di Riccardo Compagnino
Immaginiamo una mattina luminosa a Firenze. Le pietre antiche riflettono una luce dorata mentre due figure camminano lentamente tra le botteghe e i palazzi: Fra Luca Pacioli e Leonardo da Vinci. Parlano fitto, gesticolano, si fermano talvolta davanti a un portone o a una loggia. Non discutono di pittura o di prospettiva, ma di qualcosa di altrettanto rivoluzionario: il modo di rappresentare la realtà economica.
“Vedi, Leonardo – potrebbe dire Pacioli – il mercante non può governare i suoi traffici se non tiene memoria ordinata di ciò che entra e di ciò che esce”. È
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