Nota di credito: possibile l’emissione anche nei casi “simili” alla “nullità, annullamento, revoca, risoluzione, rescissione” dei contratti

Nota di credito: possibile l’emissione anche nei casi “simili” alla “nullità, annullamento, revoca, risoluzione, rescissione” dei contratti

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta all’Istanza di Interpello n. 77 del 19 marzo 2019, ha fornito chiarimenti in merito all’applicazione dell’art. 26, comma 2, del Dpr. n. 633/1972 (tempi di emissione della nota di credito) con riferimento ad un caso di restituzione di corrispettivi risultati indebitamente fatturati a seguito di segnalazione al fornitore da parte delle Autorità competenti.

Nel caso di specie, una Società che produce e vende energia elettrica ha applicato dei sovrapprezzi ai clienti che richiedevano la fattura cartacea. L’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, non condividendo le argomentazioni a difesa del proprio operato esposte dall’istante, ha avviato nei confronti di quest’ultima un procedimento sanzionatorio per violazioni in materia di fatturazione dei consumi energetici. La Società istante ha presentato una proposta di impegni al fine di determinare la chiusura del suddetto procedimento senza l’accertamento dell’infrazione e l’irrogazione delle connesse sanzioni. Con tale proposta l’istante si è impegnato a non applicare, nei confronti di tutti i clienti, alcun corrispettivo per l’invio della fattura cartacea e a restituire loro i corrispettivi di postalizzazione fatturati unitamente all’Iva applicata sugli stessi. L’Autorità ha approvato e reso vincolante la proposta di impegni assunti dall’istante ed ha chiuso il procedimento sanzionatorio senza accertare l’infrazione. Stante la situazione creatasi, la Società istante ha chiesto di sapere se il procedimento sanzionatorio avviato dall’Autorità possa essere ricondotto nella casistica rientrante nella locuzione “e simili” che, ai sensi dell’art. 26, comma 2, del Dpr. n. 633/1972, legittima l’emissione di una nota di variazione in diminuzione ai fini Iva al verificarsi di determinati eventi.

In particolare, l’istante ha chiesto di sapere se il diritto all’emissione della nota di variazione decorre dalla data di notifica del provvedimento finale con il quale l’Autorità ha approvato e reso vincolante la proposta di impegni assunti dall’istante e ha chiuso il procedimento sanzionatorio senza accertare l’infrazione (in tal caso, la nota di variazione in diminuzione dovrà essere emessa entro e non oltre il 30 aprile 2019).

L’Agenzia ha ricordato il citato art. 26, comma 2, del Dpr. n. 633/1972, nella sua attuale formulazione, dispone che “se un’operazione per la quale sia stata emessa fattura, successivamente alla registrazione di cui agli artt. 23 e 24, viene meno in tutto o in parte, o se ne riduce l’ammontare imponibile, in conseguenza di dichiarazione di nullità, annullamento, revoca, risoluzione, rescissione e simili …, il cedente del bene o prestatore del servizio ha diritto di portare in detrazione ai sensi dell’art. 19 l’imposta corrispondente alla variazione, registrandola a norma dell’art. 25”. Tale norma individua le ipotesi in cui è possibile variare in diminuzione l’imponibile e l’imposta senza limiti temporali. Tuttavia, al verificarsi di uno dei presupposti per potersi avvalere della facoltà di operare la variazione in diminuzione, per effetto del richiamo all’art. 19 del Dpr. n. 633/1972 – come modificato dall’art. 2, comma 1, del Dl. n. 50/2017, convertito con modificazioni dalla Legge n. 96/2017 – il diritto alla detrazione deve essere esercitato, al più tardi, con la Dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione è sorto ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo.

Ricordato ciò, l’Agenzia ha rilevato che l’art. 26, comma 2, riferendosi anche alle figure “simili” alle cause di “nullità, annullamento, revoca, risoluzione, rescissione”, consente di valorizzare ragioni ulteriori per le quali un’operazione fatturata può venir meno in tutto o in parte o essere ridotta nel suo ammontare imponibile. Come sottolineato infatti dalla Suprema Corte e dalla prassi, ciò che conta non è tanto la modalità con cui si manifesta la causa della variazione dell’imponibile e dell’Iva, quanto piuttosto che della variazione e della sua causa si effettui registrazione ai sensi degli artt. 23, 24, e 25 del Dpr. n. 633/1972. Occorre altresì che vi sia, da un lato, identità tra l’oggetto della fattura e la registrazione originaria, e dall’altro, l’oggetto della registrazione della variazione, in modo che sia palese la corrispondenza tra i 2 atti contabili (Cassazione, Sentenza n. 9188 del 6 luglio 2011; Sentenza n. 9195 del 6 luglio 2001; Risoluzione Agenzia Entrate n. 42/E del 2009). Ne consegue che tra i casi “simili” è possibile ricondurre tutte quelle cause in grado di determinare una modificazione dell’assetto giuridico instaurato tra le parti, caducando in tutto o in parte con effetto ex tunc gli effetti dell’atto originario, in particolare per ciò che attiene ai corrispettivi economici delle operazioni.

In base alle considerazioni sopra espresse, con riferimento al caso in esame, l’Agenzia ha ritenuto che la deliberazione con cui l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente ha approvato e reso vincolante la proposta di impegni presentata dalla Società istante è l’evento in grado di incidere sul rapporto contrattuale e, quindi, il presupposto per poter emettere le note di variazione in diminuzione dell’Iva ai sensi dell’art. 26, comma 2, del Dpr. n. 633/1972.

Pertanto, le note di variazione possono essere emesse al più tardi, con riferimento alla fattispecie in commento, entro il 30 aprile 2019, data di scadenza dell’invio telematico della Dichiarazione Iva riferita all’anno 2018, anno in cui il diritto alla detraibilità è sorto in conseguenza della notifica del provvedimento finale con il quale l’Autorità ha approvato e reso vincolante la proposta di impegni assunti dall’istante e ha chiuso il procedimento sanzionatorio senza accertare l’infrazione.


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