“Recovery Fund”: via libera del Consiglio dei Ministri al “Piano nazionale di ripresa e resilienza”

“Recovery Fund”: via libera del Consiglio dei Ministri al “Piano nazionale di ripresa e resilienza”

Il Consiglio dei Ministri, riunitosi nella serata del 12 gennaio 2021 a Palazzo Chigi, ha approvato la proposta di “Piano nazionale di ripresa e resilienza” (Pnrr), che sarà trasmessa alla Camera e al Senato al fine di acquisirne le valutazioni.

Il “Piano” sarà lo strumento cardine che guiderà l’attuazione, in Italia, del programma “Next Generation EU, varato dall’Unione europea per integrare il “Quadro finanziario pluriennale 2021-2027” alla luce dell’impatto socio-economico della pandemia da “Covid-19”.

I 3 Assi strategici sui quali dovranno incardinarsi le azioni volte a favorire il rilancio sono stati individuati congiuntamente a livello comunitario e si sostanziano nelle voci:

  1. Digitalizzazione e Innovazione;
  2. Transizione ecologica;
  3. Inclusione sociale (rafforzamento del ruolo della donna e al contrasto alle discriminazioni di genere, accrescimento competenze, capacità e prospettive occupazionali dei giovani, riequilibrio territoriale e sviluppo del Mezzogiorno).

Il “Piano” si articola in 6 Missioni, che rappresentano “aree tematiche” strutturali di intervento:

  1. Digitalizzazione, Innovazione, Competitività e Cultura;
  2. Rivoluzione verde e Transizione ecologica;
  3. Infrastrutture per una mobilità sostenibile;
  4. Istruzione e ricerca;
  5. Inclusione e coesione;
  6. Salute.

Come illustrato nel Comunicato-stampa diffuso a margine del Consiglio dei Ministri, nell’insieme, le Missioni raggruppano 16 Componenti, funzionali a realizzare gli obiettivi economico-sociali definiti nella Strategia del Governo, che a loro volta si articolano in 47 Linee di intervento per Progetti omogenei e coerenti.

Le risorse complessivamente allocate nelle 6 Missioni del “Pnrr” sono pari a circa 210 miliardi di Euro. Di questi, 144,2 miliardi finanziano “nuovi Progetti”, mentre i restanti 65,7 miliardi sono destinati a “Progetti in essere”, che riceveranno, grazie alla loro collocazione all’interno del “Pnrr”, una significativa accelerazione dei profili temporali di realizzazione e quindi di spesa.

Con il “Piano” il Governo intende massimizzare le risorse destinate agli Investimenti pubblici, la cui quota supera il 70%. Gli incentivi a Investimenti privati sono pari a circa il 21%. Impiegando le risorse nazionali del “Fondo di sviluppo e coesione 2021-2027” non ancora programmate, è stato possibile incrementare gli investimenti di circa 20 miliardi per nuovi Progetti in Settori importanti, che comprendono la Rete ferroviaria veloce, la Portualità integrata, il Trasporto locale sostenibile, la Banda larga e il 5G, il Ciclo integrale dei rifiuti, l’Infrastrutturazione sociale e sanitaria del Mezzogiorno.

I singoli Progetti di investimento sono stati selezionati secondo criteri volti a concentrare gli interventi su quelli trasformativi, a maggiore impatto sull’Economia e sul Lavoro. A tali criteri è stata orientata anche l’individuazione e la definizione, sia dei “Progetti in essere” che dei “nuovi Progetti”. Per ogni Missione sono indicate inoltre le riforme necessarie a realizzarla nel modo più efficace.

Il primo 70% delle sovvenzioni verrà impegnato entro la fine del 2022 e speso entro la fine del 2023. Il “Piano” prevede inoltre che il restante 30% delle sovvenzioni sarà speso tra il 2023 e il 2025. I prestiti totali aumenteranno nel corso del tempo, in linea con l’obiettivo di mantenere un livello elevato di investimenti e altre spese, in confronto all’andamento tendenziale. Nei primi 3 anni, la maggior parte degli Investimenti e dei “nuovi Progetti” (e quindi, dello stimolo macroeconomico rispetto allo scenario di base) sarà sostenuta da sovvenzioni. Nel periodo 2024-2026, viceversa, la quota maggiore dei finanziamenti per Progetti aggiuntivi arriverà dai prestiti.

