“Pareggio di bilancio”: la Consulta boccia l’esclusione a partire dal 2020 del “Fondo pluriennale vincolato” e dell’avanzo di amministrazione

“Pareggio di bilancio”: la Consulta boccia l’esclusione a partire dal 2020 del “Fondo pluriennale vincolato” e dell’avanzo di amministrazione

È incostituzionale il blocco dell’utilizzo ai fini del “Pareggio di bilancio” dell’avanzo di amministrazione e del “Fondo pluriennale vincolato” degli Enti territoriali a partire dal 2020, in quanto trattasi di risparmi accumulati negli esercizi precedenti che servono a finanziare investimenti pluriennali. Pertanto, la preclusione ad utilizzare le quote di avanzo di amministrazione disponibili ed i fondi già destinati a spese pluriennali (“Fpv”) qualificherebbe il “Pareggio di bilancio” come “attivo strutturale inertizzato”, cioè inutilizzabile per le destinazioni già programmate (spese vincolate).

A sancirlo è stata la Corte Costituzionale che, con la Sentenza n. 101 del 7 marzo 2018, depositata il 17 maggio 2018, si è espressa su quanto disposto dall’art. 1, comma 466, della “Legge di bilancio 2017”.

Ad incappare nella censura della Consulta è in particolare la parte della norma citata che stabilisce che, a partire dal 2020, ai fini della determinazione dell’equilibrio del bilancio degli Enti territoriali, le spese già individuate negli esercizi precedenti e già finanziate o per le quali sono già state individuate le risorse per il loro finanziamento debbano trovare copertura di “Pareggio di bilancio” nelle sole entrate di competenza, in altri termini nella parte in cui non prevede che l’inserimento dell’avanzo di amministrazione e del “Fondo pluriennale vincolato” nei bilanci dei medesimi Enti territoriali abbia effetti neutrali rispetto alla determinazione dell’equilibrio di “Pareggio” dell’esercizio di competenza.

Nel rimandare per ulteriori dettagli alla consultazione del testo della Sentenza stessa, disponibile cliccando su questo link, si evidenzia che alla Sentenza in commento sarà dedicato uno specifico Approfondimento sul prossimo numero della presente Rivista.

 

Corte Costituzionale – Sentenza n. 101-2018


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