Personale: il potere di organizzazione dell’Ente resta esercitabile anche dopo l’avvio di un concorso

Personale: il potere di organizzazione dell’Ente resta esercitabile anche dopo l’avvio di un concorso

Nella Sentenza n. 4191 del 29 marzo 2019 del Tar Lazio, il Giudice amministrativo ha affermato che non viene meno il potere di organizzazione del personale del Comune anche qualora decida di rideterminare la dotazione organica e il fabbisogno di risorse umane dopo che ha indetto un concorso per reclutare nuovi dipendenti. Nel caso specie un Ente, a conclusione di una procedura concorsuale, anziché effettuare le relative assunzioni, aveva adottato un atto di riorganizzazione interna rideterminando il proprio fabbisogno di personale e la propria dotazione organica. Ciò aveva comportato l’eliminazione dei posti vacanti delle varie categorie in esubero fino a concorrenza del numero necessario a contenere la dotazione organica nei limiti di conformità a quanto stabilito dal Decreto ministeriale che determina i rapporti medi dipendenti-popolazione per classe demografica validi per gli Enti, come quello in questione, in condizioni di “Dissesto finanziario” ai sensi degli artt. 244 e seguenti del Tuel.

Il Tar, in particolare, tra le rideterminate modalità di reclutamento nell’ambito del “Piano del fabbisogno di personale”, ha evidenziato il carattere privilegiato della mobilità volontaria quale procedura di approvvigionamento di personale rispetto ai concorsi e a graduatorie ancora attive, anche nell’ottica del raggiungimento del risparmio di spesa (finalità primaria ormai in tutte le realtà amministrative, ma obiettivo quanto mai essenziale per il Comune in questione, vista la sua particolare condizione economico-finanziaria) è efficacemente sottolineato dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato, per cui “l’esistenza di una graduatoria ancora valida, se limita (o in ipotesi, addirittura esclude ) la libertà di indire un nuovo concorso, non incide sulla libertà di avviare una procedura di mobilità… (poiché) la preferenza accordata dall’Adunanza Plenaria nella Sentenza n. 14/2011 allo scorrimento della graduatoria rispetto all’indizione di una nuova procedura concorsuale … non può essere riferita al diverso caso in cui allo scorrimento della graduatoria sia preferito il ricorso alla procedura di mobilità di personale proveniente da altre Amministrazioni, ciò atteso il fatto che la mobilità consente varie finalità quali l’acquisizione del personale già formato, l’immediata operatività delle scelte, l’assorbimento di eventuale personale eccedentario ed i risparmi di spesa conseguenti a tutte le ricordate situazioni”.


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