Opere pubbliche per messa in sicurezza di edifici e territorio: le istruzioni del Viminale per beneficiare dei contributi

Opere pubbliche per messa in sicurezza di edifici e territorio: le istruzioni del Viminale per beneficiare dei contributi

E’ stato pubblicato nella G.U. n. 32 dell’8 febbraio 2018 il Decreto 29 gennaio 2018, con il quale il Ministero dell’Interno ha disciplinato l’attribuzione e l’erogazione dei contributi per interventi riferiti a opere pubbliche di messa in sicurezza degli edifici e del territorio di cui ai commi da 853 a 861 della “Legge di bilancio 2018”.

I contribuiti sono riservati ai Comuni che non risultano essere beneficiari delle risorse del “Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle Città metropolitane e dei Comuni capoluogo di Provincia”, di cui all’art. 1, comma 974, della Legge n. 208/15.

Gli importi destinati a questo scopo dalla “Manovra finanziaria 2018” sono pari, rispettivamente, a 150 milioni di Euro per l’anno 2018, 300 milioni per il 2019, e 400 milioni per l’anno 2020. Tali contributi non possono essere assegnati per la realizzazione di opere integralmente finanziate da altri soggetti.

I Comuni dovranno trasmettere al Viminale le proprie richieste di contributo (massimo Euro 5.225.000 complessivi) entro il termine perentorio del 20 febbraio 2018, tramite il Sistema “Certificazioni Enti Locali” (Area “Certificati Tbel”, altri certificati), accessibile dal sito internet della Direzione centrale della Finanza locale, alla pagina http://finanzalocale.interno.gov.it/apps/tbel.php/login/verify.

Eventuali dati già trasmessi possono essere rettificati entro il termine del 20 febbraio 2018 procedendo prima ad annullare la certificazione inviata e poi a trasmetterne una nuova.

Ciascun Comune può fare richiesta di contributo per una o più opere pubbliche di messa in sicurezza degli edifici e del territori, purché complessivamente non si sfori l’importo massimo attribuibile di Euro 5.225.000 complessivi.

La richiesta di contributo deve riferirsi ad opere inserite in uno strumento programmatorio e sono considerate esclusivamente le richieste di contributo pervenute dai Comuni che, alla data di presentazione della richiesta medesima, hanno trasmesso al “Bdap” i documenti contabili di cui all’art. 1, comma 1, lett. b) ed e), e di cui all’art. 3 del Decreto Mef 12 maggio 2016, riferiti all’ultimo rendiconto della gestione approvato. Nel caso di Comuni per i quali sono sospesi i termini ai sensi dell’art. 44, comma 3, del Dl. n. 189/16, le informazioni sono desunte dall’ultimo certificato di conto consuntivo trasmesso al Ministero dell’Interno.

Il Comune beneficiario del contributo è tenuto ad affidare i lavori per la realizzazione delle opere pubbliche entro 8 mesi decorrenti dalla data di emanazione del Decreto. I risparmi derivanti da eventuali ribassi d’asta sono vincolati fino al collaudo ovvero alla regolare esecuzione e successivamente possono essere utilizzati per ulteriori investimenti, per le medesime finalità, a condizione che gli stessi vengano impegnati entro il 30 giugno dell’esercizio successivo.

La richiesta deve contenere le informazioni riferite alla tipologia dell’opera e al Cup e ad eventuali forme di finanziamento concesse da altri soggetti sulla stessa opera. La mancanza dell’indicazione di un Cup valido ovvero l’errata indicazione in relazione all’opera per la quale viene chiesto il contributo comporta l’esclusione dalla procedura.

L’ammontare del contributo attribuito a ciascun Comune sarà determinato entro il 31 marzo 2018 per l’anno 2018 con Decreto del Ministero dell’Interno. Ove l’entità delle richieste pervenute dovesse superare l’ammontare delle risorse disponibili, l’attribuzione sarebbe effettuata a favore dei Comuni che presentino la minore incidenza dell’avanzo di amministrazione, al netto della quota accantonata, rispetto alle entrate finali di competenza, ascrivibili ai Titoli 1, 2, 3, 4 e 5, risultanti dai rendiconti della gestione del penultimo esercizio precedente a quello di riferimento.

I contributi assegnati saranno erogati dal Ministero dell’Interno ai Comuni beneficiari, rispettivamente, per il 20% entro il 15 aprile 2018, per il 60% entro il 30 novembre 2018, previa verifica dell’avvenuto affidamento dei lavori, attraverso apposito Sistema di monitoraggio (“Monitoraggio opere pubbliche” attraverso il Sistema di cui al Dlgs. n. 229/11, classificando le opere sotto la voce “Contributo investimenti Legge di bilancio 2018”), e per il restante 20% previa trasmissione al Ministero dell’Interno del certificato di collaudo ovvero del certificato di regolare esecuzione rilasciato per i lavori dal Direttore dei lavori.

Nel caso di mancato rispetto dei termini e delle condizioni di cui sopra, il contributo sarà recuperato dal Ministero dell’Interno secondo le modalità di cui all’art. 1, commi 128 e 129, della Legge n. 228/12, ossia a valere su qualunque assegnazione finanziaria dovuta dal Ministero dell’Interno stesso e, in caso di incapienza, con trattenuta da parte dell’Agenzia delle Entrate a valere sul riversamento Imu.

Riportiamo, per completezza, degli estratti delle numerose risposte a quesito pubblicate dalla Direzione centrale sul proprio sito istituzionale il 13 e il 15 febbraio 2018.

