Principio di equivalenza: si applica agli appalti di servizi anche in assenza di un’espressa previsione del bando

Principio di equivalenza: si applica agli appalti di servizi anche in assenza di un’espressa previsione del bando

Nella Sentenza n. 4353 del 7 giugno 2021 del Consiglio di Stato, i Giudici rilevano che il Principio di equivalenza di cui all’art. 68 del Dlgs. n. 50/2016 (“Codice dei Contratti pubblici”)  trova applicazione ex lege anche negli appalti di servizi, come ad abundantiam reso evidente dall’Allegato XIII, comma 1, lett. b), del medesimo “Codice”, ove si precisa che, “nel caso di appalti pubblici di servizi o di forniture”,per“specifiche tecniche” – dizione utilizzata nella rubrica dell’art. 68 citato – si intendono “le specifiche contenute in un documento, che definiscono le caratteristiche richieste di un prodotto o di un servizio, tra cui i livelli di qualità, i livelli di prestazione ambientale e le ripercussioni sul clima, una progettazione che tenga conto di tutte le esigenze (compresa l’accessibilità per le persone con disabilità) e la valutazione della conformità, la proprietà d’uso, l’uso del prodotto, la sicurezza o le dimensioni, compresi i requisiti applicabili al prodotto quali la denominazione di vendita, la terminologia, i simboli, il collaudo e i metodi di prova, l’imballaggio, la marcatura e l’etichettatura, le istruzioni per l’uso, i processi e i metodi di produzione ad ogni stadio del ciclo di vita della fornitura o dei servizi, nonché le procedure di valutazione della conformità”. Il Principio di equivalenza trova applicazione anche in assenza di un’espressa previsione del bando, in quanto Principio generale della materia degli appalti pubblici. Tale circostanza non è superflua, ma riveste un rilievo oggettivo. Infatti, anche in virtù di tale richiamo, trae ulteriore conferma la conclusione secondo cui le “caratteristiche minime stabilite nella documentazione di gara” non debbono intendersi come vincolanti nel quomodo, ma soltanto quoad effectum. In sostanza, le offerte rispettano la lex specialis ove comunque capaci di conseguire il fine ultimo dell’affidamento, consistente – nel caso di specie – nel miglioramento delle percentuali di raccolta differenziata. L’apprezzamento operato in proposito dalla Stazione appaltante ha natura tecnico-discrezionale ed è, come tale, sindacabile in sede giurisdizionale solo ab externo in presenza di macroscopiche abnormità, afferendo al margine di valutazione ex lege riservato all’Amministrazione. Tale apprezzamento inoltre non deve esternarsi in una specifica dichiarazione (invero non richiesta da alcuna norma), ma è implicito nell’attribuzione di punteggio al concorrente.


Related Articles

Parafarmacie: legittima l’installazione dell’insegna “a bandiera” a forma di croce

Nella Sentenza n. 520 del 21 marzo 2016 del Tar Toscana, un Comune ha negato ad una Società, la ricorrente,

Contenzioso: ammissibili gli atti prodotti in ritardo se il contribuente era assente per motivi lavorativi

Nella Sentenza n. 24995 del 19 novembre 2014 della Corte di Cassazione, i Giudici di legittimità osservano che l’art. 32,

Delegata Anci Pari opportunità: “Con Pnrr superare diseguaglianze donne lavoratrici e madri”

“Pnrr” come occasione per ridisegnare le nostre economie in modo giusto ed equo e per portare “i servizi educativi da

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Only registered users can comment.