Mobilità di personale tra Enti: il punto della Corte dei conti Abruzzo

Mobilità di personale tra Enti: il punto della Corte dei conti Abruzzo

Nella Delibera n. 21 del 9 febbraio 2017 della Corte dei conti Abruzzo, la Sezione rileva che quanto statuito dall’art. 1, comma 424, della Legge n. 190/14, non sembra escludere che l’Ente potesse fare ancora ricorso, nel biennio 2015-16, all’istituto della mobilità di personale tra Enti. Infatti, la norma in questione dispone quanto segue: “Le Regioni e gli Enti Locali, per gli anni 2015 e 2016, destinano le risorse per le assunzioni a tempo indeterminato, nelle percentuali stabilite dalla normativa vigente, all’immissione nei ruoli dei vincitori di concorso pubblico collocati nelle proprie graduatorie vigenti o approvate alla data di entrata in vigore della presente legge e alla ricollocazione nei propri ruoli delle unità soprannumerarie destinatarie dei processi di mobilità. Esclusivamente per le finalità di ricollocazione del personale in mobilità le Regioni e gli Enti Locali destinano, altresì, la restante percentuale della spesa relativa al personale di ruolo cessato negli anni 2014 e 2015, salva la completa ricollocazione del personale soprannumerario. Fermi restando i vincoli del Patto di stabilità interno e la sostenibilità finanziaria e di bilancio dell’Ente, le spese per il personale ricollocato secondo il presente comma non si calcolano, al fine del rispetto del tetto di spesa di cui al comma 557 dell’art. 1 della Legge n. 296/06. Il numero delle unità di personale ricollocato o ricollocabile è comunicato al Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, al Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione e al Ministro dell’Economia e delle Finanze nell’ambito delle procedure di cui all’accordo previsto dall’art. 1, comma 91, della Legge n. 56/14. Le assunzioni effettuate in violazione del presente comma sono nulle”.

Il comma 424 fa infatti espressamente riferimento all’obbligo di destinare “le risorse per le assunzioni a tempo indeterminato, nelle percentuali stabilite dalla normativa vigente” alle finalità sopra richiamate.

Tuttavia, la Sezione prende in considerazione quanto già affermato dalla Sezione Autonomie nella Delibera n. 19/16, che ha chiarito che se, in astratto, l’art. 1, comma 424, della Legge n. 190/14 non reca innovazioni alla disciplina della mobilità volontaria – per cui, in linea teorica, non sembrerebbero sussistere ostacoli alla sua operatività – tuttavia, la priorità della ricollocazione del personale di Province e Città metropolitane secondo le previsioni dei commi 421-425 della medesima Legge, non sembra compatibile con l’operatività, per il limitato arco temporale degli esercizi 2015 e 2016, delle disposizioni in materia di mobilità volontaria dettate dall’art. 30 del Dlgs. n. 165/01. Tutto ciò, fino alla completa ricollocazione del personale soprannumerario. Alla luce della chiusura delle procedure definite dal Dm. 14 settembre 2015, si può concludere che si sia tornati alla ordinaria operatività delle norme in materia di mobilità, anche cosiddetta “volontaria/compensativa”, norme queste che contemplano le cessioni di contratto tra Amministrazioni ove ne sussistano i presupposti e previo espletamento di tutte le procedure dettate dalla legge.


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