“Ravvedimento operoso”: inapplicabile dopo la notifica dell’avviso di pagamento

“Ravvedimento operoso”: inapplicabile dopo la notifica dell’avviso di pagamento

Nella Sentenza n. 7608 del 28 marzo 2018 della Corte di Cassazione, un Notaio impugnava un avviso di liquidazione con il quale venivano irrogate dall’Agenzia delle Entrate sanzioni per tardiva registrazione dell’atto da lui rogato, di cui all’art. 69 del Dpr. n. 131/86 (per Imposta di registro ed anche per le Imposte ipotecarie e catastali, in virtù del rinvio operato dall’art. 13 del Dlgs. n. 347/90 al Dpr. n. 131/86), in misura pari al 120% dell’imposta dovuta, per un totale di Euro 64.200,00, assumendo di aver provveduto al pagamento di Euro 8.030,16, a titolo di “ravvedimento” ai sensi dell’art. 13 del Dlgs. n. 472/97.

Il contribuente aveva effettuato il pagamento dopo che l’Amministrazione finanziaria aveva constatato la violazione, mediante la notifica dell’avviso di liquidazione.

I Giudici della Ctr. hanno erroneamente interpretato l’art. 13 citato, ritenendo nella specie perfezionato il “ravvedimento operoso” tardivamente operato dal contribuente. Tale articolo regola l’istituto del cd. “ravvedimento operoso” che, collocato nell’ambito del Sistema sanzionatorio amministrativo tributario, connota di efficacia premiale i comportamenti del contribuente che, riconoscendo di essere incorso nella violazione di una norma tributaria, formale e/o sostanziale, si adoperi per eliminare gli effetti della sua condotta, riconoscendone l’antigiuridicità.

L’art. 13, con una previsione di carattere generale, ha esteso a tutti i tributi l’operatività dell’istituto agevolativo che, come si è detto, consiste nell’effettuare spontaneamente l’adempimento omesso o irregolarmente eseguito oltre i termini originariamente previsti ma nel rispetto di scadenze normativamente predeterminate.

La disposizione è applicabile anche all’Imposta di registro, in quanto l’espressione “dichiarazione” usata nella specie dal Legislatore va intesa in senso lato e, quindi, comprensiva anche della nozione di “atto” o “denuncia”.

L’effetto premiale conseguibile consiste nell’abbattimento delle sanzioni ed è variamente graduato in ragione di tempi e modalità con i quali il contribuente infedele riconosce di essere incorso in condotte illecite e vi pone rimedio secondo le modalità previste. L’art. 13 citato recita che “la sanzione è ridotta, sempreché la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore o i soggetti solidalmente obbligati, abbiano avuto formale conoscenza…”.

Dalla lettura della norma emerge con evidenza che il pagamento di quanto dovuto deve avvenire spontaneamente prima che la violazione sia stata constatata o, comunque, prima che siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali gli interessati abbiano avuto formale conoscenza. Ne consegue che, nella fattispecie in esame, il “ravvedimento operoso” non poteva essere applicato in quanto il Notaio rogante, incorso nella violazione, aveva ricevuto la notifica dell’avviso di irrogazione delle sanzioni in data antecedente al pagamento delle sanzioni in misura ridotta.

di Carolina Vallini


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