Quirinale partita complessa, cosa dicono i sondaggisti

Quirinale partita complessa, cosa dicono i sondaggisti

Elezioni in vista per il Quirinale. Quali sono i nomi in campo per i sondaggisti italiani? Ecco le risposte di Masia, Noto e Mannheimer all’Adnkronos, tra Draghi e Berlusconi in campo, nomi ‘nel cilindro’ e ‘tattica del Palio di Siena’ per una partita davvero complessa. 

MASIA – “Berlusconi, Draghi oppure una terza personalità, il cui nome ancora è nel cilindro, che non escludo possa essere una donna”. Lo dice all’Adnkronos sull’elezione del Capo dello Stato, Fabrizio Masia direttore di Emg Different, società di sondaggi marketing e opinion Research. 

“La partita del Quirinale – dice Masia – è veramente molto complessa. Diciamo che l’unica vera candidatura che teoricamente sul campo pare essere molto forte, solida e robusta, ma non lo dico tanto io, quanto anche le ultime attività di promozione che sono state fatte sui giornali, è quella di Silvio Berlusconi che pare essere appoggiato saldamente dal centro destra, ma che allo stato attuale non avrebbe i numeri ma c’è ancora un folto numero di onorevoli del gruppo misto che in qualche modo potrebbe, magari alla quarta votazione, farlo passare con maggioranza. Difficilmente posso immaginare un Mattarella bis anche perché lui stesso si è tirato più volte indietro. Come seconda possibilità vedo Mario Draghi”. 

“Ecco, in questo momento – prosegue – i nomi forti secondo me sono, da un lato Draghi, anche se non è così facile, e dall’altro Berlusconi. Poi ci sono altre possibilità che vedo francamente più deboli, come Casini (anche se avrebbe i numeri), la Cartabia anche se potrebbe avere consenso”. “Se dovessi scommettere, io personalmente scommetterei su Berlusconi, Draghi, oppure su una personalità terza (che abbia un consenso più trasversale e che consentirebbe di portare avanti la legislatura fino al 2023), il cui nome non è ancora stato fatto e che è tenuta diciamo nel ‘cilindro’. Magari una personalità indicata dal centrodestra, nel caso in cui dovesse venire meno la possibilità per Berlusconi, ma che possa raccogliere un consenso anche a sinistra e da parte dei cinque stelle”, conclude.  

NOTO – “E’ difficile capire chi possa essere il Presidente perché in questo momento siamo come nel gioco della tattica del Palio di Siena: il detto e non detto, i nomi che non ci sono, ma che in realtà ci sono. Ieri Letta ha detto ‘non abbiamo discusso di nomi’ e questo sembra strano nel momento in cui si riunisce il centrosinistra per parlare dell’elezione del capo dello Stato. Quindi è chiaro che i nomi ci sono, ma i nomi ‘pesanti’, i nomi forti, probabilmente non escono ancora perché c’è questo modo ancora un po’ anomalo di individuare i candidati presidenti non alla luce del sole”. Così Antonio Noto, direttore dell’omonima società di ricerca e sondaggi ad Adnkronos.  

“In realtà – ha aggiunto Noto – è vero che la Costituzione giustamente sancisce che l’elezione debba essere effettuata dai parlamentari ed è gusto che sia così, ma dall’altra parte la Costituzione dice che non ci deve essere una campagna elettorale da parte dei candidati presidenti, ma lo spettacolo che si sta avendo somiglia un po’ ad una riunione di carbonari in cui un gruppo di persone cercano di mettersi d’accordo su un nome condiviso’, ma non c’è poi nessuno che si presenta con un profilo e chiede a tutti gli altri partiti presenti in Parlamento di poter essere eletto. Questa sarebbe una cosa secondo me molto più genuina, molto più bella, fatta alla luce del sole e non all’interno dei banchi delle Camere in gran segreto. Quindi fatta così davvero non si capisce niente e sembra solo un ulteriore accordo tra le varie componenti senza una chiara visione di quelli che invece potrebbero essere i candidati”, conclude. 

MANNHEIMER – “Quella del Quirinale è una partita complessa, ma intanto Berlusconi ha già ottenuto un obiettivo: è al centro della vita politica, è riuscito a ritornare dopo che era stato messo un po’ da parte, ora si parla solo di lui. Per il resto, chi ha più probabilità è Draghi, mentre la Cartabia sarebbe una svolta”. Lo dice all’Adnkronos, il sondaggista e sociologo Renato Mannheimer parlando dell’elezione del Presidente della Repubblica. 

“Mattarella – aggiunge – ha ribadito il no che aveva detto da tempo. Non escludiamo, però, la possibilità che i nostri grandi elettori non riescano a mettersi d’accordo e alla fine gli chiedano ‘in ginocchio’ un rinnovo. E allora forse non potrebbe più dire di no, quindi io non lo escluderei. Anche Gianni Letta ha delle possibilità perché potrebbe essere il nome indicato da Berlusconi e su di lui ci sono molte meno preclusioni a sinistra e nel centro. Oppure potrebbe essere il nome che indica Salvini, se Berlusconi rinuncia, come mi sembra probabile, perché tutti i calcoli mostrano che non ha i numeri. Gianni Letta c’è da dire che ha grandi possibilità, ma credo che lui non voglia”. 

“Altre possibilità – conclude – potrebbero essere Casini, Cartabia, Casellati, nomi che circolano. La Cartabia sarebbe eccellente perché è giovane ed esperta, è poi è già stata al governo. Sarebbe una bella svolta”. 

 


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