Sicilia, Lombardia e Campania le regioni che hanno catalizzato ad oggi più risorse

Dossier a cura di Centro Studi Enti Locali

Una recente indagine dell’Eurobarometro ha messo in evidenza che c’è, tra gli italiani, una conoscenza e consapevolezza dell’esistenza di strumenti come il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e il Next generation EU, di gran lunga superiore rispetto al resto del continente. Mediamente solo un cittadino europeo su due (51%) è risultato essere consapevole del fatto che sono stati varati dei piani per rilanciare la ripresa economica e sociale degli Stati membri alla luce della profonda crisi innescata dalla pandemia. In Italia, la quota di cittadini che si è detta invece al corrente dell’esistenza del PNRR, quando le è stata rivolta la stessa domanda, è stata pari al 74%.

Il 62% degli intervistati italiani ha dichiarato di aver visto, sentito o letto qualcosa sul Next generation EU (contro una media UE ferma al 33% e Paesi come Germania e Francia rispettivamente a quota 22% e 23%) e otto italiani su dieci (contro il 50% UE) hanno espresso una valutazione positiva sulla scelta, operata dagli Stati membri, di sostenersi finanziariamente a vicenda per uscire più forti dalla crisi innescata dal “Covid-19”.

Si tratta di segnali molto positivi che attestano che il combinato disposto di quanto fatto nell’arco degli ultimi due anni da istituzioni, media e operatori di settore per far capire ai cittadini quanto fosse cruciale l’importanza del piano, è stata molto più efficace in Italia che altrove.

Ancora più fondamentale è chiaramente assicurarsi la buona riuscita di quanto programmato. All’indomani dell’approvazione del Decreto PNRR Ter che riscriverà, in parte, le regole del gioco, Centro Studi Enti Locali ha posto l’attenzione sull’entità e la distribuzione territoriale delle risorse finora assegnate in attuazione del Piano.

Stando a quanto emerge dai dati presenti al 17 febbraio 2023 in Regis (sistema sviluppato dalla Ragioneria generale dello Stato per il monitoraggio e la rendicontazione dei progetti PNRR) e analizzati da Centro Studi Enti Locali, sono stati ripartiti, un totale di 72,84 miliardi di euro. A livello territoriale, questi sono destinati per il 39% al sud, per il 30% al nord e per il 15% al centro. Le restanti risorse sono in parte senza attribuzione territoriale specifica (2%) e in parte destinate a più regioni (11%) o tutte le regioni (2%).

Riparto territoriale delle Risorse PNRR
ImportoIncidenza %
Nord€ 21,74 mld29,85 %
Centro€ 11,06 mld15,19 %
Sud€ 28,56 mld39,21 %
Tutte le regioni€ 1,6 mld2,19 %
Multi Regione€ 8,12 mld11,15 %
Senza attribuzione€ 1,75 mld2,40 %
Totale complessivo€ 72,84 mld100,000%

                           Fonte Regis (dati al 17 febbraio 2023)

Ma quali sono le regioni che ad oggi hanno attratto più fondi derivanti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza?

Ad oggi sono Sicilia, Lombardia e Campania le tre regioni sul podio: gli avvisi e i bandi PNRR che si sono già conclusi e si sono tradotti in graduatorie definitive hanno assegnato rispettivamente 7 miliardi e 130 milioni, 7 miliardi e 112 milioni e 6 miliardi e 216 milioni a questi territori.

A seguire, la Puglia con 5,8 miliardi, il Lazio con quasi 5,5 miliardi, il Piemonte (quasi 3,9 miliardi), l’Emilia-Romagna (quasi 3,8 miliardi) e la Calabria (3.450 milioni di euro).

E ancora, la Toscana si è assicurata finanziamenti per un totale di 3 miliardi e 326mila euro, in linea con il Veneto che è a poco meno di 3,3 miliardi. La Sardegna è, ad oggi, germa a quota 2,6 miliardi, seguita da Liguria (1,8 miliardi circa), Abruzzo (1,5 miliardi), Marche (1,3 miliardi), Basilicata (1 miliardo) e Umbria (931 milioni).

Chiudono il cerchio il Trentino Alto Adige (823 milioni), il Molise (700 milioni) e la Valle d’Aosta (178 milioni).

