Progressioni verticali: limiti all’applicabilità della disciplina derogatoria prevista dal Dlgs. n. 75/2017

Progressioni verticali: limiti all’applicabilità della disciplina derogatoria prevista dal Dlgs. n. 75/2017

Nella Delibera n. 71 dell’8 luglio 2019 della Corte dei conti Puglia, un Sindaco ha chiesto un parere in materia di progressioni verticali del personale dipendente ex art. 22, comma 15, del Dlgs. n. 75/2017. Detta disposizione ha disciplinato, in chiave derogatoria rispetto alla disciplina generale (art. 52, comma 1-bis del Dlgs. n. 165/2001) ancorché in via transitoria, un’ipotesi particolare di progressioni verticali, facoltizzando per il triennio 2018-2020 procedure selettive interamente riservate ai dipendenti. In proposito, non assume alcun rilievo la circostanza che l’operatività della disposizione in esame, letta secondo i canoni ineludibili dell’interpretazione letterale (art. 12 delle disposizioni preliminari al Codice civile), possa essere in concreto inibita dalle ridotte dimensioni delle Amministrazioni interessate e dalle connesse limitate capacità assunzionali consentite dalla legislazione vigente. Ciò in quanto la disciplina di che trattasi ha introdotto una mera facoltà, esercitabile nei limiti di altre pertinenti disposizioni, tra cui quelle in tema di capacità assunzionali. In sostanza, quindi, la Sezione puntualizza che l’art. 22, comma 15, Dlgs. n. 75/2017, è chiaro laddove prevede che “il numero di posti per tali procedure selettive riservate non può superare il 20% di quelli previsti nei ‘Piani dei fabbisogni’ come nuove assunzioni consentite per la relativa area o categoria”, cioè prescrive che tale percentuale del 20% debba riguardare il numero di posti previsti per i concorsi di pari categoria e non il numero di posti previsti per i concorsi di qualsiasi categoria. Ed è così chiaro, proprio perché in caso contrario si finirebbe per attuare le progressioni verticali consentite dalla ridetta disposizione con l’obiettivo della valorizzazione delle professionalità interne, soltanto a vantaggio di talune aree o categorie ed “a spese” delle altre.


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