Pagamenti P.A.: la norma sulla cessione di crediti assistiti da garanzia dello Stato si applica solo per i debiti di natura corrente?

Pagamenti P.A.: la norma sulla cessione di crediti assistiti da garanzia dello Stato si applica solo per i debiti di natura corrente?

di Calogero Di Liberto

 

Il testo del quesito:

Si chiede conferma circa la disciplina di cui all’art. 37, del Dl. n. 66/14, inerente alla cessione dei crediti vantati nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni e da questa certificati, assistiti da garanzia dello Stato. Secondo la norma citata, il creditore può cedere il proprio credito a intermediari finanziari e, se l’Ente debitore non è in grado di rispettare i termini di pagamento, l’intermediario finanziario può cedere a sua volta il credito alla Cassa DD.PP. ? Tale possibilità è ammessa per tutte le tipologie di debiti o soltanto per quelli di natura corrente ?”.

 

La risposta dei ns. esperti.

E’ riconosciuta, ai sensi dell’art. 37, comma 1, del Dl. n. 66/14, la garanzia dello Stato dal momento dell’effettuazione delle operazioni di cessione ovvero di ridefinizione, nei confronti di crediti di parte corrente certi, liquidi ed esigibili per somministrazioni, forniture ed appalti e per prestazioni professionali, maturati al 31 dicembre 2013 e certificati entro il 24 aprile 2014, ai sensi dell’art. 9, commi 3-bis e 3-ter, del Dl. n. 185/08.

La norma suddetta dispone che siano assistiti dalla medesima garanzia dello Stato, i debiti di parte corrente certi, liquidi ed esigibili delle P.A. maturati al 31 dicembre 2013 e non certificati al 24 aprile 2014, purché siano rispettate 2 condizioni: i soggetti creditori devono aver presentato istanza di certificazione entro il 23 agosto 2014, utilizzando la “Piattaforma elettronica per la certificazione dei crediti” (“Pcc”) di cui all’art. 7, comma 1, del Dl. n. 35/13, e i crediti in questione risultino certificati.

Ai sensi dell’art. 37, comma 3, i creditori potranno cedere pro-soluto il credito certificato e assistito dalla garanzia dello Stato ad una banca o altro intermediario finanziario, anche sulla base di un’apposita Convenzione-quadro.

Una volta intervenuta la cessione del credito, in caso di carenza di liquidità, l’Ente debitore potrà richiedere una ridefinizione dei termini e delle condizioni di pagamento dei debiti, per una durata massima di 5 anni, rilasciando a garanzia dell’operazione apposita delegazione di pagamento o altra simile garanzia a valere sulle entrate di bilancio. L’operazione di ridefinizione dei termini e delle condizioni di pagamento potranno essere richieste dalle Amministrazioni pubbliche debitrici alla banca o all’intermediario finanziario cessionario del credito, ovvero, in caso di rifiuto espresso, ad altra banca o ad altro intermediario finanziario.

Allo Stato è riconosciuto il diritto di rivalsa sugli Enti debitori nei casi di escussione della garanzia prestata. Tale rivalsa comporta la decurtazione, sino a concorrenza della somme escusse e degli interessi maturati alla data dell’effettivo pagamento, delle somme a qualsiasi titolo dovute all’Ente debitore a valere sul bilancio dello Stato.

Le cessioni dei crediti certificati mediante la “Pcc” possono essere stipulate mediante scrittura privata ed effettuate a favore di banche o intermediari finanziari autorizzati, ovvero da questi ultimi alla Cassa DD.PP. o a Istituzioni finanziarie dell’Unione europea e internazionali. Tali cessioni dei crediti certificati si intendono notificate e sono efficaci ed opponibili nei confronti delle Amministrazioni cedute dalla data di comunicazione della cessione alla P.A. attraverso la “Piattaforma elettronica”, qualora queste entro 7 giorni dalla ricezione di tale comunicazione non oppongano il proprio rifiuto.

Il comma 7-ter dispone che le verifiche previste dall’art. 48-bis, del Dpr. n. 602/73, per i pagamenti di importo superiore a Euro 10.000, dovranno essere effettuate dalle P.A., esclusivamente tramite la “Piattaforma elettronica per la certificazione dei crediti”, nei confronti dei soggetti creditori al momento della certificazione dei crediti certi, liquidi ed esigibili, per somministrazioni, forniture ed appalti e per obbligazioni relative a prestazioni professionali, maturati alla data del 31 dicembre 2013 nei confronti delle P.A. di cui all’art. 1, comma 2, del Dlgs. n. 165/01, ivi inclusi gli Enti Locali. All’atto del pagamento dei crediti certificati oggetto di cessione, le P.A. effettueranno le predette verifiche esclusivamente nei confronti del cessionario.

