Nuovi minimi: può rientrare nel regime anche chi ha avviato l’attività nel primo bimestre 2015, prima dell’entrata in vigore della proroga

Nuovi minimi: può rientrare nel regime anche chi ha avviato l’attività nel primo bimestre 2015, prima dell’entrata in vigore della proroga

L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 67/E del 23 luglio 201, ha risposto al quesito posto da un istante che chiede se, avendo aperto una nuova Partita Iva ad inizio 2015 con applicazione del regime ordinario di contabilità e tassazione, può fare richiesta di avvalersi del regime fiscale di vantaggio previsto dall’art. 10, comma 12-undecies, del Dl. n. 192/14, convertito dalla Legge n. 11/15, anche se ha iniziato l’attività prima della data di entrata in vigore della suddetta Legge.

L’Amministrazione finanziaria esprime in proposito parere favorevole e precisa che dal 1° gennaio 2015 il regime forfettario, introdotto dall’art. 1, commi 54 e seguenti, della Legge n. 190/14, ha sostituito tutti i regimi fiscali di favore in vigore al 31 dicembre 2014, con 2 eccezioni che riguardano il regime fiscale di vantaggio.

La prima consente, ai soggetti in attività che al 31 dicembre 2014 applicavano il regime fiscale di vantaggio, la facoltà di continuare ad avvalersene fino al compimento dei 5 anni o fino al compimento del trentacinquesimo anno di età (art. 1, comma 88, “Legge di stabilità”).

L’altra eccezione è prevista dall’art. 10, comma 12-undecies, del Dl. n. 192/14, convertito dalla Legge n. 11/15, che prevede la proroga del regime fiscale di vantaggio per coloro che, in possesso dei requisiti, decidono di avvalersene per la loro attività di impresa, arte o professione intrapresa nell’anno 2015 così come previsto dall’art. 27, commi 1 e 2, del Dl. n. 98/11.

L’Agenzia delle Entrate precisa che coloro che intraprendono un’attività d’impresa nel corso del 2015 ed intendono avvalersi del regime fiscale di vantaggio avendone i requisiti, laddove non abbiano manifestato nel Modello “A/7” l’opzione relativa, possono comunque avvalersene dandone comunicazione nella Dichiarazione dei redditi da presentare nel 2016, relativa all’anno d’imposta 2015, allegando il Modello relativo alle opzioni predisposto per la Dichiarazione “Iva”.

L’Agenzia risponde al quesito espresso dall’istante affermando chiaramente che tale facoltà deve essere riconosciuta anche a coloro che hanno iniziato la loro attività sempre nell’anno 2015 ma prima dell’entrata in vigore dell’art. 10, comma 12-undecies, del Dl. n. 192/14, apportando le opportune rettifiche dei documenti emessi con addebito dell’imposta entro 30 giorni dalla pubblicazione della Risoluzione n. 67/E del 23 luglio 2015 o entro la prima liquidazione Iva successiva se questa scade dopo il termine dei 30 giorni di cui sopra.

Ai sensi del combinato disposto degli artt. 26, commi 3 e 4, e 21, comma 4, del Dpr. n. 633/72, il contribuente, per le operazioni attive, potrà emettere nota di variazione (non soggetta a registrazione ai fini Iva) per correggere l’attribuzione dell’Iva in rivalsa al cessionario o committente che registrerà la nota di variazione.

Per l’eventuale eccedenza d’imposta versata e non dovuta, precisa infine l’Agenzia, potrà essere presentata la richiesta di rimborso ai sensi dell’art. 21, del Dlgs. n. 546/92.


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