Ordinamento Enti Locali: obbligatoria la convocazione del Consiglio comunale su richiesta di un quinto dei Consiglieri

Con il Parere n. 9752 del 19 marzo 2026, pubblicato il 15 maggio 2026, il Dait si è espresso sulla richiesta di convocazione del Consiglio comunale avanzata da un gruppo di Consiglieri per discutere l’eventuale revoca del Presidente

Con il Parere n. 9752 del 19 marzo 2026, pubblicato il 15 maggio 2026, il Dipartimento per gli Affari interni e territoriali del Ministero dell’Interno (Dait) si è espresso sulla richiesta di convocazione del Consiglio comunale avanzata da un gruppo di Consiglieri per discutere l’eventuale revoca del Presidente del Consiglio comunale.

Il Dipartimento ha chiarito che, in presenza di una richiesta presentata da almeno 1/5 dei Consiglieri, il Presidente del Consiglio ha il solo compito di verificare la regolarità formale dell’Istanza, senza poterne valutare il contenuto o la natura. La convocazione pertanto deve essere disposta, salvo che l’oggetto sia manifestamente illecito o estraneo alle competenze dell’Assemblea.

Il Parere chiarisce che l’Istanza è stata presentata ai sensi dell’art. 39 del Tuel, che attribuisce a 1/5 dei Consiglieri il diritto di chiedere la convocazione del Consiglio, con obbligo per il Presidente di inserirne l’oggetto all’ordine del giorno. La giurisprudenza prevalente stabilisce che, in questi casi, il Presidente del Consiglio debba limitarsi a verificare la regolarità formale della richiesta, cioè che provenga dal numero minimo di Consiglieri legittimati, senza poter sindacare il contenuto della proposta, salvo che esso sia manifestamente illecito, impossibile o estraneo alle competenze del Consiglio.

Il Parere ricorda inoltre che l’art. 43 del Tuel riconosce ai Consiglieri un ampio diritto di iniziativa, che comprende anche la possibilità di presentare mozioni, interrogazioni e richieste di convocazione. Nel caso esaminato, la richiesta dei Consiglieri non presenta profili di illegittimità e rientra pienamente nelle prerogative riconosciute dall’art. 39.

Per queste ragioni, il Dait conclude che sussiste l’obbligo per il Presidente del Consiglio comunale di procedere alla convocazione dell’Assemblea, inserendo all’Ordine del giorno la discussione richiesta, senza poter subordinare tale convocazione alla presentazione preventiva di una proposta di deliberazione o alla qualificazione dell’Istanza come mozione di sfiducia.