Con la “Convenzione quadro” per la cessione pro-soluto dei crediti certificati e assistiti dalla garanzia dello Stato, ai sensi dell’art. 37, comma 3, del Dl. n. 66/14, firmata il tra Mef e Abi il 17 luglio 2014, le parti si sono impegnate a promuovere il ricorso di banche e intermediari finanziari alla “Piattaforma elettronica per la certificazione dei crediti” (“Pcc”). Il contratto di cessione del credito dovrà essere redatto in maniera conforme al Modello di contratto allegato alla Convenzione ed essere trasmesso in formato elettronico a mezzo della “Pcc”.

Come reso noto nella Nota che accompagnava la pubblicazione del contenuto della Convenzione, nelle more dell’adeguamento da parte delle banche e degli intermediari finanziari degli strumenti occorrenti a garantire le necessarie connessioni telematiche, la “Pcc” continuerà a rendere disponibile l’utilizzo della procedura transitoria per consentire di acquisire le informazioni relative allo smobilizzo dei crediti certificati.

Con la Convenzione, tra l’altro, le parti si sono impegnate a definire procedure per lo scambio dei dati necessari a verificare i requisiti per l’ammissione alla garanzia dello Stato, nonché le procedure necessarie alla comunicazione delle procedure di ridefinizione del debito perfezionate con le P.A. debitrici, nonché alle cessioni dei crediti già oggetto di ridefinizione.

Con Dm. Mef 27 giugno 2014, è stata data attuazione all’art. 37, del Dl. n. 66/14,

Con riguardo alle operazioni di cessione pro-soluto di uno o più crediti certificati e assistiti dalla garanzia dello Stato, l’art. 2 del Dm. dispone che non può essere richiesto uno sconto superiore all’1,90% annuo dell’ammontare complessivo del credito certificato, comprensivo di ogni eventuale onere. Qualora l’ammontare complessivo risulti superiore ad Euro 50.000, sull’importo eccedente tale ammontare non potrà essere richiesto uno sconto superiore all’1,60%.

Con riguardo al “Fondo di garanzia”istituito presso il Mef dall’art. 37, comma 4, del Dl. n. 66/14, volto alla copertura degli oneri determinati dal rilascio della garanzia dello Stato di cui all’art. 37, comma 1, il Dm. Mef 27 giugno 2014 ha disposto che lo stesso Mef si avvale del Gestore (Consap Spa) per la gestione del “Fondo” in parola, affidandogli lo svolgimento, tra l’altro, delle seguenti attività:

a)    esame, istruttoria e deliberazione delle richieste di garanzia del “Fondo” trasmesse dai soggetti garantiti[1];

b)   corresponsione ai soggetti garantitidelle somme dovute in caso di esito positivo della richiesta di garanzia;

c)    monitoraggio e informativa periodica al Mef sull’andamento del “Fondo.

Come affermato dallo stesso Dm. Mef 27 giugno 2014, la garanzia del “Fondo” è diretta, esplicita, incondizionata ed irrevocabile e permane per l’intera durata delle operazioni di cessione o di ridefinizione.

La garanzia del “Fondo” è concessa:

a)    per le operazioni di cessione, nella misura del 100% del credito certificato in essere al momento dell’intimazione di pagamento, maggiorato degli eventuali interessi maturati alla data dei pagamento;

b)   per le operazioni di ridefinizione, nella misura del 100% del credito certificato in essere al momento dell’intimazione di pagamento, maggiorato degli eventuali interessi maturati alla data del pagamento.

Tecnicamente, ai sensi dell’art. 8, del Dm. 27 giugno 2014, ai fini dell’ammissione alla garanzia del “Fondo”:

a)    il Gestoreacquisisce, attraverso la “Pcc”, secondo modalità operative definite con il Mef, i dati relativi alle operazioni di cessione, nonché le informazioni disponibili relative alle operazioni di ridefìnizione;

b)   le banche e gli intermediari finanziari comunicano, sempre attraverso la “Pcc”, le eventuali operazioni di ridefìnizione perfezionate con le P.A. debitrici, nonché le eventuali cessioni dei crediti oggetto di ridefinizione in favore dei soggetti cui si applicano le disposizioni di cui alla Legge n. 130/99;

c)    la Cassa DD.PP. e le Istituzioni finanziarie dell’Ue e internazionali comunicano trimestralmente, attraverso la “Pcc”, i crediti certificati acquisiti da banche o intermediari finanziari o da soggetti cui si applicano le disposizioni della Legge n. 130/99, nonché le caratteristiche delle eventuali operazionidiridefìnizione perfezionate con le P.A. debitrici, secondo le indicazioni che saranno pubblicate sulla pagina della “Pcc”.

