Offerte anomale: da verificare con riferimento anche al costo del lavoro

Offerte anomale: da verificare con riferimento anche al costo del lavoro

Nella Sentenza n. 4699 del 13 ottobre 2015 del Consiglio di Stato, Sezione Terza, i Giudici si esprimono in merito alla verifica delle offerte anomale nelle gare d’appalto, rilevando la necessità che il costo del lavoro deve avere, come parametro di riferimento, quello stabilito dalle Tabelle ministeriali del Settore interessato, calcolate sulla base della Contrattazione collettiva stipulata dai Sindacati comparativamente più rappresentativi. Nello specifico, i Giudici affermano che una determinazione complessiva dei costi basata su un costo del lavoro inferiore ai livelli economici minimi fissati normativamente (o in sede di Contrattazione collettiva) per i lavoratori del Settore può costituire indice di inattendibilità economica dell’offerta e di lesione del principio della par condicio dei concorrenti ed è fonte di pregiudizio per le altre Imprese partecipanti alla gara che abbiano correttamente valutato i costi delle retribuzioni da erogare. Inoltre, precisano i Giudici che una anomalia dell’offerta non può essere automaticamente desunta dal mancato rispetto delle Tabelle ministeriali, richiamate dall’art. 87, comma 2, lett. g) del Dlgs. n. 163/06, considerato che i costi medi del lavoro, indicati nelle Tabelle predisposte dal Ministero del Lavoro, in base ai valori previsti dalla Contrattazione collettiva, non costituiscono parametri inderogabili ma sono indici del giudizio di adeguatezza dell’offerta che costituiscono oggetto della valutazione dell’Amministrazione. Pertanto, i Giudici hanno statuito che devono considerarsi anormalmente basse le offerte che si discostino in modo evidente dai costi medi del lavoro indicati nelle Tabelle predisposte dal Ministero del Lavoro in base ai valori previsti dalla Contrattazione collettiva, con la conseguenza che può ritenersi ammissibile un’offerta che da essi si discosti, purché lo scostamento non sia eccessivo e vengano salvaguardate le retribuzioni dei lavoratori, così come stabilito in sede di Contrattazione collettiva. Mentre occorre, perché possa dubitarsi della congruità dell’offerta, che la discordanza sia considerevole ed ingiustificata. Infine, con la Sentenza in questione è stato chiarito che non possono non essere considerati, in sede di valutazione delle offerte, aspetti particolari ed elementi che possono variare da azienda ad azienda. Ai fini di una valutazione sulla congruità dell’offerta, la stazione appaltante deve pertanto tenere conto anche delle possibili economie che le diverse singole imprese possono conseguire (ed anche con riferimento al costo del lavoro), nel rispetto delle disposizioni di legge e dei contratti collettivi.


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