Polizia locale: cessazione per mobilità e vincoli assunzionali

Polizia locale: cessazione per mobilità e vincoli assunzionali

Nella Delibera n. 153 del 18 aprile 2019 della Corte dei conti Lombardia, un Sindaco ha chiesto un parere in merito all’ambito di applicabilità dell’art. 35-bis del Dl. n. 113/2018, convertito nella Legge n. 132/2018. Più nel dettaglio, la questione verte sulla possibilità di procedere con l’assunzione mediante procedura concorsuale di un Agente di Polizia locale, in sostituzione di altro presente in dotazione organica ed in uscita per mobilità nel corso del 2019. L’art. 35-bis del Dl. n. 113/2018 sopra citato dispone che, “…al fine di rafforzare le attività connesse al controllo del territorio e di potenziare gli interventi in materia di Sicurezza urbana, í Comuni che nel triennio 2016-2018 hanno rispettato gli obiettivi dei vincoli di finanza pubblica possono, nell’anno 2019, in deroga alle disposizioni di cui all’art. 1, comma 228, della Legge n. 208/2015, assumere a tempo indeterminato personale di Polizia municipale, nel limite della spesa sostenuta per detto personale nell’anno 2016 e fermo restando il conseguimento degli equilibri di bilancio. Le cessazioni nell’anno 2018 del predetto personale non rilevano ai fini del calcolo delle facoltà assunzionali del restante personale…”. Secondo la Sezione, l’articolo in questione ha inteso ampliare, esclusivamente per il personale appartenente alla Polizia municipale, il limite di spesa per il 2019, introducendo il parametro della stessa spesa sostenuta per il medesimo personale nel 2016, sul presupposto che tale riferimento temporale possa essere considerato maggiormente favorevole. Nulla invece è stato disposto, in relazione alla normativa (art. 14, comma 7 del Dl. n. 95/2012, convertito dalla Legge n. 135/2012) relativa al turn-over conseguente al reclutamento di personale derivante da mobilità volontaria, il quale com’è noto risulta essere irrilevante e “neutro” non costituendo, ai fini del calcolo della capacità assunzionale, né nuova assunzione per l’Ente ricevente, né cessazione per l’Ente cedente. Quest’ultimo infatti potrà sostituire tale unità soltanto ricorrendo a sua volta ad un’analoga procedura di mobilità in entrata.


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