“Rapporto protezione 2015”: l’Italia è il terzo Paese europeo per numero di richieste

“Rapporto protezione 2015”: l’Italia è il terzo Paese europeo per numero di richieste

Sono poco meno di 65.000 le domande di protezione internazionale presentate in Italia nel corso del 2014, un numero nettamente inferiore a quello che ha interessato la Germania (202.815, pari al 32,4% del totale delle domande dell’intera Unione europea) e la Svezia (81.325) ma più che raddoppiato rispetto all’anno precedente. I dati sono emersi in occasione della presentazione del “Rapporto sulla protezione internazionale in Italia 2015” svoltasi ieri nella Sala Conferenze della sede nazionale dell’Anci.

Il compito di farsi portavoce della posizione dei Sindaci italiani è stato affidato al Sindaco di Prato e Delegato Anci all’Immigrazione, Matteo Biffoni.

I numeri – ha detto Biffoni – ci dicono che il fenomeno ha una complessità mondiale oltreché nazionale che può essere risolta non con il ‘richiamo alla paura’ ma tramite un sistema organizzato di accoglienza dove lo ‘Sprar’ funga sistema principale, in modo da mettere gli Enti Locali nelle condizioni di fare la propria parte in maniera funzionale e dignitosa”.

Il Rapporto parla di 121.500 migranti (in misura maggiore eritrei, nigeriani, somali, sudanesi, siriani) giunti sulle coste italiane alla data del 14 settembre 2015 e di circa 59.500.000 di migranti forzati nel mondo. “Di questi i rifugiati che arrivano in Europa – si legge – sono circa il 10% e di questi meno del 3% arriva in Italia, ovvero meno del 3 per mille del totale. Dallo studio emerge ancora che nel 2014 sono state presentate nei 28 Paesi membri dell’Unione europea 626.715 domande di protezione internazionale, con un incremento di quasi 200mila domande rispetto all’anno precedente”. La Germania risulta il Paese con la più alta richiesta nell’Unione (202.815, pari al 32,4% del totale), incrementando il numero di domande del quasi 60% rispetto all’anno precedente.

La proposta lanciata dall’Anci è stata quella di rendere più capillare il Sistema “Sprar”, che ad oggi conta circa 20.000 posti.


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