Pagamenti P.A.: chiarimenti dal Mef sulla Direttiva “PSD2”

Pagamenti P.A.: chiarimenti dal Mef sulla Direttiva “PSD2”

È stata pubblicata sul sito web istituzionale del Mef-Dipartimento RgS la Circolare n. 22 del 15 giugno 2018, rubricata “Applicazione da parte delle Amministrazioni pubbliche della Direttiva sui servizi di pagamento 2015/2366/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 novembre 2015 (PSD2), recepita con il Decreto legislativo 15 dicembre 2017, n. 218”.

La Circolare chiarisce i principi che riguardano i pagamenti delle P.A. nell’ambito di applicazione della Direttiva 2015/2366/Ue (c.d. “PSD2”), recepita dal Dlgs. n. 218/17. Le norme introdotte dalla “PSD2” si applicheranno alle P.A. a partire dal 1° gennaio 2019.

Nel merito, per quanto riguarda i tempi di esecuzione dei pagamenti, il Ministero ricorda che, ai sensi dell’art. 15 del Dlgs. n. 11/10, “il momento della ricezione di un ordine di pagamento è quello in cui l’ordine è ricevuto dal prestatore di servizi di pagamento di cui si avvale il pagatore”. Tenuto conto dei sempre più numerosi adempimenti a carico dei Tesorieri degli Enti pubblici e dell’introduzione, nel corso del 2018, del “Siope +”, la tempistica della ricezione dell’ordine di pagamento potrà slittare al massimo di una giornata lavorativa rispetto al normale termine previsto dall’art. 20 del Dlgs. n. 11/10, ovverosia “entro la fine della giornata successiva” dal momento della ricezione del pagamento da parte dell’Istituto Tesoriere. Tali aspetti dovranno essere regolati all’interno delle Convenzioni stipulate tra gli Enti e le rispettive Tesorerie.

L’accesso on line ai conti del cliente da parte di un operatore “terzo”, introdotto dalla Direttiva “PSD2”, secondo la Circolare in commento, non è applicabile ai conti di Tesoreria deli Enti pubblici.

Per quanto concerne i pagamenti effettuati tramite “Sepa Direct Debit” (c.d. “SDD”), il Mef ricorda che, secondo il disposto dell’art. 1, del Regolamento Ue n. 260/12, il soggetto pagatore ha diritto al rimborso di quanto versato entro 8 settimane dalla data in cui i fondi sono stati addebitati. Se il rimborso riguarda un pagamento effettuato nei confronti di un’Amministrazione pubblica, esso deve essere soddisfatto direttamente dal Tesoriere, che provvederà alla restituzione di quanto dovuto con l’aggiunta degli interessi maturati tra la data di addebito e quella di riaccredito dell’importo. Al contempo, nei confronti dell’Ente, dovrà emettere un “sospeso” di pagamento che quest’ultimo dovrà successivamente regolarizzare nella propria contabilità.

Infine, la Circolare n. 22 si sofferma sull’addebito delle commissioni bancarie al soggetto pagatore o al beneficiario. Sul punto, in osservanza di quanto stabilito dall’art. 18 del citato Dlgs. n. 11/10, il Mef ribadisce che il pagatore e il beneficiario possono sostenere solo le spese applicate dai rispettivi Istituti di credito e non anche le commissioni volte a compensare gli oneri applicati dall’Istituto di credito della controparte. Essendo una pratica diffusa tra le P.A., il Ministero invita a regolare tali aspetti nelle Convenzioni di Tesoreria, variando le clausole in contrasto con quanto sancito dalla Direttiva.

di Gabriele Nardi


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