Procedura di gara: per il Tar Venezia il Rup ne è il dominus

Procedura di gara: per il Tar Venezia il Rup ne è il dominus

Nella Sentenza 695 del 27 giugno 2018 del Tar Venezia, la questione controversa riguarda l’interpretazione dell’art. 31 Dlgs. n. 50/16. Tale articolo al comma 3 stabilisce che “il Rup, ai sensi della Legge n. 241/90, svolge tutti i compiti relativi alle procedure di programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione previste dal presente Codice, che non siano specificatamente attribuiti ad altri organi o soggetti” (il successivo comma 4 declina in modo puntuale, poi, una serie di compiti del Rup “oltre” a quelli specificatamente previsti da altre disposizioni del “Codice”). La giurisprudenza amministrativa, nell’interpretare il citato art. 31, comma 3, del Dlgs. n. 50/16 (il quale, peraltro, amplia la dizione normativa del previgente art. 10, comma 2, del Dlgs. n. 163/06), ha stabilito che la disposizione richiamata delinea la competenza del Rup in termini residuali, competenza che si estende anche all’adozione dei provvedimenti di esclusione delle partecipanti alla gara. Inoltre, i Giudici veneti precisano che quanto sopra affermato coglie bene la volontà del Legislatore (racchiusa nella richiamata disposizione) di identificare nel Rup il dominus della procedura di gara, in quanto titolare di tutti i compiti prescritti, salve specifiche competenze affidate ad altri soggetti. Anche dopo l’intervento correttivo recato dal Dlgs. n. 56/2017 resta confermata “l’assoluta centralità del ruolo del Rup nell’ambito dell’intero ciclo dell’appalto, nonché le cruciali funzioni di garanzia, di trasparenza e di efficacia dell’azione amministrativa che ne ispirano la disciplina codicistica”.


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