“Quota 100”: secondo le stime Anci, potrebbe portare al pensionamento anticipato di 50mila dipendenti comunali in 12-18 mesi

“Quota 100”: secondo le stime Anci, potrebbe portare al pensionamento anticipato di 50mila dipendenti comunali in 12-18 mesi

Su scala nazionale, l’entrata in vigore della riforma pensionistica nota come “Quota 100” potrebbe portare all’uscita anticipata dai Comuni italiani di circa 50mila dipendenti in 12-18 mesi, cioè più del 10% del personale oggi in forza a tali Enti. E’ la stima formulata dall’Anci e resa pubblica attraverso una Nota diramata il 5 febbraio 2019 sul proprio sito istituzionale.

In particolare, Anci Toscana ha calcolato che la riduzione del personale dei Comuni del Granducato potrebbe coinvolgere circa 1.200 unità. “L’effetto stimato di quest’emorragia – si legge – per alcuni Capoluoghi avrebbe numeri importanti: – 200 dipendenti a Firenze, – 40 a Lucca, – 14 a Grosseto, – 48 a Pistoia. Mentre per i Comuni più piccoli anche trovarsi con poche unità in meno avrebbe conseguenze nefaste per l’organizzazione del lavoro”.

Una prospettiva, questa, che ha indotto Filippo Nogarin, Sindaco di Livorno e Vice-Presidente di Anci Toscana e di Anci nazionale, a invocare – nel corso dell’Audizione Anci tenutasi il 4 febbraio 2019 in Senato – l’emanazione di una “norma transitoria per sopperire all’esodo”. Nello specifico, è stata auspicata una maggiore flessibilità nel “turn-over” e “più spazio per la spesa del personale e per rendere meno rigidi i vincoli temporali legati alle regole pensionistiche, consentendo la facoltà di utilizzo tempestivo della capacità assunzionali dovute alle cessazioni programmate”.


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