“Piano nazionale Anticorruzione”: pubblicato l’aggiornamento 2018

“Piano nazionale Anticorruzione”: pubblicato l’aggiornamento 2018

Il Consiglio dell’Anac ha approvato, con la Delibera n. 1074 del 21 novembre 2018, pubblicata i giorni scorsi sul Portale istituzionale dell’Authority, l’Aggiornamento per il 2018 del “Piano nazionale Anticorruzione”.

Con tale aggiornamento l’Anac ha fornito una serie di indicazioni integrative e chiarimenti rispetto ai contenuti del “Piano nazionale Anticorruzione” approvato con la Delibera n. 831 del 3 agosto 2016 ed annualmente aggiornato con successive Delibere Anac.

Ricordiamo che il “Piano nazionale Anticorruzione” è un atto di indirizzo da tenere come riferimento per la redazione dei singoli “Piani Anticorruzione” che ciascuna Amministrazione pubblica (e altro soggetto tenuto all’applicazione della normativa introdotta dalla Legge n. 190/2012) è chiamata ad adottare.

Tra le numerose novità 2018, si evidenzia:

  • l’individuazione di modalità semplificate di attuazione degli obblighi in materia di pubblicità, trasparenza e prevenzione della corruzione per i Comuni di piccole dimensione, in attuazione di quanto previsto all’art. 3, comma 1-ter, del Dlgs. n. 33/2013, introdotto dal Dlgs. n. 97/2016, secondo cui l’Autorità può, con il “PnA”, prevedere misure di semplificazione per i Comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti;
  • il fatto che sono stati richiamati gli obblighi in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza che gravano sulle Società e sugli Enti di diritto privato;
  • l’analisi dei rapporti fra la “Trasparenza”, intesa come obblighi di pubblicazione, e la nuova disciplina della tutela dei dati personali introdotta dal Regolamento UE 2016/679 e il rapporto tra “Rpct” e “Responsabile della protezione dei dati” (“Rpd”).

L’aggiornamento del “Piano” è stata inoltre l’occasione per rendere noto quanto emerso da un monitoraggio sullo stato di attuazione della disciplina in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza condotto, su mandato dell’Autorità, dall’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”.

L’indagine ha interessato un campione di 340 Società in controllo pubblico con capitale partecipato da Regioni, Province, Comuni capoluogo di Provincia o Comuni (anche non capoluogo) con più di 65.000 abitanti, aventi sede nel territorio delle Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia e Sicilia.

Ne è emerso un quadro di scarsa adesione alla normativa vigente.

Qualche esempio:

Adozione “Modello di organizzazione e gestione” (“Mog”) ex Dlgs. n. 231/2001 e/o adozione di misure volte alla prevenzione della corruzione in un autonomo documento o in un’apposita Sezione del Mog che tengano luogo del “Piano triennale per la prevenzione della corruzione” (“Ptpc”): solo il 44,5% delle Società ha adottato sia il “Mog” che il “Ptpc”; il 5% ha adottato il “Mog” ma non il “Ptpc”; il 24% ha adottato il “Ptpc” ma non il “Mog”; il 26,5% non ha adottato, né il “Mog” nè il “Ptpc”.

Adozione di un Codice di comportamento e/o di un Codice disciplinare: solo il 34% del campione esaminato risulta aver adottato un Codice di comportamento e/o un Codice disciplinare.

Adozione di un Codice etico: solo il 57 % delle Società monitorate ha adottato un Codice etico.

Adozione di Regolamenti in materia di accesso: il 95,3% del campione non ha adottato alcun tipo di Regolamento; il 4,1% ha adottato solo un Regolamento in materia di accesso documentale; solo lo 0,6% si è dotato di un Regolamento unitario in materia di accesso civico “semplice”, generalizzato e accesso documentale.

 


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