Nella Tabella di seguito si evidenzia l’entità delle risorse che si prevede di impiegare nelle 6 Missioni, con la distinzione tra i Progetti già in essere e quelli nuovi.

Secondo le previsioni dell’Esecutivo, il “Piano” avrà un impatto positivo sulle principali variabili macroeconomiche e sugli Indicatori di inclusione, equità e sviluppo sostenibile attraverso i maggiori investimenti che attiverà direttamente e indirettamente e le innovazioni tecnologiche che introdurrà e stimolerà. L’aspettativa è che questi effetti vengano ulteriormente amplificati dalle riforme di contesto e da quelle più settoriali inserite nelle singole componenti del “Piano”. Una valutazione dell’impatto complessivo di investimenti, trasferimenti, incentivi e riforme, nonché dell’effetto moltiplicativo che potrebbe realizzarsi grazie all’effetto-leva di numerose linee progettuali del Piano, potrà essere effettuata quando tutti i dettagli dei Progetti e delle relativamente riforme saranno pienamente definiti.

Le risorse per la P.A.

Il Ministero per la P.A. ha fatto il punto, con una Nota diffusa il 13 gennaio 2021, sulle misure del “Piano” specificamente rivolte alla Pubblica Amministrazione. “L’impegno chiave – si legge – è quello di cambiare la P.A. per favorire l’innovazione e la trasformazione digitale del Settore pubblico, dotandola di Infrastrutture moderne, interoperabili e sicure. A questo si accompagna l’obiettivo di accelerare, all’interno di un quadro di riforma condiviso, i tempi della Giustizia e di favorire la diffusione di Piattaforme, servizi digitali e pagamenti elettronici presso le Pubbliche Amministrazioni e i cittadini”.

Il Dicastero ha messo l’accento sulla centralità della modernizzazione della “macchina pubblica” nel perseguimento dell’obiettivo del rilancio del Paese. Modernizzazione che può essere raggiunta passando, imprescindibilmente, per: digitalizzazione della P.A., riqualificazione del capitale umano e semplificazione dei processi.

Fondamentale – si evidenzia ancora nella Nota diffusa dalla Ministra, Dadone – è inoltre il passaggio al cloud computing, una delle sfide più importanti per la digitalizzazione del Paese, in quanto costituisce il substrato tecnologico che abilita lo sviluppo e l’utilizzo di nuove tecnologie, senza dimenticare le ricadute sul necessario raggiungimento dell’obiettivo di avere banche dati pienamente interconnesse. Ma in questo quadro particolare valore rivestono pure l’impatto di genere (ad esempio, in relazione allo sviluppo dello ‘smart working’ e all’accesso a posizioni dirigenziali) e quello sui giovani (ad esempio in relazione al reclutamento straordinario per l’esecuzione del ‘Pnrr’)”.

Capitolo Digitalizzazione, Innovazione e Sicurezza della P.A.: i numeri

Complessivamente, il capitolo Digitalizzazione, Innovazione e Sicurezza della Pubblica Amministrazione beneficerà di risorse per un totale di 11,45 miliardi.

Di seguito i dettagli.


Related Articles

“Decreto Semplificazioni”: le precisazioni dell’Agenzia delle Entrate sulle novità fiscali introdotte

È stata pubblicata sul sito web istituzionale dell’Agenzia delle Entrate la Circolare 30 dicembre 2014, n. 31/E, recante “Commento alle

Riparto sanzioni per violazioni limiti di velocità: definizione quota parte a favore dell’Ente accertatore

Nella Delibera n. 1 del 9 gennaio 2019 della Corte dei conti Autonomie, la questione controversa concerne il rispetto dei

Non ci sono commenti per questo articolo

Scrivi un commento
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Only registered users can comment.