Polizia locale: il trattamento accessorio non può essere finanziato con i proventi delle sanzioni del “Codice della strada”

Polizia locale: il trattamento accessorio non può essere finanziato con i proventi delle sanzioni del “Codice della strada”

Nella Delibera n. 151 del 6 luglio 2016 della Corte dei conti Abruzzo, un Sindaco chiede un parere relativo alla corretta applicazione dell’art. 208, comma 5-bis del Dlgs. n. 285/92. In particolare, viene chiesto se sia possibile ricomprendere, tra le finalità a cui deve essere obbligatoriamente devoluta una quota dei proventi delle sanzioni pecuniarie amministrative (pari al 50%), anche il finanziamento del trattamento accessorio del personale della Polizia locale investito di specifiche responsabilità in relazione alla prevenzione di illeciti latamente connessi con la circolazione stradale, ovvero lesivi del godimento delle infrastrutture destinate alla viabilità. La Sezione afferma che i Comuni non sono legittimati ad alimentare i fondi per il trattamento accessorio del personale investito di specifiche responsabilità, connesse alla circolazione stradale, con i proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie del “Codice della strada”, se non ai sensi dell’art. 15, comma 5, del Ccnl. 1° aprile 1999. Inoltre, viene domandato se l’attribuzione di tali risorse al trattamento accessorio possa consentire un incremento del tetto di cui all’art. 1, comma 236, della Legge n. 208/15. La Sezione statuisce che, indipendentemente dalle modalità di finanziamento, le risorse destinate al trattamento accessorio del personale dipendente dalle Pubbliche Amministrazioni devono rispettare il tetto disciplinato dall’art. 1, comma 26, della Legge n. 208/15.


Related Articles

Associazionismo comunale: la proposta di autoriforma presentata dall’Anci alla Camera

Dopo il Ddl. Morassut e Ranucci che propone di portare da 20 a 12 le attuali Regioni, anche i Comuni

“Covid-19”: la road map delle riaperture e le anticipazioni sulle misure per il sostegno all’Economia

A partire dal 26 aprile 2021 torneranno ufficialmente le “zone gialle”. Dopo settimane in cui il Governo aveva deciso di

Appello nel rito appalti: motivi aggiunti ammissibili solo al fine di dedurre ulteriori vizi degli atti già censurati in primo grado

Nella Sentenza n. 1633 del 7 aprile 2017 del Consiglio di Stato, i Giudici si esprimono sull’ammissibilità, nell’ambito del rito