 16, comma 3, del Tusp (per cui, in ogni caso, le azioni per ripristinare il rispetto del limite di legge comporterebbero l’applicazione ai soci di prezzi fuori mercato).

La Sezione rileva che, ai fini del mantenimento di una partecipazione pubblica, gli Enti dovranno valutare attentamente la sussistenza delle condizioni previste dall’art. 4 del Dlgs. n. 175/2016 e, dunque, del cd. “vincolo di scopo” e del cd. “vincolo di attività”, a prescindere dal fatto che una partecipazione pubblica sia tale da poter qualificare una Società pubblica in termini di “Ente in house”. Tale qualificazione rileva invece ai fini delle modalità con cui sono affidati i contratti pubblici da parte delle Pubbliche Amministrazioni, atteso che, ai sensi dell’art. 16, comma 1, del Dlgs. n. 175/2016, “le Società ‘in house’ ricevono affidamenti diretti di contratti pubblici dalle Amministrazioni che esercitano su di esse il ‘controllo analogo’ o da ciascuna delle Amministrazioni che esercitano su di esse il ‘controllo analogo congiunto’ solo se non vi sia partecipazione di capitali privati, ad eccezione di quella prescritta da norme di legge e che avvenga in forme che non comportino controllo o potere di veto, ne’ l’esercizio di un’influenza determinante sulla Società controllata”. In definitiva, solo le Società che hanno le caratteristiche, ex lege previste, di Enti “in house” potranno ricevere affidamenti diretti da parte delle Pubbliche Amministrazioni, con ciò derogando ai più generali Principi di tutela della concorrenza sul mercato, disciplinati dalla legislazione nazionale ed europea.


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