Opere pubbliche per messa in sicurezza di edifici e territorio: ripartiti i contributi istituiti dalla “Legge di bilancio 2018”

Opere pubbliche per messa in sicurezza di edifici e territorio: ripartiti i contributi istituiti dalla “Legge di bilancio 2018”

Con Decreto interministeriale 6 marzo 2019, diffuso l’8 marzo 2019 sul sito del Ministero dell’Interno –Direzione centrale della Finanza locale e attualmente in attesa di pubblicazione in G.U., sono stati determinati i contributi assegnati agli Enti Locali per finanziare gli interventi riferiti a opere pubbliche di messa in sicurezza degli edifici e del territorio, di cui all’art. 1, commi da 853 a 861, della “Legge di bilancio 2018”.

Nell’Allegato 1, che forma parte integrante del Decreto, possono essere consultate, sia le somme attribuite ai singoli Enti, che le cause di esclusione delle domande che non sono state accolte.

I Comuni beneficiari dei contributi devono necessariamente affidare i lavori per la realizzazione delle opere pubbliche entro 8 mesi dalla data di emanazione del Decreto in commento (emanato il 6 marzo 2019, con scadenza quindi il 6 settembre 2019). In caso di inosservanza di questo termine, il contributo sarà recuperato dal Ministero dell’Interno, secondo le modalità di cui ai commi 128 e 129 dell’art. 1 della Legge n. 228/2012, ossia a valere su qualunque assegnazione finanziaria dovuta dal Ministero dell’Interno stesso e, in caso di incapienza, con trattenuta da parte dell’Agenzia delle Entrate a valere sul riversamento Imu.

Questo il calendario relativo all’erogazione delle somme:

  • primo acconto pari al 20% entro il 28 febbraio 2019;
  • seconda tranche pari al 60% entro il 31 maggio 2019, previa verifica dell’avvenuto affidamento dei lavori;
  • saldo del restante 20%, previa trasmissione al Ministero dell’Interno del certificato di collaudo ovvero del certificato di regolare esecuzione rilasciato per i lavori dal Direttore dei lavori.

In merito alla rendicontazione, l’art. 5 stabilisce che i Comuni destinatari dei contributi che ottemperino agli adempimenti informativi richiesti per il Sistema di cui all’art. 3, comma 2 (“Monitoraggio opere pubbliche”) sono esonerati dall’obbligo di presentazione del rendiconto delle somme ricevute.

In caso di risparmi derivanti da eventuali ribassi d’asta, viene invece disposto che gli stessi siano vincolati fino al collaudo, ovvero alla regolare esecuzione di cui all’art. 1, comma 858, della Legge n. 205/2017, e successivamente possano essere utilizzati per ulteriori investimenti, per le medesime finalità previste dal comma 853, a condizione che gli stessi vengano impegnati entro il 30 giugno dell’esercizio successivo al collaudo.

Eventuali economie di spesa non impegnate saranno recuperate secondo le modalità sopra citate (art. 1, commi 128 e 129, della Legge n. 228/2012).


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