Piccoli Comuni: pubblicato in G.U. il Dpcm. che disciplina la predisposizione del “Piano nazionale per la riqualificazione”

Piccoli Comuni: pubblicato in G.U. il Dpcm. che disciplina la predisposizione del “Piano nazionale per la riqualificazione”

Sulla G.U. n. 167 del 17 luglio 2022 è stato pubblicato il Dpcm. 16 maggio 2022, che disciplina la predisposizione del “Piano nazionale per la riqualificazione dei piccoli Comuni”. Il Documento ha come fine la tutela dell’Ambiente e dei Beni culturali, la mitigazione del rischio idrogeologico, la salvaguardia e la riqualificazione urbana dei Centri storici, la messa in sicurezza delle Infrastrutture stradali e degli Istituti scolastici, nonché alla promozione dello Sviluppo economico e sociale e l’insediamento di nuove attività produttive. 

Il “Piano” definisce le modalità per la presentazione e per la selezione dei Progetti da parte delle Amministrazioni comunali mediante Bandi pubblici, ed è aggiornato ogni 3 anni sulla base delle risorse disponibili.

Sono ammessi a presentare Progetti i piccoli Comuni individuati con il Dpcm. 23 luglio 2021. Ogni soggetto potrà presentare un solo Progetto o singolarmente o in convenzione con altri piccoli Comuni facenti parte del predetto Elenco. 

Possono altresì presentare domanda le Unioni di Comuni per i Progetti relativi al Comune o ai Comuni per i quali la medesima Unione esercita la funzione. La forma associata deve essere perfezionata prima della presentazione del Progetto con indicazione, in caso di Convenzione, del Comune capofila. In caso di Unione, la funzione per la quale si presenta il Progetto è prevista dallo Statuto o attribuita alla stessa con apposito Provvedimento. 

I Progetti devono contenere esclusivamente Interventi per i quali sia stata valutata almeno la fattibilità tecnica ed economica, mediante un Progetto già perfezionato all’atto della domanda. 

Il Dpcm. 16 maggio 2022 individua gli Interventi prioritari che rientrano nel “Piano nazionale per la riqualificazione dei piccoli Comuni”, che fanno riferimento a: 

  • qualificazione e manutenzione del Territorio, mediante recupero e riqualificazione di immobili esistenti e di aree dismesse, nonché Interventi volti alla riduzione del rischio idrogeologico; 
  • messa in sicurezza e riqualificazione delle Infrastrutture stradali e degli edifici pubblici, con particolare riferimento a quelli scolastici e a quelli destinati ai Servizi per la Prima Infanzia, alle Strutture pubbliche con funzioni socio-assistenziali e alle Strutture di maggiore fruizione pubblica; 
  • riqualificazione e accrescimento dell’efficienza energetica del Patrimonio edilizio pubblico, nonché realizzazione di Impianti di produzione e distribuzione di Energia da fonti rinnovabili, nel rispetto della normativa in materia di tutela dei valori storico paesaggistici; 
  • acquisizione e riqualificazione di terreni e di edifici in stato di abbandono o di degrado, anche al fine di sostenere l’imprenditoria giovanile per l’avvio di nuove attività turistiche e commerciali volte alla valorizzazione e alla promozione del territorio e dei suoi prodotti. In particolare, i piccoli Comuni possono adottare misure volte all’acquisizione e alla riqualificazione di immobili al fine di contrastare l’abbandono: 
  • di terreni, per prevenire le cause dei fenomeni di dissesto idrogeologico e la perdita di biodiversità e assicurare l’esecuzione delle operazioni di gestione sostenibile del bosco, anche di tipo naturalistico, nonché la bonifica dei terreni agricoli e forestali e la regimazione delle acque, compresi gli interventi di miglioramento naturalistico e ripristino ambientale; 
  • di edifici in stato di abbandono o di degrado, anche allo scopo di prevenire crolli o comunque situazioni di pericolo; 
  • acquisizione di Case cantoniere e del sedime ferroviario dismesso. I piccoli Comuni, anche in forma associata, possono acquisire Stazioni ferroviarie disabilitate o case cantoniere della Società Anas S.p.a., al valore economico definito dai competenti uffici dell’Agenzia del Territorio, ovvero stipulare intese finalizzate al loro recupero, per destinarle, anche attraverso la concessione in comodato a favore di Organizzazioni di volontariato, a presìdi di Protezione civile e salvaguardia del Territorio ovvero a sedi di promozione dei prodotti tipici locali o ad altre attività di interesse comunale. I piccoli Comuni possono inoltre acquisire il sedime ferroviario dismesso e non recuperabile all’esercizio ferroviario, da utilizzare principalmente per la destinazione a Piste ciclabili, in conformità agli strumenti di programmazione della Rete ciclabile eventualmente previsti a livello nazionale e regionale; 
  • recupero e riqualificazione urbana dei Centri storici, anche ai fini della realizzazione di Alberghi diffusi. I piccoli Comuni possono inoltre individuare, all’interno del perimetro dei Centri storici, zone di particolare pregio, dal punto di vista della tutela dei Beni architettonici e culturali, nelle quali realizzare Interventi integrati pubblici e privati finalizzati alla Riqualificazione urbana, nel rispetto delle tipologie costruttive e delle strutture originarie, attraverso gli strumenti a tale fine previsti dalla vigente normativa statale e regionale in materia. Detti Interventi integrati, prevedono: il risanamento, la conservazione e il recupero del Patrimonio edilizio da parte di soggetti privati; la realizzazione di Opere pubbliche o di interesse pubblico, nel rispetto dei caratteri identificativi e tipici delle zone; la manutenzione straordinaria dei Beni pubblici già esistenti da parte dell’Ente Locale e il riuso del patrimonio edilizio inutilizzato; il miglioramento e l’adeguamento degli arredi e dei servizi urbani; gli interventi finalizzati al consolidamento statico e antisismico degli edifici storici nonché alla loro Riqualificazione energetica; la realizzazione di Infrastrutture e Servizi adeguati; il miglioramento del Decoro urbano e dei Servizi urbani quali l’apertura e la gestione di Siti di rilevanza storica, artistica e culturale;
  • salvaguardia e recupero dei Beni culturali, storici, artistici e librari, anche stipulando Convenzioni con le Diocesi della Chiesa cattolica e con le Rappresentanze delle altre Confessioni religiose che hanno concluso Intese con lo Stato, relativamente ai beni degli Enti ecclesiastici o degli Enti delle Confessioni religiose civilmente riconosciuti; 
  • recupero dei pascoli montani, anche al fine di favorire la produzione di carni e di formaggi di qualità. 

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