Proposte migliorative dell’offerta: le valutazioni della Commissione giudicatrice sono espressione di discrezionalità tecnica

Nella Delibera n. 130 del 12 febbraio 2020 dell’Anac, una Società contesta la Determinazione della stazione appaltante avente ad oggetto l’approvazione, sia dei verbali di gara che della proposta di aggiudicazione della Commissione giudicatrice della gara indetta per l’affidamento dei lavori di ristrutturazione e rifunzionalizzazione di un immobile esistente, di proprietà comunale, da adibire a Centro polifunzionale. Nello specifico, con la richiesta di parere, l’istante contesta la graduatoria approvata e la collocazione in essa degli operatori economici tra cui l’aggiudicatario, nelle 3 posizioni antecedenti la propria, rilevando discrasie tra le offerte tecniche presentate dai predetti operatori economici e le previsioni del disciplinare di gara, nella parte in cui contengono proposte migliorative ritenendo che le stesse siano in contrasto con il “modello strutturale della legge di gara”.

L’Anac afferma che il bando può prevedere la presentazione di varianti dagli offerenti, le quali devono avere un livello di definizione pari a quello del progetto messo a gara ed essere coerenti con lo stesso senza stravolgerlo.

Inoltre, nelle proposte migliorative “possono rientrare tutte le precisazioni, integrazioni e migliorie attuate allo scopo di rendere il progetto prescelto meglio rispondente alle esigenze della stazione appaltante, a condizione che non vengano modificati e alterati i caratteri essenziali delle prestazioni richieste”.

Considerato poi che le valutazioni della Commissione di gara concernenti le offerte tecniche presentate dai concorrenti, comprensive delle varianti richieste, sono espressione di discrezionalità tecnico-amministrativa e possono essere valutate solo in caso di evidente irragionevolezza o di decisivo errore di fatto, l’Anac ritiene che nel caso di specie non risulti alcuna irragionevolezza né illegittimità dei giudizi espressi dalla Commissione rispetto a quanto previsto nel disciplinare di gara.