È stato pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale n. 120 del 26 maggio 2025, il Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali 2 aprile 2025, recante “‘Piano nazionale degli Interventi e dei Servizi sociali 2024-2026’ e riparto del ‘Fondo nazionale per le politiche sociali’ e del ‘Fondo nazionale per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale per il triennio 2024-2026’”.
Il Provvedimento, adottato di concerto con il Mef, definisce la Programmazione strategica e ripartisce le risorse del “Fondo nazionale per le politiche sociali” (“Fnps”) e del “Fondo per la lotta alla povertà per il triennio 2024-2026”.
Le risorse stanziate
Il Decreto assegna:
-“Fnps”: 410,7 milioni di Euro per il 2024 e 390,9 milioni di Euro per ciascuna delle annualità 2025 e 2026;
-“Fondo povertà”: 594,6 milioni nel 2024, 601,1 milioni nel 2025 e 617 milioni nel 2026.
Le risorse del “Fondo povertà” destinate agli Interventi territoriali ammontano a oltre 1,4 miliardi nel triennio, di cui 496,7 milioni (2024), 467,7 milioni (2025), 412 milioni (2026), per il rafforzamento dei Servizi sociali connessi all’Assegno di inclusione (Adi) e agli Interventi per nuclei in situazioni di disagio economico.
Il “Piano nazionale” e i “Leps”
Il “Piano”, articolato in 3 Capitoli, definisce:
- il quadro generale di riferimento;
- la programmazione nazionale del “Fnps”;
- il “Piano” per gli Interventi di contrasto alla povertà.
Elemento centrale è il rafforzamento dei “livelli essenziali delle prestazioni sociali” (“leps”), come il Servizio sociale professionale, il “Pronto intervento sociale e i progetti di accompagnamento per le famiglie vulnerabili” (“Pippi”), per cui è riservato uno stanziamento annuale di 15 milioni di Euro.
Servizi e modalità di attuazione
Le Regioni dovranno programmare, entro 60 giorni, l’utilizzo delle risorse tramite la Piattaforma “Sioss”, definendo le azioni da realizzare negli ambiti territoriali. Il 75% delle risorse del secondo anno precedente deve essere rendicontato per ricevere i fondi della nuova annualità.
In parallelo, i Comuni e gli Ambiti territoriali dovranno attuare i “Patti per l’inclusione sociale” (“PaIS”) previsti per i beneficiari dell’Adi, alimentando la Piattaforma “Gepi” per il monitoraggio delle attività e della presa in carico.
Focus su povertà estrema e marginalità
Il Decreto riserva 20 milioni di Euro l’anno per Interventi dedicati alle persone in condizione di povertà estrema e senza dimora. I fondi saranno destinati a Comuni capoluogo di Città metropolitane con oltre 1.000 senza dimora e agli ambiti territoriali selezionati dalle Regioni, per Servizi di pronto intervento sociale, residenza virtuale, Progetti “housing first” e altri Interventi strutturali.
Azioni di sistema e monitoraggio
Una quota delle risorse (5 milioni) sarà gestita a livello centrale dal Ministero per azioni di accompagnamento e supporto all’attuazione dei “Piani territoriali”. La rendicontazione sarà effettuata tramite la Piattaforma Multifondo, mentre il monitoraggio dei risultati si avvarrà della Piattaforma “Gepi”.




