“Piano triennale per la prevenzione della corruzione”: l’Anac punta il dito su alcuni errori commessi dagli Enti in sede di aggiornamento

“Piano triennale per la prevenzione della corruzione”: l’Anac punta il dito su alcuni errori commessi dagli Enti in sede di aggiornamento

Con il Comunicato del Presidente datato 16 marzo 2018, l’Anac ha richiamato l’attenzione delle P.A. su alcuni errori diffusi rilevati in sede di vigilanza sui “Piani triennali per la prevenzione della corruzione” (“Ptpc”) di cui all’art. 1, comma 8, della Legge n. 190/12.

In primo luogo, l’Authority evidenzia che -in occasione dell’aggiornamento annuale – molte Amministrazioni apportano le modifiche avvalendosi di rinvii e/o soppressioni ed integrazioni di paragrafi, anziché mettere in campo una completa attuazione delle misure di prevenzione.

Questo comporta difficoltà di coordinamento tra le disposizioni e di comprensione del testo.

Inoltre l’Anac ha colto l’occasione per segnalare che, in applicazione del Dlgs. n. 97/16 (c.d. “Foia”, vedi Entilocalinews n. 25 del 20 giugno 2016), il “Piano triennale per la prevenzione della corruzione” deve essere integrato con il “Programma per la trasparenza”.

La necessaria integrazione degli obiettivi di trasparenza con il Piano della performance – si legge – necessita di una loro previsione annuale nell’ambito della programmazione su base triennale”.

In chiusura dunque l’Autorità, specificando che ogni Piano deve essere corredato dalle mappature dei processi, richiama l’attenzione delle P.A. “sull’obbligatorietà dell’adozione, ciascun anno, alla scadenza prevista dalla Legge del 31 gennaio, di un nuovo completo Piano Triennale, valido per il successivo triennio (ad esempio, per l’anno in corso, il Ptpc 2018-2020)”.

Il Comunicato in commento sostituisce il precedente Comunicato del Presidente datato 13 luglio 2015.


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