Nuovo “Codice degli appalti”: dietrofront Anac-Mit, si applica ai bandi pubblicati a partire dal 20 aprile 2016

Nuovo “Codice degli appalti”: dietrofront Anac-Mit, si applica ai bandi pubblicati a partire dal 20 aprile 2016

Le disposizioni introdotte dal nuovo “Codice degli Appalti” di cui al Dlgs. n. 50/16 riguardano i bandi e gli avvisi pubblicati a decorrere dal 20 aprile 2016. A stabilirlo, con una Nota pubblicata sul proprio sito web il 3 maggio 2016, è l’Anac. In un primo momento, con Comunicato congiunto, Anac e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti avevano stabilito che il “Codice” doveva ritenersi entrato in vigore il 19 aprile 2016 e, quindi, applicabile ai bandi pubblicati a partire da quella data.

Numerose stazioni appaltanti hanno però obiettato che – essendo il Dlgs. n. 50/16 stato pubblicato nella versione on line della Gazzetta Ufficiale (n. 91), dopo le 22.00 del 19 aprile 2016 – questo non fosse di fatto conoscibile nell’arco di quella stessa giornata.

Pertanto, dopo aver interpellato l’Avvocatura generale dello Stato, l’Autorità nazionale Anticorruzione ha deciso di adottare una diversa soluzione equitativa con riferimento ai soli bandi o avvisi pubblicati nella giornata del 19 aprile 2016: “Per essi, in particolare – si legge –continua ad operare il pregresso regime giuridico, mentre le disposizioni del Dlgs. n. 50/2016 riguarderanno i bandi e gli avvisi pubblicati a decorrere dal 20 aprile 2016”.


Related Articles

Debito Imu: no alla compensazione tramite permuta di un terreno

Nella Delibera n. 35 del 14 aprile 2020 della Corte dei conti Piemonte, un Sindaco chiede se sia corretto effettuare

Società partecipate: concordato preventivo o fallimento rendono libero il “Fondo vincolato istituito nei bilanci dell’Ente”

Il Sindaco di un Comune siciliano ha chiesto alla Corte dei conti Sicilia, che si è espressa con il Parere

“Legge di bilancio 2019”: incassato il “via libera” del Consiglio dei Ministri, il testo si avvia verso il vaglio del Parlamento

Erano bastate le anticipazioni contenute nella “Nota di aggiornamento al Def” a provocare un terremoto di reazioni: dalla Commissione europea