Distribuzione risorse per regione   
RegioneImporto%
UMBRIA931.250.0001%
FRIULI-VENEZIA GIULI903.610.0001%
TRENTINO-ALTO ADIGE823.960.0001%
MOLISE700.430.0001%
VALLE D’AOSTA177.990.0000%
Multi Regione8.119.980.00011%
SICILIA7.130.240.00010%
LOMBARDIA7.112.550.00010%
CAMPANIA6.216.960.0009%
PUGLIA5.839.130.0008%
LAZIO5.466.700.0008%
PIEMONTE3.880.840.0005%
EMILIA-ROMAGNA3.763.820.0005%
CALABRIA3.450.750.0005%
TOSCANA3.326.390.0005%
VENETO3.295.430.0005%
SARDEGNA2.656.530.0004%
LIGURIA1.786.270.0002%
Nessuna localizzazione1.750.000.0002%
Ambito nazionale1.597.970.0002%
ABRUZZO1.507.080.0002%
MARCHE1.339.650.0002%
BASILICATA1.059.970.0001%
Totale complessivo72.837.500.000

Elaborazione Centro Studi Enti Locali basata su dati Regis (al 17 febbraio 2023)

L’amministrazione centrale che ha ripartito la fetta più grande di queste ingenti risorse è il Ministero delle Infrastrutture e del Trasporti che ha avuto il compito di gestire avvisi e graduatorie che hanno portato, ad oggi, all’assegnazione di oltre 19 miliardi. Seguono il Viminale, con quasi 12 miliardi, il Ministero della Salute (11,4 miliardi), il Ministero dell’Istruzione e del merito (9,2 miliardi) e il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha assegnato poco meno di 7 miliardi.

Amministrazioni centrali che hanno ripartito le risorse
AmministrazioneImporto
MIM – Istr e Merito€ 9,23 mld
MASAF – Agr SovAl Fo€ 885,04 mln
PCM – Dip Trasf Dig€ 6,99 mld
PCM – Dip Polit Coes€ 634,81 mln
MiTur – Min Turismo€ 490,3 mln
MASE – Amb Sic Ener€ 4,85 mld
MIG – Min Giustizia€ 411,74 mln
PCM – Dip Funz Pubbl€ 350,3 mln
MUR – Min Uni e Ric€ 300 mln
MLPS – Min Lav Pol S€ 2,74 mld
MIC – Min Cultura€ 2,04 mld
MIT – Infr e Trasp€ 19,32 mld
PCM – Dip Prot Civil€ 1,2 mld
PCM – Dip Aff RegAut€ 125,26 mln
MINT – Min Interno€ 11,88 mld
MS – Min Salute€ 11,4 mld
Totale complessivo€ 72,84 mld

Fonte Regis

Infine, uno sguardo ai soggetti attuatori che hanno catalizzato queste risorse e che avranno ora il compito di portare a termine i progetti finanziati dai fondi comunitari. Una elaborazione di Centro Studi Enti Locali basata su dati Regis e altri open data, aggiornati al 31 dicembre 2022, ha messo in evidenza come, in questa prima fase, siano stati comuni, province, regioni e città metropolitane a fare la parte del leone. Gli enti territoriali italiani sono destinatari di oltre la metà delle risorse: poco meno di 38 miliardi sui quasi 70 assegnati al 31 dicembre scorso.

Tra i principali “azionisti” delle restanti risorse del PNRR già assegnate troviamo: Infratel italia, società in house del Ministero dello Sviluppo economico (soggetto attuatore della Strategia Nazionale per la Banda Ultralarga, che ha ottenuto oltre 6,4 miliardi di finanziamenti) e Rete Ferroviaria Italiana (azienda pubblica che gestisce l’infrastruttura ferroviaria nazionale e che si è aggiudicata quasi 5,4 miliardi). Quasi 2,3 miliardi sono stati assegnati a gestori del servizio idrico, consorzi di bonifica, regioni ed enti strumentali, oltre 600 milioni alle imprese, 300 milioni alle Università, 100 milioni ai musei statali. A gestori privati e pubblici di teatri e cinema sono andati rispettivamente circa 99 e 89 milioni di euro.

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