“Pnrr”: sono 23 le riforme legate al “Piano” che devono essere approvate o attuate entro il 2021

“Pnrr”: sono 23 le riforme legate al “Piano” che devono essere approvate o attuate entro il 2021

Come emerge dalla roadmap diffusa da Palazzo Chigi legata al “Pnrr” e destinata ai Ministri, tra le 63 riforme legate al “Piano” ben 23 devono essere approvate o attuate entro il 2021.

Particolarmente importante, tra le riforme previste, quella relativa alla lotta all’evasione fiscale (il target fissato dall’Esecutivo è una riduzione della propensione all’evasione pari almeno al 15% rispetto al 2019, eccezion fatta per Accise e Imu) che dovrebbe essere perseguita anche attraverso l’istituzione di una serie di incentivi mirati per i consumatori.

Nei piani del Governo diffusi attraverso la citata roadmap, viene menzionato anche il proposito di ridurre ulteriormente, a 30 giorni (60 per la Sanità), i tempi di pagamento della P.A. entro fine del 2023. Inoltre, si parla di una maggiore attenzione alla dimensione digitale per portare a 2,3 milioni le Dichiarazioni Iva pre-compilate entro giugno 2023 e ad un +40% le “Lettere di conformità” entro il 2024 e sanzioni amministrative contro gli esercenti che rifiutino pagamenti tramite Pos. 

È prevista inoltre una revisione della spesa pubblica tra il 2023 e il 2025 per realizzare “risparmi diretti a sostenere le finanze pubbliche o finanziare una riforma fiscale o riforme della spesa pubblica favorevoli alla crescita”, e già entro dicembre 2021 sono previste norme per “migliorare l’efficacia della revisione della spesa” con un ruolo rafforzato del Mef.

Tra le ulteriori 20 riforme attese entro l’anno (che si sommano alle 3 che sono già state varate: P.A., Giustizia e Semplificazioni/governancePnrr”), si segnalano: la riforma “Cloud first e interoperabilità” e l’adozione di norme per dare alla P.A. la possibilità di acquistare soluzioni Ict in maniera più tempestiva ed efficace; la semplificazione delle procedure e rafforzamento dei poteri del Commissario nelle Zone economiche speciali.

Dovrebbero inoltre essere varate, sempre entro fine anno 2021, una norma che introduca ulteriori semplificazioni del Sistema degli Appalti pubblici, una riforma della Rete ferroviaria, la revisione delle Lauree abilitanti e dei Dottorati al fine di semplificare l’accesso alle Professioni e la sinergia con le Imprese e i Centri di ricerca così da potenziale la ricerca applicata. Nell’ambito della riforma delle Politiche attive del Lavoro, il Ministero entro l’anno è chiamato a introdurre la “Garanzia di occupabilità dei lavoratori” per i disoccupati insieme a un “Piano nazionale nuove competenze”.

Qui il quadro completo delle riforme programmate.


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