  • E’ ammissibile la domanda con codice Cup riferito al Settore ‘Infrastrutture di Trasporto’?

Considerate le diverse segnalazioni pervenute dagli Enti circa le difficoltà riscontrate nella modifica di Cup già generati, si fa presente che saranno ammesse anche le domande con codice Cup relativo al Settore ‘Infrastrutture di Trasporto’ che quindi si aggiunge ai settori Infrastrutture ambientali e risorse idriche o Opere infrastrutture sociali;

  • E’assolutamente necessario il cofinanziamento da parte dell’Ente o l’opera può essere interamente finanziata dal contributo ministeriale?

L’opera può essere interamente finanziata dal contributo ministeriale;

  • E’possibile presentare un Progetto intercomunale, ossia da parte di due Enti contigui? E, in caso positivo, come si deve procedere alla compilazione dei Moduli da parte dei 2 o più Enti che partecipano al progetto?

Si, è possibile. Il Modulo deve essere compilato esclusivamente dall’Ente che seguirà le procedure di gara e, di conseguenza, affiderà i lavori e pagherà i Sal. Resta fermo che l’opera dovrà essere inserita negli strumenti programmatori di tutti gli Enti interessati. Al momento dell’inserimento nei documenti di programmazione l’opera deve essere identificata dal Cup. Per cui va assicurata la coincidenza tra l’Ente che segue la procedura di gara (richiede il Cig) e il titolare del Cup (richiedente) per garantire il monitoraggio;

  • Il contributo erogato è a fondo perduto o è invece da restituire, se sì, con quali scadenze?

Il contributo è a fondo perduto. Si richiama l’attenzione dell’Ente sul comma 859 dell’art. 1 della Legge n. 205/2017 che disciplina le modalità di recupero del contributo in caso di mancato rispetto dei termini di affidamento e rendicontazione;

  • Si può chiedere il contributo per tutto l’importo dell’intervento (fino ad un massimo di Euro 5.225.000 o invece una parte deve essere per forza finanziato dal Comune (se si quale è la percentuale minima che il Comune deve mettere?)

L’opera può essere interamente finanziata dal contributo ministeriale;

  • Tra le spese ammissibili rientrano anche Iva, spese tecniche, ecc. ?

Si;

  • Con la presente si chiede se è possibile presentare domanda per la messa in sicurezza di una scuola che preveda la costruzione di un nuovo edificio in un luogo più adatto dal punto di vista sismico e geologico. in questo caso che numero si deve indicare come codice edificio? Va bene quello della scuola che si va a “sistemare e a sostituire” con la nuova costruzione?

Sì, laddove più economico, per il momento il Codice da indicare può essere quello dell’edificio da demolire. Sarà cura poi dell’Ente prendere contati con il Miur per verificare l’esatta individuazione del Codice;

  • In riferimento all’art. 1 del Decreto del Ministero dell’Interno 29 gennaio 2018, di approvazione del Modello di certificazione informatizzato per la richiesta dei contributi in oggetto, tramite la presente si chiede se è corretto considerare le risorse derivanti da accensione di prestiti (nello specifico Cassa DD.PP.), con oneri di ammortamento integralmente a carico del bilancio comunale, quali finanziamenti propri.

L’opera non deve essere già finanziata neanche con un mutuo già acceso;

  • Sulla base di quali parametri verranno emanati i contributi?

Il comma 855 della “Legge di bilancio 2018” prevede che qualora l’entità delle richieste pervenute superi l’ammontare delle risorse disponibili, l’attribuzione é effettuata a favore dei comuni che presentano la minore incidenza dell’avanzo di amministrazione, al netto della quota accantonata, rispetto alle entrate finali di competenza, ascrivibili ai titoli 1, 2, 3, 4 e 5 dello schema di bilancio previsto dal Dlgs. 23 giugno 2011, n. 118, risultanti dai rendiconti della gestione del penultimo esercizio precedente a quello di riferimento;

  • Se alla data di invio della richiesta gli strumenti programmatori (bilancio e nota di aggiornamento Dup) risultano approvati dalla Giunta comunale e sono in attesa del passaggio in consiglio, la domanda è comunque ammissibile?

Sì, sempreche lo strumento programmatorio sia formalmente approvato ed efficace entro la data di scadenza prevista per l’approvazione del bilancio di previsione. Sarà cura dell’Ente comunicare l’avvenuta approvazione se destinatario del finanziamento;

  • Al fine di poter richiedere contributi per la realizzazione di opere pubbliche per la messa in sicurezza di edifici e del territorio (Legge 27 dicembre 2017, n. 205), avrei bisogno di capire se il finanziamento è rivolto solo alla messa in sicurezza di edifici inagibili e non utilizzati o sia possibile inserire interventi presso le scuole che sono attualmente utilizzate e agibili, ma che richiedono interventi di manutenzione.

È possibile richiederli anche per immobili agibili ma che necessitano di interventi di messa in sicurezza;

  • Una Società controllata al 100% dal Comune, che ha titolarità dell’edificio, è ammissibile per la richiesta dei fondi?

No, la norma si riferisce esclusivamente ai Comuni;

  • E’ possibile finanziare interventi per il quale il Comune si avvarrà della propria Società in-house sia per la fase progettuale che esecutiva e quindi demandando a quest’ultima anche l’acquisizione del Cup?

Sì, sempre che siano rispettate le norme del ‘Codice dei Contratti’. Il Cup ed il Cig devono essere necessariamente intestati al comune destinatario del finanziamento”.


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