Patto di stabilità: nuova richiesta Anci al Mef per la riduzione delle sanzioni per sforamento

Patto di stabilità: nuova richiesta Anci al Mef per la riduzione delle sanzioni per sforamento

Un provvedimento d’urgenza che riduca le sanzioni per violazione del Patto di stabilità per l’anno 2015 e la costituzione di un tavolo di confronto per la più generale revisione dell’impianto sanzionatorio connesso al nuovo saldo di competenza a partire dal 2017, al fine di renderlo più aderente alle nuove esigenze di controllo della finanza locale. E’ quanto chiesto dal Presidente dell’Anci, Piero Fassino, al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, attraverso una lettera i cui contenuti sono stati resi noti dall’Anci il 3 maggio 2016.

Fassino ha evidenziato, a supporto della propria richiesta, che “l’avvio a regime del nuovo sistema contabile ha comportato un primo significativo accantonamento al ‘Fondo crediti di dubbia esigibilità’: circa 2,5 miliardi di Euro, ben oltre le previsioni, con conseguente effetto di riduzione della spesa corrente”.

L’introduzione dell’armonizzazione dei sistemi contabili ha inoltre comportato “l’imputazione in bilancio di rilevanti quote di entrata che non sono più risultate utili ai fini del Patto, provocando difficoltà di copertura specifiche che si sono aggiunte al forte taglio di risorse subìto nello stesso 2015 (circa 1,5 miliardi di Euro)”.

Il Presidente dell’Associazione nazionale dei Comuni ha inoltre sottolineato come il grosso degli sforamenti del 2015 sia riconducibile a Enti di piccole dimensioni, “i più colpiti dalla riduzione di risorse subìta nel 2015 per l’avvio del sistema perequativo basato sui fabbisogni e sulle capacità fiscali standard”.

Pur essendo la dimensione delle sanzioni complessivamente piccola (circa 90 milioni di Euro), questa avrebbe – secondo l’Anci – un forte impatto sugli equilibri degli Enti coinvolti posto che, in un terzo dei casi, supera il 15% delle entrate correnti dell’Ente.


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