Politica di coesione UE: Anci rilancia il ruolo strategico di Comuni e Città nel nuovo bilancio europeo

Nel confronto sul prossimo “Quadro finanziario pluriennale” 2028-2034 dell’Unione Europea, Anci chiede di rafforzare il ruolo delle Autonomie locali nella futura Politica di Coesione, proponendo una governance che valorizzi l’esperienza maturata dai Comuni nella gestione del “Pnrr” e garantisca loro un accesso più diretto alle risorse europee

Nel confronto sul prossimo “Quadro finanziario pluriennale” (“Qfp”)2028-2034 dell’Unione Europea, Anci chiede di rafforzare il ruolo delle Autonomie locali nella futura Politica di coesione, proponendo una governance che valorizzi l’esperienza maturata dai Comuni nella gestione del “Pnrr” e garantisca loro un accesso più diretto alle risorse europee. La posizione dell’Associazione è stata ribadita, sia nella Nota presentata in Audizione alle Commissioni Bilancio e Politiche dell’Unione Europea del Parlamento, sia in una successiva Lettera inviata ai Rappresentanti italiani presso il Comitato europeo delle Regioni.

La Proposta della Commissione Europea prevede un “Quadro finanziario pluriennale” da 1.985 miliardi di Euro e introduce, tra le principali innovazioni, il “Fondo per i Piani di partenariato nazionale e regionale”, destinato ad accorpare la Politica di coesione e la Politica agricola comune. Secondo Anci, il nuovo Modello riprende positivamente alcuni elementi che hanno caratterizzato l’attuazione del “Pnrr”, quali la forte regia nazionale, la riduzione della frammentazione programmatoria, l’orientamento ai risultati e la semplificazione amministrativa.

L’Associazione evidenzia come proprio l’esperienza del “Pnrr” abbia dimostrato la capacità degli Enti Locali di tradurre efficacemente le risorse europee in investimenti concreti: i Comuni italiani hanno infatti gestito direttamente circa 40 miliardi di Euro, contribuendo in modo determinante alla realizzazione degli interventi sul territorio. Al tempo stesso, Anci richiama le difficoltà che ancora caratterizzano la Politica di coesione, ricordando che, a fine 2025, la spesa della Programmazione 2021-2027 risultava ancora ferma al 15%.

Partendo da queste considerazioni, l’Associazione formula una serie di proposte per la nuova Programmazione europea. Tra le richieste principali figurano, il rafforzamento della Politica di coesione, l’introduzione di una quota vincolata di risorse destinata direttamente a Comuni e Città, la previsione di specifici Programmi nazionali dedicati agli Enti Locali, e l’estensione dell’accesso ai finanziamenti anche ai Comuni appartenenti alle Regioni più sviluppate o in transizione, evitando che le risorse siano concentrate esclusivamente nei territori meno sviluppati. Anci propone inoltre di attribuire agli Enti Locali, non soltanto il ruolo di beneficiari, ma anche quello di soggetti direttamente coinvolti nella gestione delle risorse, sul modello delle esperienze maturate con il “Pon Metro” e con il “Pnrr”.

Nella nota si sottolinea inoltre l’opportunità di istituire uno o più Programmi nazionali dedicati ai Comuni e alle Città, articolati per Città metropolitane, Comuni capoluogo, Aree vaste, piccoli Comuni e Aree interne, affinché nessun territorio resti escluso dalla futura programmazione. Particolare attenzione viene riservata ai Settori nei quali gli Enti Locali esercitano competenze fondamentali, quali Sicurezza urbana, Inclusione sociale, Diritto all’abitare, Transizione energetica, Resilienza idrica e Mobilità sostenibile. Anci chiede infine il rafforzamento dell’European Urban Initiative, che già consente il finanziamento diretto di Progetti urbani innovativi da parte della Commissione Europea.

Le stesse posizioni sono state rilanciate dal Presidente di Anci, Gaetano Manfredi, e dal Delegato alle Politiche comunitarie e internazionali, Stefano Lo Russo, che hanno ribadito come la futura Politica di coesione debba coniugare semplificazione e orientamento ai risultati con una piena valorizzazione del ruolo strategico delle Autonomie locali. Secondo Anci, il nuovo assetto dovrà assicurare ai Comuni un coinvolgimento stabile nella definizione e nell’attuazione delle strategie territoriali, facendo tesoro delle competenze amministrative consolidate durante l’attuazione del “Pnrr” e rafforzando la capacità di risposta ai bisogni delle Comunità locali.