Polizia locale: comunicate le modalità di rimborso delle spese sostenute per corresponsione equo indennizzo e spese degenza per causa di servizio

Con la Circolare n. 17 del 16 febbraio 2023, il Ministero dell’Interno-Direzione centrale della Finanza locale, ha fornito una serie di indicazioni relative alle modalità di rimborso delle spese sostenute dai Comuni per la corresponsione al personale della Polizia locale dell’equo indennizzo e del rimborso delle spese di degenza per causa di servizio.

Il Provvedimento è stato emanato in attuazione del Decreto interministeriale 4 settembre 2017, a sua volta attuativo dell’art. 7, comma 2-ter, del Dl. 20 febbraio 2017, n. 14, convertito con modificazioni dalla Legge 18 aprile 2017, n. 48 (c.d. Decreto “Sicurezza urbana”).

Sono legittimati a chiedere i rimborsi solo i Comuni e per gli eventi verificatisi esclusivamente dal 22 aprile 2017; l’invio del Certificato è obbligatorio esclusivamente se si intende chiedere il contributo.

Le richieste da parte dei Comuni – Modello “A” allegato al Decreto interministeriale 4 settembre 2017 – devono essere inviate con modalità esclusivamente telematica, tramite il Sistema “Certificazioni Enti Locali” (“Arca Certificati” “Tbel”, “altri certificati”), accessibile dal sito internet della Direzione centrale, entro le ore 24,00 del 31 marzo 2023.

Le richieste ed altra documentazione eventualmente trasmesse con modalità e termini diversi da quelli previsti non saranno ritenute valide ai fini dell’attribuzione del contributo in esame. 

Si ricorda che, per “istituto dell’equo indennizzo”, si intende quanto previsto per la perdita dell’integrità fisica riconosciuta dipendente da causa di servizio dall’art. 68 del Dpr. n. 3/57, recepito dal Dpr. n. 461/01, mentre con l’espressione “rimborso delle spese di degenza per causa di servizio” si fa invece riferimento ai ricoveri in Istituti sanitari pubblici o privati convenzionati, conseguenti a ferite o lesioni riportate nell’espletamento di servizi di Polizia o di Soccorso pubblico, ovvero nello svolgimento di attività operative o addestrative, riconosciute dipendenti da causa di servizio, con esclusione delle cure balneo-termali, idropiniche e inalatorie.

I dati trasmessi possono essere rettificati – sempre entro il 31 marzo – accedendo, all’interno della medesima Piattaforma telematica alla Sezione “Richiesta di dati agli Enti” (funzione “Richieste aperte”) e inviando una nuova richiesta che annulla e sostituisce la precedente.

La Certificazione deve essere firmata digitalmente dal Segretario comunale e dal Responsabile del “Servizio Finanziario”.

Dopo la spedizione del Modello, l’Ente riceverà una Pec che conferma l’avvenuta acquisizione dello stesso da parte del Viminale.

Ove i contributi richiesti dai Comuni dovessero sforare l’attuale disponibilità di bilancio, a ciascun Ente verrà corrisposto un acconto proporzionale. Il saldo spettante a ciascuna Amministrazione coinvolta sarà corrisposto dopo l’integrazione delle risorse iscritte su apposito Capitolo dello Stato di previsione del Viminale in conseguenza dell’attivazione della “clausola di salvaguardia” prevista dal comma 2-sexies dell’art. 7, del citato Dl. n. 14/2017.

Il Viminale avvierà una specifica attività di monitoraggio della spesa in oggetto ed eseguirà, anche a campione, verifiche della documentazione relativa alla liquidazione delle istanze accolte presso i Comuni che presenteranno un andamento della spesa particolarmente elevato, anche avvalendosi, mediante apposite Convenzioni, dei Servizi ispettivi di finanza pubblica dell’Ispettorato generale di finanza del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato.

Ove dalle verifiche condotte dovessero emergere spese inammissibili al rimborso, provvederà al recupero delle suddette somme a valere sui trasferimenti a qualsiasi titolo dovuti al Comune interessato.

Riportiamo qui di seguito integralmente i “suggerimenti per i Comuni” indicati al punto 6 della Circolare in commento:

  • Prima di “scaricare” il certificato, accertarsi o procedere ad aggiornare il lettore di file in Pdf (utilizzare esclusivamente il softwareAdobe Reader” che deve essere aggiornato almeno alla versione 11.0). Il mancato aggiornamento compromette il corretto utilizzo del Certificato in Pdf.
  • Prima di “scaricare” il certificato, accertarsi o procedere ad aggiornare l’Elenco dei soggetti firmatari nell’area “configurazione ente”. In particolare, se il Legale rappresentante (Sindaco per il Comune o Presidente per la Provincia) delega ad altro soggetto la firma digitale, ad esempio al Responsabile finanziario, nell’Elenco dei soggetti firmatari il Responsabile finanziario deve essere censito sia come Responsabile finanziario che come rappresentante dell’Ente. Se l’aggiornamento dell’Elenco dei soggetti firmatari viene effettuato dopo l’upload del Certificato in Pdf arriverà una Pec di errore. In tale circostanza procedere a: annullare il Certificato “scaricato” tramite la procedura presente sul “Tbel” (ricordarsi di digitare “conferma” nella procedura di richiesta annullamento dopo aver sinteticamente indicato il motivo della richiesta di annullamento);
  • Attendere la Pec di conferma di avvenuto annullamento del Certificato (la maggior parte degli errori nel censimento delle firme è rappresentato dall’errata digitazione del Codice fiscale);
  • Procedere a “scaricare” il Certificato;
  • Dopo avere compilato tutti i campi presenti nel Documento, digitando il tasto “conferma” apparirà un messaggio di invito ad apporre le firme esterne al Documento (modalità P7M);
  • Dopo avere apposto le firme digitali, tramite il “Tbel” procedere all’invio del Certificato (upload) al quale seguirà una Pec di avvenuta ricezione dello stesso da parte della Direzione centrale della Finanza locale;
  • Nel caso la Pec indichi errori nella certificazione (non corrispondenza firme, non compilato in tutte le sue parti (mancano gli “zeri” nei campi dove l’Ente non ritiene di dover inserire dati, ecc.) nella quasi totalità dei casi l’Ente ha commesso un errore nell’applicazione delle varie fasi sopra indicate. In tale circostanza, procedere all’annullamento del Certificato nelle modalità sopra descritte e successivamente, prima di effettuare un nuovo download del certificato verificare di avere correttamente effettuato tutte le procedure sopra riportate.