L’art. 8 del Dm. Mef 27 giugno 2014 dispone che, in caso di mancato pagamento, anche parziale, dell’importo dovuto dalla P.A. debitrice entro i 90 giorni dalla scadenza del termine per l’adempimento, i soggetti garantiti inviano alla P.A., e per conoscenza alla Consap Spa,l’intimazione al pagamento contenente la diffida al pagamento della somma dovuta.

Ai sensi dell’art. 1, del Dm. in parola, nelle ipotesi di operazioni di cessione di crediti il termine per l’adempimento si riferisce alla data indicata dalla P.A. debitrice all’atto della certificazione, mentre nelle ipotesi di operazioni di ridefinizione, si fa riferimento a tutte le singole date previste per il rimborso del debito.

Entro 60 giorni dalla data di ricevimento dell’intimazione da parte della P.A., i soggetti garantiti potranno chiedere a Consap Spa, mediante Pec, l’intervento della garanzia del “Fondo. Decorso tale termine senza che sia stato richiesto l’intervento della garanzia dei “Fondo”,la garanzia decade, salvo che i soggetti garantiti comunichino a Consap Spa mediante Pec l’adempimento da parte della P.A. debitrice.

Ai sensi dello stesso art. 8, alla richiesta di attivazione della garanzia dovranno essere allegati:

a)      copia della certificazione del credito:

b)      copia dell’atto di cessione del credito o dell’atto di ridefinizione dei termini e delle condizioni di pagamento del debito;

c)      una dichiarazione dei soggetti garantiti che attesti:

–    l’importo rimasto insoluto;

–    il rispetto dei limiti massimi di tasso, di cui agli artt. 2 e 3 del presente Decreto;

–    l’inadempienza della PA. debitrice accertata con le modalità di cui al comma 1 dell’art. 8;

d)      copia della ricevuta di ritorno della raccomandata recante l’intimazione di cui al comma 1, ovvero della ricevuta di altro mezzo equivalente ai sensi dell’art. 48, del Dlgs. n. 82/05.

Entro 30 giorni dalla data di ricevimento della richiesta, Consap Spa provvederà, secondo l’ordine cronologico di ricevimento delle richieste, alla corresponsione dell’importo spettante ai soggetti garantiti.

Nel caso non risulti completa la documentazione necessaria, il termine di 30 giorni di cui sopra è sospeso fino alla data di integrazione della documentazione stessa. Qualora la documentazione non sia integrata entro 180 giorni dalla richiesta di integrazione, la garanzia del “Fondo”decade.

La garanzia dello Stato opera in caso di inadempimento da parte del “Fondo” in relazione agli impegni assunti a titolo di garante e limitatamente a quanto dovuto dal “Fondo”, quantificato sulla base della normativa in materia e ridotto di eventuali pagamenti parziali effettuati dal “Fondo”.

Le richieste di escussione della garanzia dello Stato da parte dei soggetti garantiti vengono trasmesse al Mef ed a Consap Spa, trascorsi 60 giorni dalla richiesta di pagamento. Il Mef, sulla base delle risultanze istruttorie e del parere motivato di Consap Spa, provvede al pagamento di quanto dovuto, dopo aver verificato che siano stati rispettati i criteri, le modalità e le procedure che regolano gli interventi del “Fondo”e l’escussione della garanzia dello Stato.

Le modalità di escussione della garanzia e di pagamento dello Stato assicurano il soddisfacimento dei diritti del creditore, con esclusione della facoltà per lo Stato di opporre il beneficio della preventiva escussione. Dopo l’avvenuta escussione della garanzia, lo Stato esercita il diritto di rivalsa nei confronti degli Enti debitori, con le modalità di cui all’art. 8 del Decreto in commento.

Come sopra richiamato, l’art. 37, comma 1, del Dl. n. 66/14, fa esplicito richiamo al pagamento dei debiti di parte corrente certi, liquidi ed esigibili per somministrazioni, forniture ed appalti e per prestazioni professionali maturati al 31 dicembre, certificati al 24 aprile 2014, ovvero non certificati a tale data purchè venga effettuata richiesta di certificazione entro il 23 agosto 2014 e siano certificati entro i 30 giorni successivi alla presentazione dell’istanza di certificazione.

 

[1]Ai sensi dell’art. 1 dello stesso Dm. 26 giugno 2014, sono definiti “soggetti garantiti” le banche iscritte all’Albo di cui all’art. 13 del Dlgs. n. 385/93, gli intermediari finanziari iscritti nell’Albo di cui all’art. 106, dello stesso Dlgs. n. 385/93, la Cassa DD.PP., le Istituzioni finanziarie dell’Ue e internazionali, nonché i soggetti cui si applicano le disposizioni della Legge n. 130/99, che perfezionano operazioni di cessione o operazioni di ridefinizione.


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