“Piani di riequilibrio finanziario pluriennale”: la Sezione Autonomie si esprime sugli effetti della Sentenza della Consulta n. 18/2019

“Piani di riequilibrio finanziario pluriennale”: la Sezione Autonomie si esprime sugli effetti della Sentenza della Consulta n. 18/2019

Con il Comunicato-stampa datato 12 aprile 2019, la Sezione delle Autonomie della Corte dei conti ha reso noto di aver esaminato – nel corso dell’Adunanza svoltasi lo stesso giorno – gli effetti conseguenti alla Sentenza n. 18/19 della Corte costituzionale, per la definizione delle procedure relative ai “Piani di riequilibrio finanziario pluriennale”.

Le conclusioni a cui i Magistrati contabili sono pervenuti saranno rese note attraverso la pubblicazione di una apposita Deliberazione. Dalla lettura del Comunicato-stampa emerge però una parziale anticipazione, che riportiamo qui di seguito: “Per quanto riguarda i ‘Piani di riequilibrio’ già approvati dalle Sezioni regionali di controllo, la Sezione Autonomie ha ritenuto che gli effetti dei ‘Piani’ stessi restino consolidati per gli esercizi già chiusi alla data di deposito della Sentenza, mentre per il restante periodo devono adeguarsi all’arco temporale decennale previsto dall’originario ‘Piano’. I ‘Piani’ riformulati ancora in istruttoria, invece, devono essere adeguati alla disciplina attualmente vigente di cui all’art. 243-bis, comma 5, Tuel”.

Ricordiamo che la citata Sentenza della Consulta n. 18 del 14 febbraio 2019 ha dichiarato l’illegittimità del comma 714, dell’art. 1, della Legge n. 208/2015, che poteva essere utilizzato da un Ente Locale per rimodulare o riformulare il proprio “Piano di riequilibrio” entro il 31 maggio 2017, eliminando dall’importo totale delle passività da ripianare nell’arco temporale previsto dal “Piano” stesso la quota di disavanzo risultante dalla “revisione straordinaria dei residui” strumentale alla predisposizione del “Piano” prevista dall’art. 243-bis, comma 8, lett. e), del Tuel (Dlgs. n. 267/2000), per la sola quota di residui antecedenti al 1º gennaio 2015 (tale quota doveva essere ripianata a parte secondo le modalità previste dal Decreto Mef 2 aprile 2015, ossia in un arco temporale massimo trentennale).

Quella della Corte dei conti è una Pronuncia molto attesa dagli Enti coinvolti che, in ragione dell’incertezza generata dalle conseguenze attuative della Sentenza in questione, hanno anche beneficiato di una proroga ad hoc del termine per la deliberazione del bilancio di previsione 2019-2021(Decreto del Ministero dell’Interno datato 28 marzo 2019 e pubblicato sulla G.U. n. 82 del 6 aprile 2019, che ha disposto il differimento al 30 aprile 2019).


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